Giovanni Paolo II: Ai carabinieri romani
DISCORSO DEL SANTO PADRE [sintesi]
Carissimi Militari dell'Arma dei Carabinieri!
[.] 2. Nell'accogliere voi, che siete parte qualificata delle Forze Armate Italiane, il mio pensiero non può
non andare alla domenica 19 novembre scorso,
quando, in Piazza San Pietro, abbiamo celebrato
il Giubileo dei Militari e delle Forze di
Polizia. Fu quella una significativa testimonianza
di fede da parte dei Militari di numerosi Paesi e delle loro famiglie. In
tale circostanza, ho avuto modo di esortare tutti ad essere "ministri della
sicurezza e della libertà dei popoli", ad essere "uomini di pace" (Omelia,
n. 4: L'Osservatore Romano, 20-21 novembre 2000, p. 9).
Oggi ripeto a voi queste parole, pensando
alla vostra missione che si svolge nel territorio
di Roma. Questa Città riveste una
singolare funzione nell'ambito della cristianità,
ed è importante che in essa tutti,
dai residenti ai pellegrini, dai migranti
ai turisti, possano vivere in un clima di
rispetto per la persona umana e per i valori
che ad essa fanno riferimento.
Un clima, cioè, sostanzialmente umano
e anche cristiano. Perché ciò
avvenga, occorre che gli stessi militari,
tutori dell'ordine e della legalità,
coltivino nei loro animi questi nobilissimi
valori. Sono valori che affondano le loro
radici in tradizioni umane e cristiane, che
richiedono di essere costantemente alimentate
mediante l'impegno individuale e comunitario.
I credenti sanno di essere chiamati a tale
impegno in virtù di quella Vocazione
alla santità, che è rivolta
a tutti. Santità significa, infatti,
vivere pienamente le virtù evangeliche
nelle concrete situazioni in cui ci si trova.
La storia dell'Arma dei Carabinieri dimostra
che si può raggiungere la vetta della
santità nell'adempimento fedele e
generoso dei doveri del proprio stato. Penso, qui, al vostro collega, il vice-brigadiere
Salvo D'Acquisto, medaglia d'oro al valore militare, del quale è
in corso la causa di beatificazione.
3. Per progredire in questo cammino di maturazione
umana e cristiana, è necessaria la
preghiera, la riconciliazione con Dio mediante
la Confessione sacramentale, l'alimento soprannaturale dell'Eucaristia,
l'ascolto della Parola di Dio. Inoltre, chi di voi è
sposato, sa che il sacramento del Matrimonio
è sorgente inesauribile di grazia
per la vita quotidiana. Sostenuti dall'aiuto di Dio, continuate con
generosità la vostra missione, al servizio della Città e della Provincia
di Roma. Vi protegga sempre con materna premura Maria Santissima, la "Virgo
Fidelis".