Giovanni Paolo II - Il relativismo etico favorisce comportamenti lesivi della persona umana
Messaggio a esponenti della cultura e della scienza croati ricevuti nella sede della Nunziatura Apostolica a Zagabria [sintesi]
[.] Compito del cristiano è quello di trasfondere nelle varie articolazioni della vita sociale, e quindi anche nel mondo della cultura, la luce del Vangelo. [.] Non c'è, infatti, vero progresso senza il rispetto della dimensione etica della cultura, della ricerca scientifica e dell'intera attività dell'uomo.
Il relativismo etico odierno, con il conseguente obnubilamento dei valori morali, favorisce l'insorgere di comportamenti lesivi della dignità della persona, e ciò si traduce in un serio ostacolo allo sviluppo umanistico nei vari ambiti dell'esistenza.
È chiaro, peraltro, che il bene della persona, obiettivo ultimo di ogni impegno culturale e scientifico, non può mai essere disgiunto dalla considerazione del bene comune.[.]
In questa regione, dove per secoli si sono incontrate visioni del mondo diverse, occorre continuare ad impegnarsi insieme per la cultura, senza indulgere a sterili contrapposizioni, ma coltivando piuttosto sentimenti di rispetto e di conciliazione.
Ciò non significa, peraltro, che si debba per questo rinunciare alla propria identità e cultura. Le radici, l'eredità e l'identità di ogni Popolo, in ciò che hanno di autenticamente umano, rappresentano una ricchezza per la comunità internazionale.[.]
Uno dei frutti del dinamico rapporto fra fede e ragione sarà sicuramente una rinnovata fioritura etica e spirituale in questo vostro Paese, che per decenni è stato sottoposto alle devastazioni prodotte dal materialismo ateo. Questa rifioritura dei valori costituirà il più valido baluardo contro le sfide odierne del consumismo e dell'edonismo.
Così, su una solida piattaforma di valori, l'uomo, la famiglia, la società potranno edificarsi secondo verità, aprendosi alla gioia e alla speranza, con lo sguardo rivolto al destino eterno che Dio ha preparato per ogni essere umano.
Si eviterà così in futuro il dramma della rottura tra cultura e Vangelo, che ha sconvolto la nostra epoca (cfr Paolo VI, Esort. ap. Evangelii nuntiandi, 20).
Una cultura che rifiuta Dio non può definirsi pienamente umana, perché esclude dal proprio orizzonte Colui che ha creato l'uomo a sua immagine e somiglianza, lo ha redento per l'opera di Cristo e lo ha consacrato con l'unzione dello Spirito Santo. [.]
Affido alla protezione della Santissima Madre di Dio, che la Chiesa invoca come Sede della Sapienza, quanti cercano in sincerità di cuore la verità e su tutti invoco la benedizione di Dio.
© L'OSSERVATORE ROMANO 5-6 Ottobre 1998
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