Giovanni Paolo II: Una nazione che uccide i propri figli è una nazione senza futuro

 OMELIA del Santo Padre durante la celebrazione della Messa davanti al Santuario
di san Giuseppe a Kalisz
- 14 GIUGNO 2001 [sintesi]

Dal Vangelo appena letto veniamo a sapere di coloro che attentavano alla

vita del Bambino. In primo luogo Erode, ma poi anche tutti i suoi seguaci.

In questo modo la liturgia della parola guida il nostro pensiero verso il

problema della vita e della sua difesa.

Giuseppe di Nazaret, che salvò Gesù dalla crudeltà di Erode, ci si

presenta

in questo istante come un grande sostenitore della causa della difesa

della vita

umana, dal primo istante del concepimento sino alla morte naturale.

[...]

Con lo sguardo della fede possiamo rilevare con una particolare

chiarezza l'infinito valore di ogni essere umano.

[...]

La Chiesa difendendo il diritto alla vita si richiama ad un livello più

ampio,

ad un livello universale che obbliga tutti gli uomini.

Il diritto alla vita non è una questione di ideologia, non è solo un

diritto

religioso; è un diritto dell'uomo.

Il più fondamentale diritto dell'uomo!

Dio dice: "Non uccidere"! (Es 20, 13).

Questo comandamento è al contempo un fondamentale principio e una norma

del codice morale, iscritto nella coscienza di ogni uomo.

>

> La misura della civiltà, una misura universale, perenne, comprendente

tutte le

> culture, è il suo rapporto con la vita.

> Una civiltà che rifiutasse gli indifesi, meriterebbe il nome di civiltà

barbara, anche

> se riportasse grandi successi nel campo dell'economia, della tecnica,

dell'arte e

> della scienza.

>

> La Chiesa, fedele alla missione ricevuta da Cristo, nonostante le

debolezze e le

> infedeltà di molti suoi figli e di molte sue figlie, ha portato con

coerenza nella

> storia dell'umanità la grande verità sull'amore del prossimo, ha attenuato

le divisioni

> sociali, ha superato le differenze etniche e razziali, si è chinata sugli

infermi e

> sugli orfani, sugli anziani, sugli handicappati e sui senza casa.

>

> Ha insegnato con le parole e con i fatti che nessuno può essere escluso

dalla

> grande famiglia umana, che nessuno può essere spinto al margine della

società.

> Se la Chiesa difende la vita non nata è perché essa guarda anche con amore

e

> sollecitudine ogni donna che deve partorire.

>

> [...]

> "Una nazione che uccide i propri figli è una nazione senza futuro".

> Dovete credere che non mi è stato facile dire queste cose pensando alla

mia

> Nazione, ma io desidero per essa un futuro, un futuro meraviglioso.

> È necessaria, dunque, una generale mobilitazione delle coscienze e un

> comune sforzo etico, per mettere in atto la grande strategia della difesa

> della vita.

> Oggi il mondo è diventato l'arena della lotta per la vita.

> Continua la lotta tra la civiltà della vita e la civiltà della morte.

> Perciò è così importante l'edificazione della "cultura della vita": la

creazione

> di opere e di modelli culturali, che sottolineino la grandezza e la

dignità

> della vita umana; la fondazione di istituzioni scientifiche ed educative

> che promuovano una giusta visione della persona umana, della

> vita coniugale e familiare: la creazione di ambienti che incarnino

> nella pratica della vita quotidiana l'amore misericordioso che Dio

> elargisce ad ogni uomo, specialmente all'uomo che soffre, che è

> debole e povero non nato.