Giovanni Paolo II: la dignità della persona non dipende dalla maggioranza
Udienza ai partecipanti all'Incontro promosso dalla Commissione degli Episcopati
della Comunità Europea (COMECE) [sintesi] - 2 APRILE 2001
Il processo di integrazione europea, nonostante alcune difficoltà, prosegue il suo cammino ed altri Stati chiedono di associarsi all'Unione dei Quindici. Quella che si sta consolidando non deve, però, essere solamente una realtà geografica ed economica continentale, ma deve proporsi innanzitutto un'intesa culturale e spirituale, forgiata mediante un fecondo intreccio di molteplici e significativi valori e tradizioni. A così importante processo di integrazione la Chiesa continua ad offrire con animo partecipe il proprio specifico contributo. I miei venerati Predecessori hanno salutato il cammino come un sicuro itinerario verso la pace e la concordia tra i popoli, vedendovi una via più spedita per raggiungere il "bene comune europeo" Io stesso ho più volte evocato l'immagine di un'Europa che respira a due polmoni, non soltanto dal punto di vista religioso, ma anche culturale e politico. Non ho mancato sin dall'inizio del mio ministero petrino di sottolineare che la costruzione della civiltà europea deve fondarsi sul riconoscimento della dignità della persona umana e dei suoi inalienabili diritti fondamentali, l'inviolabilità della vita, la libertà e la giustizia, la fratellanza e la solidarietà (cfr Discorso ai partecipanti al 76esimo raduno di Bergedorf sul tema "La divisione dell'Europa e la possibilità di superare tale situazione" 17 dicembre 1984, Insegnamenti di Giovanni Paolo II, VII/2 [1984], 1607).
Ho voluto pure che alla missione della Chiesa in Europa fossero dedicate due Assemblee Speciali del Sinodo dei Vescovi, quella del 1991 e quella del 1999. Soprattutto quest'ultima, che aveva come tema "Gesù Cristo vivente nella sua Chiesa, sorgente di speranza per l'Europa" ha ribadito con vigore come il cristianesimo possa offrire al continente europeo un determinante e sostanziale apporto di rinnovamento e di speranza, proponendo con slancio rinnovato l'annuncio sempre attuale di Cristo unico Redentore dell'uomo. [...] E' necessaria, a questo scopo, una rinnovata stagione missionaria che coinvolga tutte le componenti del popolo cristiano. Opportunamente la vostra Commissione e gli Episcopati del continente si stanno dedicando alla formazione religiosa e culturale dei fedeli e al permanente accompagnamento delle persone che, a ogni livello, sono "responsabili dell'unificazione europea." La costruzione di una nuova Europa, infatti, ha bisogno di uomini e donne dotati di umana saggezza, di un senso vivo del discernimento, ancorato a una solida antropologia nondisgiunta dall'esperienza personale della trascendenza divina.
Talora emerge nel mondo contemporaneo il convincimento che l'uomo possa stabilire da se stesso i valori di cui ha bisogno. La società non di rado vorrebbe delegare la determinazione delle proprie mete al calcolo razionale, alla tecnologia o all'interesse di una maggioranza. Occorre ribadire con forza che la dignità della persona umana è radicata nel disegno del Creatore, così che i diritti da essa fluenti non sono soggetti ad interventi arbitrari delle maggioranze, ma vanno da tutti riconosciuti e mantenuti al centro di ogni disegno sociale e di ogni decisione politica. Solo una visione integrale della realtà, ispirata ai perenni valori umani, può favorire il consolidarsi d'una comunità libera e solidale. All'essere umano e alle sue fondamentali esigenze devono guardare costantemente soprattutto coloro che sono preposti al governo, alla formulazione delle leggi e all'amministrazione della cosa pubblica. In questo campo la Chiesa non mancherà di offrire il suo contributo "specifico". Esperta in umanità, essa sa che primo compito d'ogni società è tutelare l'autentica dignità umana e il bene comune che, come afferma il Concilio Vaticano II, "si concreta nell'insieme di quelle condizioni sociali che consentono e favoriscono negli esseri umani, nelle famiglie e nelle associazioni il conseguimento più pieno e più spedito della propria perfezione" (Gaudium et spes, 74). [...]
La Vergine Maria, venerata in tanti santuari sparsi per il continente europeo, vi sostenga nella vostra azione apostolica e missionaria.
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