Giovanni Paolo II: Ogni retta coscienza non può non condannare decisamente il razzismo

All'Angelus Giovanni Paolo II affida a Maria la Conferenza di Durban, dalla quale si augura che venga rafforzata la comune volontà di costruire un mondo più libero e solidale. Ogni retta coscienza non può non condannare decisamente il razzismo, peccato che costituisce grave offesa contro Dio

Carissimi Fratelli e Sorelle!
1. "Io verrò a radunare tutti i popoli e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria" (Is 66, 18). Questa parola del profeta Isaia, che risuona oggi nella liturgia, mi richiama alla mente l'importante incontro internazionale che si svolgerà a Durban, in Sud Africa, da venerdì prossimo, 31 agosto, al 7 settembre. Si tratta della Conferenza mondiale delle Nazioni Unite contro la discriminazione razziale. Anche in quella sede la Chiesa eleverà con vigore la voce a tutela di fondamentali diritti dell'uomo, radicati nella sua dignità di essere creato ad immagine e somiglianza di Dio. Per presentare ai fedeli ed alla comunità nternazionale il pensiero della Santa Sede circa tale problematica, il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ha elaborato una nuova edizione, con puntuale aggiornamento introduttivo, del documento pubblicato su mia richiesta nel 1988 e intitolato La Chiesa di fronte al razzismo. Per una società più fraterna.
2. In questi ultimi decenni, caratterizzati dallo sviluppo della globalizzazione e segnati dal risorgere preoccupante di nazionalismi aggressivi, da violenze etniche e da estesi fenomeni di discriminazione razziale, la dignità umana è stata spesso pesantemente minacciata. Ogni retta coscienza non può non condannare decisamente il razzismo in qualunque cuore o sede si annidi. Esso purtroppo emerge in forme sempre nuove e inattese, offendendo e degradando la famiglia umana. Il razzismo è un peccato che costituisce grave offesa contro Dio. Il Concilio Vaticano II ricorda che "non possiamo invocare Dio Padre di tutti, se ci rifiutiamo di comportarci da fratelli verso alcuni tra gli uomini che sono creati a immagine di Dio... In conseguenza, la Chiesa esècra, come contraria alla volontà di Cristo, qualsiasi discriminazione tra gli uomini o persecuzione perpetrata per motivi di razza o di colore, di condizione sociale o di religione" (Nostra aetate, 5).
3. Al razzismo si deve contrapporre la cultura della reciproca accoglienza, riconoscendo in ogni uomo e donna un fratello e una sorella con cui percorrere le strade della solidarietà e della pace. Occorre, pertanto, una vasta opera di educazione ai valori che esaltano la dignità della persona e ne tutelano i diritti fondamentali. La Chiesa intende proseguire in questo ambito il suo sforzo e chiede a tutti i credenti il proprio responsabile contributo di conversione del cuore, di sensibilizzazione e di formazione. A tal fine, è necessaria in primo luogo la preghiera. Invochiamo, in particolare, Maria Santissima, perché dappertutto cresca la cultura del dialogo e dell'accoglienza insieme al rispetto per ogni essere umano. A Lei affidiamo la prossima Conferenza di Durban, dalla quale ci auguriamo venga rafforzata la comune volontà di costruire un mondo più libero e solidale.

(Giovanni Paolo II, Angelus, 26 agosto)
(©L'Osservatore Romano - 27-28 Agosto 2001)
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