Giovanni Paolo II: una sintesi di sofferenze,
persecuzioni e indomita speranza
16 marzo 2001
VISITA "AD LIMINA APOSTOLORUM"
DEI PRESULI DELLA CONFERENZA EPISCOPALE DELL'ALBANIA [sintesi]
Venerati Fratelli nell'Episcopato e nel Sacerdozio!
>
> 1. Sono colmo di gioia nell'accogliervi in questa prima visita ad limina,
da
> quando l'Albania ha ritrovato, dopo la fine della dittatura comunista, il
suo
> posto tra le Nazioni libere e democratiche.
> [...]
> Il mio pensiero va specialmente a Monsignor Frano Illia ed a Monsignor
> Robert Ashta, ritornati nella casa del Padre dopo un'esistenza vissuta
nella
> coraggiosa fedeltà al Vangelo.
> Penso, altresì, all'elevazione alla porpora del compianto Cardinale Mikel
> Koliqi, testimone fedele di Cristo che, nella sua veneranda figura, quasi
> sintetizzava la storia delle sofferenze, delle persecuzioni e
dell'indomita
> speranza dei cristiani della vostra amata Terra.
>
> 2. Il lungo cammino della Chiesa cattolica in Albania ha conosciuto
momenti
> di promettente vitalità e stagioni di difficoltà, fra ostacoli e
persecuzioni.
> Basti ricordare la lunga dominazione turca che per 450 anni ha messo a
dura
> prova la fede dei cattolici albanesi e, più vicino a noi, il mezzo secolo
di
> dittatura comunista, che li ha costretti a vivere nelle catacombe.
> Talora è sembrato persino che la comunità ecclesiale fosse inevitabilmente
> destinata a scomparire, ma la presenza misteriosa del Signore proprio
allora
> poneva i semi di nuove fioriture e di nuovi frutti.
> Anche in Albania si è realizzato quanto affermava Tertulliano: "Il sangue
dei
> martiri è seme di nuovi cristiani" (Apologeticum, 50,13).
> Lo attestano i tanti albanesi che hanno conservato la fede, nonostante la
dura
> oppressione subita a causa della loro adesione al Vangelo.
> Ne sono splendida testimonianza i sacerdoti e i religiosi che hanno subito
il
> carcere e la tortura.
> In questa speciale circostanza, desidero ringraziare l'intera Chiesa
Albanese
> per la testimonianza offerta negli anni della persecuzione ed unirmi ad
essa
> nel lodare il Signore per aver potuto celebrare insieme, qui a Roma, lo
scorso
> 4 novembre, il decimo anniversario della riapertura delle Chiese e della
ripresa
> della visibilità della vita ecclesiale nel Paese.
> [...]
>
> 3. Dopo il lungo inverno delle persecuzioni, è iniziata la stagione della
speranza.
> Sono state costruite diverse chiese e sono state aperte numerose case
religiose,
> che costituiscono provvidenziali avamposti di evangelizzazione e di
promozione
> umana.
> [...]
> In questo lasso di tempo la vostra Chiesa ha riacquistato il suo posto
all'interno
> della vita della Nazione.
>
> [...]
> 5. [...] E' in effetti urgente preparare le giovani generazioni a
costruire un futuro
> migliore nel proprio Paese, vincendo la tentazione dell'emigrazione e
l'illusione di
> facili successi da conseguire all'estero.
> Come pure è indispensabile sostenere moralmente e materialmente le
famiglie e
> combattere i gravi mali che, purtroppo, affliggono anche il vostro Paese,
quali
> l'aborto, la prostituzione, la droga, lo spirito di vendetta, lo
sfruttamento delle donne,
> la violenza.
> Non stancatevi di levare con fermezza la vostra voce in difesa della vita
sin dal suo
> concepimento, e non lasciatevi distogliere dall'impegno di tutelare con
coraggiosa
> determinazione la dignità di ogni persona umana.
>
> [...]
> Vi accompagni, con la sua materna protezione, la Madre del Signore, che
con la sua
> presenza e la sua preghiera è stata vicina agli Apostoli nel Cenacolo.
> Sia Lei a rendere fecondo ogni vostro progetto apostolico e prepari per il
Popolo di Dio
> a voi affidato sempre nuove effusioni dello Spirito.