Giovanni Paolo II: una vera parità rispettosa del progetto educativo

Lettera di Giovanni Paolo II al Preposto Generale dei Padri Scolopi in occasione del quarto centenario dell'apertura in Roma della "prima scuola pubblica popolare gratuita d'Europa" (sintesi)
Dal Vaticano, 24 Giugno 1997.

Al Reverendissimo Padre JOSÈ MARIA BALCELLS XURIACH - Preposto Generale dei Padri Scolopi

Nel IV Centenario dell'apertura in Roma della "prima scuola pubblica popolare gratuita d'Europa" ad opera di San Giuseppe Calasanzio, desidero unirmi alla gioia di codesto Istituto e di quanti, grazie al ministero educativo ed evangelizzatore dei Padri Scolopi, hanno ricevuto una solida formazione umana e cristiana. L'incontro, nella primavera del 1597, tra Giuseppe Calasanzio e Antonio Brendani, parroco di Santa Dorotea, fu l'occasione per il vostro Fondatore di una conversione più totale al Vangelo, che lo portò ad abbandonare legittime aspirazioni personali per trovare nella piccola scuola di Trastevere un "migliore modo di servire a Dio con aggiutare questi poveri figliuoli" (Vincenzo Berro, Annotazioni della Fondatione della Congregatione e Religione delle Scuole Pie [1663], tomo 1°, pag. 73). [...]
Giuseppe Calasanzio, interprete sapiente dei segni del suo tempo, considerò l'educazione, data in modo "breve, semplice ed efficace" (cfr Constitutiones [1622], n. 216), garanzia di successo nella vita degli alunni e fermento di rinnovamento sociale ed ecclesiale. Egli vide, inoltre, nella scuola una maniera nuova di evangelizzare, e per questo volle che ad assumersi il compito di educatori fossero religiosi e preferibilmente sacerdoti, impegnandoli ad offrire al bambino una cultura globale, in cui la dimensione religiosa fosse considerata e vissuta in modo profondo. [...] L'odierno impegno per l'educazione, ritenuto uno dei doveri fondamentali di uno stato moderno, non solo non vanifica il compito delle Scuole Cattoliche, bensì lo rende ancor più urgente. Esse, infatti, da una parte consentono di rispondere al diritto delle famiglie di assicurare ai figli un'educazione fondata sui perenni valori del Vangelo e, dall'altra, offrono all'intera società autentici centri educativi, in cui alla qualità dell'istruzione si unisce quella di un serio lavoro formativo. Rinnovo pertanto con forza l'auspicio che in tutti i Paesi democratici si dia finalmente attuazione concreta ad una vera parità per le scuole non statali, che sia al contempo rispettosa del loro progetto educativo: tali scuole infatti offrono un servizio di pubblico interesse, apprezzato e ricercato da molte famiglie. L'ambiente secolarizzato in cui, purtroppo, si trovano a vivere le nuove generazioni esige, infatti, che la Scuola cristianamente ispirata continui ad essere offerta a quanti cercano in essa un luogo ottimale di formazione e di evangelizzazione. I modelli negativi che vengono spesso proposti ai giovani del nostro tempo domandano ai religiosi impegnati nell'ambito educativo di continuare "con fedeltà creativa" (cfr Vita consecrata, 37) la loro missione, al fine di realizzare il comando di Gesù: "Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura" (Mc, 16, 15). [...]
Se la Scuola Cattolica è un luogo preferenziale di evangelizzazione, la scuola popolare calasanziana è oggi in molti casi un posto di missione. Come ho ricordato nell'Esortazione postsinodale Vita consecrata, i religiosi educatori devono sentirsi particolarmente impegnati "ad essere fedeli al loro carisma originario ed alle loro tradizioni, consci che l'amore preferenziale per i poveri trova una sua particolare applicazione nella scelta dei mezzi atti a liberare gli uomini da quella grave forma di miseria che è la mancanza di formazione culturale e religiosa" (n. 97). [...] A tale scopo sarà necessario intensificare la formazione spirituale, teologica e culturale, perché religiosi e laici possano realizzare l'ideale dell'educatore cristiano nella triplice fedeltà "allo spirito del vostro Fondatore, alla Chiesa e alla causa della Scuola Cattolica" (Paolo VI, Allocuzione del 26 agosto 1967).
A Maria, la prima maestra e discepola di Gesù, sotto la cui protezione vi pose il vostro Fondatore, chiamandovi "Poveri della Madre di Dio" (Constitutiones [1622], n. 4), affido Lei, Reverendissimo Padre, e l'intero Ordine calasanziano. L'esempio della Vergine vi incoraggi a seguire in tutto il Cristo con lo spirito dei fanciulli destinatari privilegiati del Regno di Dio (cfr Lc 18, 16 17). Con tali auspici, imparto di cuore a tutti una speciale Benedizione Apostolica.
Giovanni Paolo II

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