|
Capitolo
1. Inquieta felicità
-Takeru, come prenderanno la notizia i nostri genitori? - chiese Kayano
al suo fratellastro mentre si dondolava piano sull'altalena. Non ebbe
risposta, così, senza guardarlo precisò : -La notizia che
stiamo
insieme- disse imbarazzata.
-Ah perché stiamo insieme? Da quando?- sogghignò lui guardandola
dritta negli occhi, senza alcun pudore.
' Questo ragazzo è davvero incorreggibile! Come può essere
così disinvolto e sarcastico in un momento tanto delicato?'
Kayano era tramortita, tentava di capire il comportamento del fratellastro,
ma dopo quello che era successo tra loro non riusciva a formulare riflessioni
razionali. Intanto il fratellastro continuava a fissarla negli occhi.
Aveva uno sguardo sensuale, e la sua espressione rivelava pensieri poco
morali. (ndSonya è ovvio, sbav sbav!! ^*^).
Ma cosa c'era da capire? Quello era il solito Takeru, il diavolo! Lo conosceva
meglio di chiunque altro, e non perché fossero fratelli, bensì
perché nell'ultimo periodo si erano sentiti molto vicini e avevano
capito molto l'uno dell'altra. Avevano affrontato insieme le ombre che
dimoravano nei loro cuori, per poi trovare un po' di equilibrio, insieme.
E poi c'era dell'altro: Kayano era perdutamente innamorata di lui
il
suo fratellastro!
-Co-come che notizia!?- domandò con la fronte corrugata- non accorgendosi
che "il diavolo" si era piazzato proprio davanti a lei, interrompendo
il suo dondolamento. La stava fissando; i suoi occhi erano di un nero
intenso
si confondevano quasi con il buio della notte. Però
non
provocavano paura
anzi. Erano bellissimi occhi a mandorla, ma più
grandi di tanti comunissimi occhi giapponesi. Nonostante fossero di un
colore così scuro, riuscivano a brillare anche nella notte. Anche
in quella notte così cupa.
-Scema- disse lui improvvisamente, rompendo il silenzio.
'Come sarebbe a dire "scema"?! Questo ragazzo non cambierà
mai!' Pensò Kayano abbassando un po' gli occhi. 'Mi prendi in giro
eh? Siamo alle solite
forse dovrei
' Kayano non fece in tempo
a finire le sue considerazioni
Takeru le prese il viso tra le mani
e la baciò lievemente sul labbro superiore.
Fu un tocco delicatissimo
Kayano si tranquillizzò. Takeru sapeva rassicurarla quando meno
se l'aspettava. In quel momento, sentendo le labbra di lui così
vicine alla sue, pensò che era al sicuro, e che se c'era Takeru
al suo fianco avrebbe avuto il coraggio di affrontare la loro complicata
situazione.
Due fratelli, anche se non di sangue, si amano. E si baciano
e
Mentre rientravano a casa, i loro pensieri si fecero molto vicini. Takeru
aveva la sua solita aria da "duro" (ndSonya è bellizzzimo
^*^), sembrava piuttosto tranquillo. Invece Kayano era turbata: non aveva
la minima idea di quello che avrebbe potuto dire a sua madre per giustificare
il suo amore proibito. In particolare non riusciva ad immaginare una eventuale
reazione del genitore. Sua madre però era sempre stata una donna
eccentrica, molto ragionevole, se vogliamo anche strana, quindi forse
avrebbe potuto accettare che la sua unica figlia avesse una relazione
con il figlio del suo attuale marito.
Questa ipotesi positiva la allietò, ma solo per un breve momento.
Un brivido la percosse lungo la schiena cogliendola di sorpresa; senza
accorgersene si aggrappò al braccio di Takeru, che le camminava
accanto.
Senza pensarci Takeru scherzò: -Ehi, vuoi staccarmi un braccio?-
probabilmente Kayano stava stringendo un po' forte la presa.
La ragazza non udì la provocazione, si trattenne nel suo mutismo
con la sguardo fisso nel vuoto.
Takeru cambiò espressione. Non l'avrebbe mai ammesso, ma ora era
preoccupato. Per Kayano più di tutto.
Continuò però a camminare al suo fianco, avvertendo la mano
di lei stringere ancora di più.
'Andrà bene Kayano'.
##################################################
Intanto a casa di Yuichi Kamijo
-Ehi servo! Portami un po' d'acqua fresca!- ordinò Harukawa al
suo ragazzo.
-Ma perché sei sempre così acida?- disse mortificato Kamijo.
-Sai essere glaciale anche dopo quello che è successo!- tentò
di contenere l'imbarazzo mentre le parlava.
-Abbiamo fatto sesso, caro. S.e.s.s.o- cadenzò lei. -E tu perché
sei sempre così mieloso? E comunque se volevi una ragazza dolce
e premurosa perché non ti sei messo con Saito quando ne hai avuto
l'occasione?-
Kamijo rimase seduto sul suo grande letto, un po' dubbioso.
Lei continuò: -Oppure con Watanabe: lei è più accondiscendente
di Saito, sai? E' più dolce di un budino!- finì la frase
ridendo.
Stava evidentemente scherzando, solo per non affrontare l'argomento e
celare quello che stava provando in quel momento.
'Non vuole ammettere di essere felice. Lo so. Ormai la conosco. Harukawa
è fatta così. E' una ragazza fuori dal comune ma in fondo
è una brava ragazza. Quando assume quest'aria fredda e un tantino
altezzosa dovrei risponderle a tono, ma
non ci riesco. So che non
parla in questo modo per una forma di cattiveria, credo sia solo per timidezza
Quindi
farò finta di niente.'
-Cosa combini lì rannicchiato?- chiese lei vedendo Kamijo ai piedi
del letto, affaccendato.
-Mi vesto- rispose pacato lui.
-Perchè? I tuoi genitori non torneranno prima di domani mattina.
C'è tempo per riaccompagnarmi-
'Ecco! Adesso penserà che voglio restare con lui e che sono morbosa!
Ho fatto male a parlare, me ne dovevo stare zitta! Cazzo! Però
io
non voglio andarmene adesso, non ancora
' Si rassegnò lei
ai suoi desideri.
Kamijo si alzò e andò verso la porta. La aprì lentamente
e mentre usciva dalla stanza, senza voltarsi, la rassicurò -Vado
a comprare dei budini al latte. Il market dell'isolato vicino dovrebbe
essere aperto-
Ci fu una brevissima pausa.
-E' il tuo dolce preferito, no?- e così dicendo uscì definitivamente
dalla stanza.
Harukawa era rimasta seduta sull'enorme letto occidentale, coperta solo
da un lenzuolo color avorio. Si rilassò d'improvviso. Si guardò
i piedi nudi e candidi
'Kamijo
sei sempre premuroso nei miei riguardi; con te mi sento davvero
bene, anche se non riesco a dirtelo apertamente. Io non so come reagire
in queste situazioni! Sono molto tesa, anche se felice. Abbiamo fatto
l'amore ed è stato molto bello
Tu sei stato molto dolce. Prima
o poi doveva succedere, ma sono contenta che tu abbia aspettato assieme
a me, il momento giusto.'
Ora era realmente serena e tirò un sospirò di sollievo per
rilassarsi ancora di più. Si distese completamente sul letto, sempre
coperta dal lenzuolo che le solleticava l'esile corpo.
'Prima che arrivi Kamijo sarà meglio farmi una doccia.'
A quest'idea scese rapidamente dal letto scostando il lenzuolo che prima
la copriva. Prese il suo beauty con i trucchi che sicuramente le sarebbe
stato utile e si diresse in bagno. Era nuda, ma ora si sentiva a suo agio
nonostante non fosse in casa propria. Si sentiva libera.
Mentre abbassava la maniglia della porta che Kamijo con riguardo aveva
richiuso, si girò di schizzo verso il letto che aveva lasciato
un secondo prima.
Lo fissò a lungo.
Un ricordo quasi tangibile si manifestò dinnanzi ai suoi occhi
castani. Il respirò le mancò per qualche istante e per questo
si raggomitolò su se stessa, quasi a stringersi per non sentire
quel mancamento fisico.
Il pavimento sembrò vacillare.
Per fortuna fu solo un attimo.
Appena riacquistate lucidità e forza, corse in bagno lasciando
nella stanza una sensazione di inverosimile paura.
Al centro il letto, ora vuoto, era vistosamente in disordine; le lenzuola
si erano, per puro caso, intrecciate tra loro
come se fossero state
destinate ad unirsi.
Del sangue
nessuna traccia.
#############################################################
Torniamo dai nostri protagonisti
Takeru e Kayano erano davanti al cancello della loro casa.
Erano più di tre mesi che vivevano tutti insieme in quel grande
appartamento.
Si era fatto molto tardi, erano quasi le 3.00 del mattino; i genitori
non li avrebbero aspettati svegli in quanto sapevano che quel giorno avrebbero
partecipato al party che l'Istituto aveva organizzato per le vacanze estive.
In realtà la festa era finita da un pezzo, prima del previsto.
Così i due fratellastri se l'erano svignata inoltrandosi dapprima
in un parco vicino, non facendo caso agli sguardi indiscreti di alcuni
compagni. Soprattutto quelli di alcune ragazzine del primo anno che seguivano
tutti i movimenti di Takeru. Era sempre così
lui riusciva
a "catturare" tutti, e non solo per la sua particolare bellezza,
ma soprattutto per il suo carattere un po' stravagante, ma molto accattivante.
Ad ogni modo, quel parco dove si erano rifugiati in un primo momento,
per Kayano rappresentava un luogo magico. Infatti era stato proprio lì
che si era accorta di quanto fosse speciale Takeru.
Prima di quell'episodio, che accadde una sera d'autunno, Kayano era convinta
che Takeru fosse un "diavolo", uno sbruffone che faceva il bello
e il cattivo tempo a scuola solo perché figlio del preside. Non
che fosse cambiato poi tanto, però adesso Takeru sembrava più
maturo e disponibile
E comunque c'era sempre stata una ragione dietro
quei suoi comportamenti arroganti, spesso anche violenti. Kayano lo capì
proprio quella sera, in quel parco... quando lei piangeva e d'improvviso
vide Takeru in sella ad un bici. Era lì per riportarla a casa!
"Non aver paura di affrontare gli altri"
le insegnò
Takeru quel giorno.
Kayano, per la prima volta, in quel parco magico, come lo definiva segretamente
lei, si accorse di provare un forte sentimento verso quel ragazzo così
presuntuoso quanto maturo e affascinante. A quel tempo cercò di
trattenere le sue emozioni, chi avrebbe concesso loro di amarsi se di
lì a poco sarebbero divenuti fratelli? Col tempo però dovette
cedere
perché l'amore è come una diga: se lasci una
breccia dove possa infiltrarsi un filo d'acqua, a poco a poco questo fa
saltare le barriere. E arriva un momento in cui non si riesce più
a controllare la forza della corrente. Le barriere crollano, e l'amore
si impossessa di tutto; e non importa se possiamo continuare ad avere
la persona amata accanto a noi. Amore significa perdere il controllo.
(ndSonya P.Coelho è il mio scrittore straniero preferito! Lo adoro
:* quindi dovevo per forza citare una sua frase, anche se l'ho leggermente
modificata ^_- Forse ne incontrerete altre nel prox cap!)
-Credo che stiano dormendo- la ragazza tirò quasi un sospiro di
consolazione.
Takeru si mosse per entrare, ma la sorella restò immobile dietro
di lui, non lasciando andare la manica di suo fratello.
'Non ce la faccio. Sono una codarda. Ho paura
Eppure dentro sono
così felice per quello che è accaduto
Ma quest'angoscia
non mi abbandona. Non riuscirò a guardare mia madre dopo ciò
che è successo questa sera.'
Takeru indietreggiò e si abbassò un pochino per guardarla
meglio in viso.
-Kayano?-
-Eh
hmm
dimmi- rispose lei un po' intontita.
Aveva mille pensieri che fluttuavano nella mente.
'Acciderba! Takeru è davvero bello. Vederlo così da vicino
mi provoca il panico. Acciderba, devo stare calma. M-ma, mi vuole b-baciare?
Adesso?'
-Kayano?- la rinsavì il ragazzo.
-Stai bene?- le chiese teneramente - Mi sembri pallida-
-N-no no, sto bene!- cercò di tranquillizzarlo.
-Sicura?-
-Si- mentì Kayano.
Pausa.
-Ti ho fatto male?-
-Uhm?- quella domanda la stupì notevolmente.
-C-cosa?- gli chiese. In viso era tutta rossa.
-Mi dispiace
se ti ho fatto male- le disse a voce bassissima lui.
'Oddio che imbarazzo. Perché mi sta chiedendo una cosa del genere?
Non vede che sono già abbastanza turbata? Devo ancora capire bene
ciò che è appena successo tra noi
Sento ancora un fuoco
che divampa nel mio corpo
Come posso nasconderlo? Mi vergogno. Ma
forse
lui si sta preoccupando per me?'
Si affrettò quindi a rispondergli: -No Takeru, non è così.-
Takeru non sembrava convinto.
-Non mi hai fatto male!- continuò un po' agitata afferrandogli
una mano e tenendola stretta nella sua. -Io sto bene, sul serio. Io
ecco
mi
sento felice, e mi sento tua
completamente. Non l'ho dato a vedere
perché
bhè so che non ti piace parlarne, e poi perché
sono molto preoccupata per quello che potrebbe accadere.- la voce tremolante.
-Tu mi hai reso felice- lo guardò dritto negli occhi anche se era
visibilmente a disagio.
'Ecco l'ho detto.'
Takeru tacque, restando immobile per qualche attimo, come se fosse stato
legato a lei da un filo invisibile. La sua mano ancora in quella di lei,
così calda e piccola. Poi si voltò verso il cancello. Lo
aprì. Fece qualche passo lasciandosi alle spalle il cancello ora
semiaperto.
-Mentre eri sotto la doccia ho notato una macchia di sangue sul lenzuolo
bianco- pronunciò le parole con sincero affetto.
Silenzio.
Proseguì: - Lo so che è normale, però
mi sono
preoccupato.-
Kayano corse verso di lui e lo abbracciò appoggiandosi sulle sue
larghe spalle. Le lacrime inevitabilmente scesero sulle gote, bagnando
anche la maglia di lui. Piangeva di gioia. Takeru sapeva essere premuroso
quando lei ne sentiva più il bisogno. Era innamorata di lui, ne
era certa. Ora più che mai.
In quel preciso momento avrebbe desiderato più di ogni altra cosa
tornare a Shibuya, dove poche ore prima, in un albergo da quattro soldi,
lei e Takeru avevano fatto l'amore per la prima volta.
|