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Capitolo 4. Una brutta notizia
Casa di Yuichi Kamijo -Haru non ti va più?- chiese Kamijo alla sua ragazza. Haru stava fissando il budino al latte che Kamijo era andato a comprare
poco prima al market. 'A volte Haru è pensierosa, non so cosa chiederle e come comportarmi. Non riesco ad insistere, ma vorrei capire...' Kamijo era molto innamorato di Haru: dopo la delusione con Saito, lei gli era stato molto vicina e inaspettatamente si erano innamorati l'uno dell'altra. Era accaduto tutto gradualmente, senza che nessuno dei due lo prevedesse.
-Che ci fai qui al parco?- chiese Harukawa a Kamijo mentre lui palleggiava
da solo con la palla da basket e lo sguardo fisso su quelle righe di un
nero sporco. Indossava la solita tuta che metteva anche agli allenamenti
di scuola; era un pò sporca, forse puzzava anche dato l'orario. Come faceva Harukawa a sapere che Kamijo era lì? Lo aveva chiamato a casa e non aveva trovato nessuno. Sapeva che, come accadeva ormai sempre più spesso, Kamijo restava solo a casa perchè i suoi genitori erano spesso fuori Tokio. Aveva pensato di passare a casa sua e portare quel film che avevano visto una volta al cinema con Edogawa e Yohei : "Una settimana da Dio". Però non si sarebbe mai presentata senza avvisare, e così aveva composto il numero... ma...tu-tu-tu-tu-tu non ebbe risposta. 'Che stia già dormendo? ' si era domandata fissando per un secondo la cornetta del telefono. 'Ma no! Kamijo non è certo il tipo che va a letto presto! Anzi, guarda i programmi televisivi fino a notte inoltrata! E allora dove può essere? ' Chissà perchè quel giorno Haru desiderava stare con
Kamijo, più delle altre volte. Erano soltanto amici, ma si rendeva
conto che qualcosa in lei era cambiato. Ne aveva paura. 'E se il passato tornasse con Kamijo? ' La domanda tuonò nella mente una sola volta, e per un solo secondo: fu solo un attimo ma poi si disse che lui era un ragazzo diverso dagli altri...che non l'avrebbe mai fatta soffrire di proposito! -E poi è soltanto un amico Haru!- disse ad alta voce, per non ammettere il contrario. Ma avrebbe dovuto cedere ai suoi sentimenti molto presto...Quella stessa sera. -Come facevi a sapere che mi stavo allenando qui?- le chiese molto stupito il ragazzo mentre la palla rotolava velocemente lontano, verso le aiuole... -Perchè è sempre qui che vieni quando c'è un problema. Come quando io e Saito ti abbiamo cercato per mezza città, preoccupate a morte, e tu eri qui, che piagnucolavi...perchè avevate perso una partita di basket!!! Ti sentivi colpevole ed era sbagliato! -ERA UNA PARTITA IMPORTANTE!- fece Kamijo rendendosi conto di aver alzato un pò troppo il tono della voce. 'Non è da me parlarle così. Cazzo!' Haru era rimasta un pò confusa ma non si era offesa per quel tono sgradevole. -Stavo sdrammatizzando e comunque è la verità: non eri mica colpevole per quella sconfitta. E LO SO BENISSIMO QUANTO CI TENESSI A VINCERE!- alzò di proposito il tono della sua voce, continuando poi pacatamente - Ma adesso per quale motivo sei qui? Lo so che vai a dormire sempre tardi ma di solito te ne stai seduto davanti alla televisione a guardare quei programmi demenenziali notturni! Invece ora sei qui.- Haru era preoccupata. Aveva da poco scoperto quanto lei tenesse a
questo ragazzo così ingenuo ma allo stesso tempo così risoluto,
così sincero con se stesso...Ecco...Kamijo era una persona trasparente... 'E cosa le rispondo ora? ' -Ehy parlo con te "Capitano"- ironizzò la ragazza incitandolo a parlare. -HARU SONO INCAZZATO, VA BENE?- la guardò dritta negli occhi, con evidente rabbia. -LASCIAMI IN PACE!- -Ma cosa ti ho fatto io? Non me ne vado finchè non mi spieghi questo tuo assurdo atteggiamento! Se sei incazzato per qualcosa lo posso capire e ne possiamo parlare da amici! Oppure dimmi se ti ho fatto qualcosa visto che ti rivolgi a me in questo modo!- -Ah siamo amici?- Kamijo pronunciò la domanda come rivolgendosi
a se stesso. Lo sguardo fisso sull'aiuola dove si era fermato il pallone.
In quel momento avrebbe voluto prendere quella pesante palla e tornarsene
a casa, da solo. Per calmarsi. -Si che siamo amici, non te lo ricordi?- chiese la ragazza, stavolta con sbigottimento. 'Cosa gli prende? Cosa gli ho fatto? ' -Oggi ti ho vista- fece lui dopo qualche secondo. Il tono della voce era diverso, più basso ma comunque irritato. -Cosa? Vista dove? Non capisco...- - Fuori dalla palestra, vicino la colonna principale. Eri con Yuki.- pronunciò la frase freddamente. -E allora? Cosa vuoi insinuare? Guarda che...- stava per continuare quando...- ma Kamijo non è che per caso sei geloso?- In quel momento Kamijo non potè più sostenere il suo palese imbarazzo, e finalmente si mosse per andare a prendere la palla. - NO ASPETTA!- gridò lei per fermarlo. Non voleva che se ne andasse. 'Oddio che cavolo sto facendo? Adesso che gli dico? Ma davvero sarà geloso di me? ' -Guarda che Yuki si è dichiarato a me oggi ma...ma io gli ho risposto di no.- fece una pausa piuttosto lunga. Intanto l'aria della sera si era fatta più fredda e Kamijo,
che indossava soltanto la tuta da basket, ebbe un brivido. -Gli ho detto di no perchè mi piaci tu- disse la frase con un filo di voce. Non era mai stata così timida, così confusa, in nessuna situazione...Non sapeva nemmeno di esserlo! E ora doveva arrendersi e cedere al suo sentimento per Kamijo. Dal canto suo il ragazzo era sbalordito. 'Quindi sono ricambiato? ' Ci fu silenzio. La ragazza aspettava nervosamente che lui dicesse qualcosa, sperava dicesse... -Sono contento- disse lui alla fine. Poi si voltò e le andò vicino: erano l'uno di fronte all'altra e si guardavano. -Sono contento perchè se ti fossi messa con qualcun altro avrei cambiato scuola- le sorrise e la baciò.
Casa Edogawa I due fidanzatini, ancora clandestini, si stavano sbaciucchiando appassionatamente in camera del ragazzo. You're alone all the time I rispettivi genitori sarebbero rincasati solo l'indomani e quindi avevano ancora qualche ora di coccole: come farsi sfuggire l'occasione? Why fool yourself Dopotutto si erano sempre dovuti nascondere e non avevano mai avuto tempo da dedicare ai rapporti intimi, fino a questa sera che avevano fatto l'amore nella stanza di quell'albergo a Shibuya. Era stato tutto bello...tutto molto dolce...anche se Kayano non si sarebbe mai aspettata di cedere così, e per giunta in un "Love Hotel" ! Però poi si era detta che qualunque luogo sarebbe stato perfetto, perché lei lo amava sinceramente. E non poteva resistergli... Stop, look, yes, listen to your heart Anche adesso... Though you try, you can't hide -mh..aspetta Takeru non dobbiamo- disse tra i baci che continuavano a scambiarsi affettuosamente. - Questa è casa dei nostri genitori!- Era preoccupata e si sentiva in colpa: aveva avuto un rapporto sessuale con il suo fratellastro ancor prima di poter parlare con sua madre, e ora si baciavano in casa! Non le sembrava affatto corretto! So jump right in -Ma non facciamo niente di male!- rispose il ragazzo continuando a baciarle le labbra. Stop, look, listen to your heart Mmm, hmm Come poteva fermarlo? Lei non voleva fermarlo. Darlin', darlin', stop and look In sottofondo si sentiva una musica, probabilmente uno dei vicini amava suonare il violino a notte fonda (o era quasi mattina?)...Ma era un suono talmente melodioso che lo si ascoltava con piacere. Kayano si lasciò cullare da quelle vibrazioni soavi... Stop and listen to your heart right now La luna intanto scomparve tra le nubi. La pioggia era cessata, tutto
si era calmato dopo il frastuono del temporale. Ma il tempo sembrava prevedere
qualcosa di terribile. Le nubi erano spaventosamente nere, la luna non
c'era quasi già più. Scomparsa. Ma a loro come poteva importargli? Si stavano amando...per la seconda
volta... Soprattutto questo. Era così bello stare attaccati, sentire i respiri, baciarsi e guardarsi... Darlin', stop and look -COSA DIAVOLO STATE FACENDO?- urlò la voce rotta di una donna. I ragazzi sussultarono spaventati. Quella voce li aveva riportati all cruda realtà. -Mamma...- Kayano era terrorizzata...non sapeva cosa dire, non sapeva come comportarsi. Non era così che aveva pensato di affrontare la questione con sua madre. 'Mamma ci ha scoperti! Mamma adesso sa tutto ' -SIETE FORSE IMPAZZITI? KAYANO IN QUESTO MOMENTO TU NON SEI MIA FIGLIA!-
Tokiko era fuori di sè dalla rabbia. Uno sguardo di disprezzo... -Un attimo Tokiko ora ti spieghiamo...- ma non fece in tempo a finire la frase che...- TU TACI PER FAVORE! NON HO VOGLIA DI STARVI A SENTIRE. QUELLO CHE HO VISTO MI HA SCONVOLTO MA NON SI RIPETERA' PIU', VERO KAYANO?- La sua voce era velenosa... -Mamma ti prego ascoltami...io sono...- piangeva a dirotto mentre restava pietrificata in piedi, al centro della stanza, con una mano sul petto, quasi a volerne arrestare i battiti del cuore per lo sgomento. -SMETTILA! HO DETTO CHE NON VOGLIO SENTIRE LE VOSTRE GIUSTIFICAZIONI,
PER QUANTO MI RIGUARDA NON NE AVETE. D'ORA IN POI VI TERRO' D'OCCHIO E
SAPPIATE CHE PRENDERO' SERI PROVVEDIMENTI AL RIGUARDO. ORA HO ALTRO A
CUI PENSARE- -Tokiko non è stata colpa di Kayano...ma vedi...- Takeru cercava di parlare, e di non perdere le staffe: non aveva mai conosciuto quel lato del suo carattere: Tokiko era sempre stata una donna comprensiva e generosa. -TAKERU SAI CHE TUO PADRE HA AVUTO UN INFARTO?- disse la frase in un tono quasi accusatorio. Fuori dalla finestra le nubi avevano ricoperto il cielo di un nero
tetro e non si vedeva più nulla. Nulla. Nè si udiva più
quel -Cosa?- chiese Takeru atterrito, più di quanto lo fosse prima. Kayano lo vide quasi tremare... -Mi dispiace dirtelo così- continuò la donna stavolta con una voce più ragionevole ma sempre alterata - E' successo qualche ora fa mentre si trovata fuori Tokyo per uno dei suoi impegni. Io gli avevo detto che stava lavorando troppo ma...- scoppiò a piangere all'improvviso. -Ora dov'è? DIMMELO!- Takeru glielo chiese quasi aggrdendola, senza rendersene conto. La signora Tokiko, restando in penombra nell'angolo della stanza,
fissando il pavimento con occhi gonfi di lacrime disse: - E CON TE FAREMO I CONTI ADESSO PERCHE' NON CI SONO SCUSE PER QUELLO
CHE HAI FATTO. NON VI AZZARDATE A DIRE NULLA NE' ALLA NONNA NE' A MAMORU
PERCHE' IN QUESTO MOMENTO LUI NON REGGEREBBE A UNA TALE NOTIZIA.- Kayano restava immobile, con lo sguardo vacuo. Non riconosceva più sua madre: come poteva pensare questo di lei? E' vero, le aveva tenuto nascosto tutto ma era sinceramente innamorata di Takeru; era forse un peccato così grave? Evidentemente si se continuava a fissarla con quegli occhi pieni d'odio. 'Mia madre mi disprezza, e non mi perdonerà mai' -Mamma hai perso fiducia in me?- riuscì a chiederle tra i singhiozzi. Le stava andando vicino, per abbracciarla: voleva essere rassicuarata e voleva anche rassicurare sua madre su quanto aveva visto. Non erano ubriachi, non erano degli sprovveduti... ...erano innamorati! -NON AVVICINARTI!- urlò la donna, che stava in tutti i modi cercando di non svenire. Ne aveva viste troppe per quel giorno! -Mamma...- Kayano piangeva inginocchiata per terra. Takeru le si avvicinò per consolarla... -TAKERU- sbraitò la signora Tokiko. -LASCIALA IN PACE, NON TOCCARLA. HAI SENTITO COS' HO DETTO? LA VOSTRA STORIA FINISCE QUI ALTRIMENTI AVRAI SULLA COSCIENZA TUO PADRE! - Era una minaccia? Si, aveva detto quelle parole sprezzanti proprio per ferirli. E ferire soprattutto Takeru. 'No Mamma, non farlo. Ti prego...non fare questo a Takeru! Per tanti
anni ha pensato che per colpa sua sua madre se ne fosse andata, ora non
deve tornare a rinchiudersi in quel suo filo spinato di solitudine, di
diffidenza.. 'Stai punendo me? Vuoi punire me colpendo lui? Non farlo mamma...' Kayano era disperata. Ora pensava a Takeru, che sicuramente stava
soffrendo più di chiunque altro. E lei non poteva fare niente! 'Mi ama...ed è un peccato.' -Andiamo dalla nonna- disse risoluto Takeru, ansioso di vedere le condizioni di suo padre. Anche se non lo faceva vedere, Takeru era molto attaccato a Mamoru e si preoccupava molto quando lui lavorava più del solito o restava a lungo fuori città per impegni lavorativi. Una volta lo aveva addirittura rimproverato per non aver telefonato dato che era rincasato tardi. Poi però faceva il duro e lo ignorava di proposito per non dimostrare niente a nessuno. Ma era evidente che in fondogli era molto affezionato. Kayano si sentì improvvisamente sciocca: in quel momento non
avrebbe dovuto pensare alla loro situazione e piangere a quel modo. Così, dopo essersi sitemati nel taxi che li stava attendendo fuori dall'appartamento, partirono verso l'ospedale.
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