CITY HUNTER

 

LE NOTTI DI TOKYO

Kaori guardava dal terrazzo le stelle, quella sera risplendevano ancora più belle del solito. Il suo pensiero come sempre si rivolse a Ryo…
Ryo.. l'uomo del mistero, l'uomo che le aveva preso il cuore. Non sapeva ne come ne quando, ma si era innamorata di lui. Si era perdutamente innamorata di lui e naturalmente non era ricambiata. Ryo non faceva che correre sempre, dietro tutte le gonnelle della città, e questo le dava un grande dolore. Non si accorgeva nemmeno, che lei era una donna. Era da due anni che abitavano nello stesso appartamento e Kaori non aveva ancora scoperto niente sul suo passato.
"Kaori! Finalmente ti ho trovata! Insomma io ho fame non mi cucini qualcosa da mangiare?" Disse Ryo in tono annoiato.
"Uffa, sei il solito scocciatore!" Rispose Kaori brusca, ma si incamminò con lui, per andare a preparargli la cena.

Kaori era seduta di fronte a Ryo che mangiava la sua cena con gusto, mentre invece lei non aveva neppure toccato cibo..
Si sentiva molto giù, vivere vicino a Ryo in quel modo, cioè come sua semplice socia, iniziava a pesarle.
Ryo guardò Kaori, la sua cena era intatta e lei sembrava persa in chissà quali pensieri.
"Kaori, perché non mangi?" Le chiese Ryo all'apparenza indifferente.
"Non ho fame…io ho mal di testa, scusami Ryo ma vado in camera mia. Metti i piatti nel lavello li laverò domani. Buonanotte" Kaori si alzò da tavola dirigendosi verso la sua camera. Ryo la accompagnò con lo sguardo.
<Kaori… ma che ti prende? Forse hai capito che questa vita, non è per te?> Pensò Ryo tristemente, gli era passata la fame.

Kaori continuava a rigirarsi nel letto, non riusciva a dormire non faceva che pensare a Ryo, alla prima volta che l'aveva incontrato… quando curiosa di sapere chi fosse il socio di suo fratello Hideyuki, l'aveva cercato e trovato. Già da allora Ryo
le era entrato nel cuore. "Sugar Boy" l'aveva chiamata. L'aveva scambiata per un ragazzo… era certa che Ryo, non sapesse che lei era lo "Sugar Boy" che aveva incontrato anni prima.
Si addormento fra le lacrime.


Ryo era sul terrazzo guardava il cielo stellato e pensava a Kaori, al suo strano comportamento. Ryo aveva paura, paura che Kaori potesse andare via dalla sua vita, dalla sua vita che prima di lei, era stata sempre troppo solitaria. Si era accorto che suo malgrado lui l'amava. Aveva cercato di ostacolare questo suo sentimento, ma era troppo forte e ben radicato per poterlo vincere.
<Forse è meglio così. Si, è giusto che Kaori se ne vada lontana da questa vita così pericolosa. Io non posso permettermi di amarla, ne di tenerla vicina a me, è troppo pericoloso! Se le dovesse succedere qualcosa, io….>
Ryo continuò a guardare le stelle pensieroso per buona parte della notte.

Il mattino dopo, Kaori uscì presto di casa, Ryo stava ancora dormendo. Kaori si recò al "Cat's eye" aveva voglia di parlare un po' con Miki.
"Ciao Kaori" La salutò Miki da dietro il bancone, sorridendole "Oggi sei molto mattiniera" continuò. Si accorse che Kaori aveva qualcosa che non andava, dalla sua faccia.
"Ciao Miki" Rispose Kaori in modo mogio. Tolse sciarpa e cappotto, e si accomodò su uno sgabello, posto di fronte al bancone.
"Kaori, è successo qualcosa? Sei molto strana. Che ha combinato Ryo, stavolta?!" Disse Miki,cercando di farla ridere, ma non ottenne che di farla rattristare ancora di più.
"Kaori?" Miki vide che Kaori stava piangendo! "Che c'è? Ti prego dimmelo, mi stai facendo preoccupare." Continuò Miki, uscendo da dietro il bancone e parandosi davanti Kaori.
"Scusami Miki, non devi preoccuparti… è Ryo… io non riesco più a sopportare questa situazione. Stargli così vicina e nonostante tutto sentirmi così distante da lui. Ryo è sempre così misterioso, non permette a nessuno di avvicinarsi troppo a lui. E poi lo sai, io lo amo, ma dimmi Miki, che futuro posso avere stando accanto ad un'uomo che neppure mi considera una donna?" Disse Kaori guardando Miki, stava ancora piangendo.
Miki, non aveva mai visto Kaori in quelle condizioni. Stavolta, la cosa era veramente grave.
"Kaori, vuoi lasciare Ryo e il tuo lavoro? E' questo che vuoi dire?" Chiese Miki molto preoccupata per lei.
"Io… non lo so. Non so niente Miki, mi sento tanto confusa." Disse Kaori, ancora tra le lacrime, Miki l'abbracciò per cercare di darle un po' di coraggio.


Ryo si svegliò alle undici e mezza di mattino, come al suo solito. Solo che quella mattina, non era allegro come sempre, anzi,
si sentiva molto malinconico, la paura che Kaori potesse andare via da lui, era più viva che mai nel suo cuore. Si alzò di malavoglia dal letto, fece una doccia veloce e poi si recò in sala per fare colazione. Come aveva pensato, Kaori non c'era.
Al suo posto, c'era invece, un bigliettino scritto da lei, messo davanti al piatto della sua colazione. Ryo lo lesse:
"Ryo, sono dovuta uscire e non so a che ora tornerò.
Ti ho preparato la colazione, ci vediamo più tardi. Kaori"
Gli occhi di Ryo si rattristarono, Kaori stava per lasciarlo di nuovo solo….

Ryo stette tutto il giorno in casa. Aveva saltato anche il pranzo, stava aspettando Kaori. Erano le sei e mezza di sera, e lei non era ancora tornata. Le era mancata terribilmente, non voleva nemmeno pensare a come sarebbe stato, se lei fosse andata via sul serio.
<Maki, vorrei tanto che fossi qui. Non starei così male se almeno potessi parlare un po' con te. Chissà che mi diresti. Avresti mai pensato che un giorno mi sarei innamorato proprio della tua sorellina?! Chissà se approveresti…>
Pensò Ryo sdraiato sul divano in sala.
I fratelli Makimura avevano rallegrato la vita solitaria di Ryo, ed in un certo senso avevano anche cambiato lui stesso in meglio. Togliendogli una parte della sua profonda malinconia e tristezza nei confronti di una vita, che non era stata molto generosa verso di lui.
Kaori entrò in casa in quel momento, e Ryo abbandonò i suoi pensieri per concentrarsi su di lei.
"Alla buonora! Finalmente sei tornata! Ma dove sei stata tutto il giorno? Io per colpa tua, ho saltato anche il pranzo!!! Stò morendo di fame!" Disse Ryo nel suo solito tono petulante e da bamboccio viziato. Non voleva assolutamente che Kaori
capisse i suoi veri sentimenti, non voleva legarla a sé e a quella vita più di quanto lei non fosse già invischiata. E se Kaori fosse andata via, sarebbe stato solo un bene per lei. Era a lei che doveva pensare e non a sé stesso, anche se ne avrebbe sofferto molto.
Kaori lo guardò distratta "Ora ti cucino qualcosa" Disse calma. Ryo sgranò gli occhi. Non la riconosceva più, si aspettava di essere aggredito, e preso a martellate, dopo quello che aveva appena detto, e normalmente sarebbe stato proprio quello che
Kaori avrebbe fatto. Invece… Ora ne era certo, Kaori voleva abbandonarlo. Una nuova profonda ferita si aggiunse a quelle
già cicatrizzate nel suo cuore.

La cena che consumarono Ryo e Kaori, fu veramente penosa, tutti e due avevano appena toccato cibo ed erano rimasti sempre in silenzio.
Kaori si alzò dal tavolo, Ryo la guardò preoccupato.
"Vado in camera mia, non mi sento molto bene" Disse Kaori e andò via.
A Ryo sembrò un dejà-vù, la stessa cosa era successa anche la sera prima.
Ryo si alzò da tavola e uscì di casa.
Stava molto male, aveva bisogno di pensare ad altro, così si diresse in uno dei night-club che era solito frequentare.
Iniziò a bere, una delle spogliarelliste che aveva appena finito lo spettacolo gli si avvicinò:
"Ciao bello, che fai bevi da solo? Non è meglio farlo in compagnia?!" Disse la ragazza provocante.
Ryo alzò gli occhi e la guardò, sorrise malinconico "Accomodati pure" rispose tristemente.
Prima di incontrare Kaori, sarebbe stato felicissimo di poter stare in "compagnia" di quella donna, ma adesso che sapeva di essere innamorato della sua socia, di lei non poteva importargli di meno.
La donna chiamò il cameriere e si fece portare del wisky, lo stesso che stava bevendo anche Ryo.
"Hai problemi con la tua donna?" Chiese la spogliarellista.
Ryo la guardò sorpreso, sapeva leggere nel pensiero? "Come mai mi chiedi questo?" rispose.
"Quando gli uomini hanno quell'aria da cane bastonato, di solito è per questo motivo, sai.. io di uomini ne ho conosciuti
tanti" Disse la ragazza facendo spallucce.
"Già… hai indovinato" rispose Ryo tra l'ironico e l'amaro. Quel dolore che stava provando, era diverso da ogni altro che avesse mai provato fino ad allora, e faceva decisamente molto più male.
"Lei come si chiama?" continuò la ragazza facendo dondolare il bicchiere di wishy tra le mani.
"Kaori" rispose Ryo, quella sera chissà perché si sentiva loquace.
"Davvero un bel nome… e cosa è successo, ti ha lasciato?"
Ryo sorrise ironico "Non ancora, ma sta per farlo"
"Non ti ama più?" Chiese la ragazza guardandolo con fare civettuolo.
Ryo, si chiese se Kaori lo amasse, a volte aveva pensato che fosse così, mentre altre volte si era dato dell'illuso. La verità era che non lo sapeva. Sapeva soltanto, che lui stava bene solo quando c'era lei.
"Bella domanda" Rispose Ryo, guardando la ragazza "E tu cosa mi dici? Come sei finita in questo posto?" continuò Ryo cambiando discorso.
"E chi lo sa? Forse era il mio destino" E la ragazza si mise a ridere, ma le sue, erano risa tristi.
Ryo lo capì, e si dispiaque per lei. In una città come Tokyo, erano troppe le ragazze che finivano male.
"Ti va di venire a casa mia?" Disse la ragazza ad un certo punto.
"Perché?" Rispose Ryo, sapeva bene qual'era il motivo per cui lei lo aveva invitato. Il suo "perché", voleva dire "perché ti comporti così?Perchè ti butti via così?".
La ragazza rise "Avanti, non fare l'ingenuo, lo sai bene perché!" disse, anche se aveva capito bene quello che Ryo intendeva.
"Non so nemmeno come ti chiami…" disse Ryo.
"Chiamami Divine, e tu come ti chiami?" Disse lei ad un tratto curiosa.
"Mi chiamo Ryo"
"Mi piace il tuo nome… allora ci vieni a casa mia, Ryo?"
Ryo le sorrise tristemente "Mi dispiace Divine… se ci fossimo conosciuti prima, ci sarei di certo venuto…"
"Capisco… devi amarla proprio sul serio questa Kaori, sai, penso che sia proprio fortunata, non credo che molti uomini avrebbero rifiutato la mia proposta" Divine fece un sorriso malinconico.
"Si, la amo." Rispose Ryo semplicemente.
"Arrivederci, Ryo, mi ha fatto piacere conoscerti" Disse Divine, tendendogli la mano.
"Il piacere è stato mio Divine, non capita tutti i giorni di fare una chiacchierata con una ragazza bella come te."
Divine gli sorrise e poi andò via.
Ryo si trattenne per un'altra mezz'ora, erano le quattro di notte passate.
Vagò per un po' per la città di Tokyo e finalmente alle 5.11 del mattino fece ritorno a casa.
Si recò nella camera di Kaori, aprì la porta piano e la osservò. Stava dormendo… era davvero bella, come aveva fatto a non accorgersene prima? Nell'aria aleggiava il profumo leggero che usava Kaori, Ryo lo inspirò, voleva ricordarsi tutto di lei, voleva trattenere quei ricordi nel suo cuore e nella sua mente; così quando lei sarebbe andata via, quei ricordi lo avrebbero accompagnato per il resto della sua vita.
Gli occhi di Ryo si incupirono, presto la sua Kaori, non avrebbe più dormito in quella stanza…

Kaori, si svegliò verso le sette del mattino, era molto triste, perché ormai era giunta a una decisione, sarebbe andata via dall'appartamento e dalla vita di Ryo.
I suoi occhi si inumidirono di lacrime a quel pensiero. Ma era inevitabile, soffriva troppo in quella situazione, e poi Ryo anche se le voleva bene, non la amava.
Mentre lei, invece, lo amava talmente profondamente che le faceva male, proprio per questo non poteva restare.
Iniziò ad aprire l'armadio e a buttare i suoi vestiti sul letto, doveva fare le valigie ed andarsene prima che potesse cambiare idea.
Ryo fu svegliato dal rumore di qualcosa.
"Ma che sta succedendo?" si chiese Ryo ancora stordito dalla stanchezza e dal sonno.
"Era il rumore di un vetro che si rompeva, quello che ho sentito?" Subito si preoccupò per Kaori, corse in camera sua, ancora in boxer.
"Kaori! ti sei fatta male?!" Chiese Ryo aprendo la porta, ma quello che vide appena entrò nella camera della sua socia, lo fece ammutolire. C'erano valigie e vestiti sparsi dappertutto, mentre Kaori era accucciata in terra a raccogliere pezzi di vetro.
Kaori si girò appena Ryo entrò nella sua camera, si guardarono tutti e due sorpresi. Kaori abbassò lo sguardo e tornò a raccogliere i pezzi di vetro.
Ryo sbarrò gli occhi, non pensava che il momento in cui Kaori lo avrebbe lasciato sarebbe giunto così presto! Sentì uno strappo al cuore, un male assoluto che lo stava lacerando. Non riusciva a parlare, non riusciva a pensare ne a dire niente.
Sentiva solo quel dolore straziante, che lo stava assalendo dandogli un angoscia mai conosciuta fino ad allora.
Kaori, si sentiva morire, Ryo era rimasto fermo impalato senza dire una parola. Perché la guardava in quel modo? Sembrava fosse addolorato, eppure lei era convinta che sarebbe stato contento della sua partenza, finalmente avrebbe potuto fare tutto quello che voleva, senza averla tra i piedi, e allora perché quello sguardo? Continuava a ripetersi , mentre raccoglieva i pezzi di vetro con la testa china, per non fare vedere a Ryo che stava piangendo.
Dopo quella che sembrò ad entrambi, un'eternità, Ryo disse:
"Te ne stai andando?" sembrava avesse perso la voce, aveva parlato a fatica.
"Si…" rispose Kaori, senza guardarlo, la sua voce aveva tremato.
"Dove andrai?" Chiese ancora Ryo, non riusciva a credere che lei se ne stesse andando davvero.
"Andrò da una mia amica" rispose Kaori, non aggiungendo altro.
Ryo la guardò tristemente, non le era mai sembrata così lontana e distante da lui.
"Vuoi che ti aiuti a raccogliere i vetri?" chiese Ryo, ormai non sapeva più cosa dirle.
"No!" Gridò quasi Kaori, se si fosse avvicinato a lei, avrebbe visto che stava piangendo.
"Bene, quando hai finito, chiamami. Ti porterò le valige in macchina" Disse Ryo ferito. Ormai era tutto finito…
"Si, d'accordo" rispose Kaori e Ryo lasciò la stanza.
Appena Ryo fu andato via, Kaori iniziò a piangere disperatamente, strinse al petto la foto che ritraeva lei e suo fratello Maki,che era caduta in terra mandato il vetro del portafotografie in frantumi, quasi come se suo fratello volesse ammonirla per ciò che stava facendo.
"Fratello!" Gridò soltanto Kaori, affidando a quella parola a lei così cara, tutti i suoi pensieri più dolorosi.

Ryo era andato in bagno per fare una doccia, l'acqua fredda gli scivolava addosso mentre lui restava inerme, nemmeno quell'acqua gelida riusciva a svegliarlo dallo stato di torpore in cui era caduto.
Kaori lo stava lasciando, questa era l'unica cosa che riusciva a pensare.
Una lacrima solitaria scivolò sul viso di Ryo confondendosi coi rivoli d'acqua creati dalla doccia…

Ryo dopo aver finito la doccia si vestì ed aspettò in silenzio nella sua camera che Kaori lo chiamasse.
Kaori dopo un po' bussò alla porta della sua camera.
"Avanti" Disse Ryo a fatica.
Kaori entrò e lo guardò soltanto, il suo sguardo era molto triste.
Ryo senza dire una parola si alzò dal letto dove era seduto e si diresse nella camera di Kaori per prendere le sue valigie.
Scese dabbasso con tutte le valigie di Kaori e le caricò nella sua panda verde.
Kaori lo raggiunse, si guardarono.
Gli occhi di Kaori erano lucidi, quelli di Ryo pieni di malinconia.
Ryo con uno sforzo sovrumano le sorrise:
"Addio Kaori, spero che dovunque andrai, tu possa essere felice"
Kaori abbassò lo sguardo, il sorriso dolce di Ryo le aveva fatto palpitare il cuore. Aveva una disperata voglia di piangere,
ma doveva trattenersi.
"Grazie Ryo. Spero che anche tu possa essere felice, ti prego solo di fare attenzione" disse Kaori guardandolo.
Ryo le sorrise di nuovo.
Kaori si infilò in macchina, accese il motore e partì, lontana da Ryo.


Era passata una settimana dalla partenza di Kaori.
Ryo, continuava a svolgere la sua vita come se niente fosse all'apparenza, ma dentro di sé era distrutto.
Faceva di tutto pur di non tornare nel suo appartamento, perché non sopportava che non ci fosse più Kaori ad aspettarlo.
Quella sera, era al Cat's eye e notò più di una volta, gli sguardi preoccupati che ogni tanto gli lanciava Miki.
"Miki, c'è qualcosa che non va?" Chiese Ryo, facendo il disinvolto.
"Dimmelo tu, Ryo" Rispose Miki , guardandolo con intenzione.
"Ti ho già detto mille volte che sto bene. Smettila di essere preoccupata, e poi guarda che sopravvivo anche senza quella vigaro di Kaori!" Disse Ryo sorridendo, anche se dentro di sé stava soffrendo, persino nominarla gli faceva male.
Miki lo guardò triste, senza dire niente. Sapeva bene che Ryo stava mentendo.
Ryo, si alzò dalla sedia del bancone dov'era seduto. Non sopportava più gli sguardi pietosi di Miki.
"Me ne vado, ciao Miki, salutami quel bestione del tuo fidanzato" Disse Ryo scomparendo prima che Miki potesse rispondergli.


Kaori era affacciata alla finestra dell'appartamento di Chiyako, l'amica che la stava ospitando.
"Kaori! Tutte le sere te ne stai lì affacciata con l'espressione di un cucciolo ferito! Non puoi continuare così!"
Disse la sua amica in ansia per lei.
Kaori si riscosse "Hai detto qualcosa Chiyako?" disse.
"Nemmeno mi ascolti! Kaori.. io penso che tu abbia sbagliato ad andartene dalla casa di Ryo" Disse Chiayako decisa.
Kaori sbarrò gli occhi, anche sentire pronunciare il nome di Ryo, la emozionava.Gli mancava da impazzire, il dolore che aveva provato in quella settimana non lo aveva mai provato prima in vita sua. Stare lontana dall'uomo che amava era terribile! "Che vorresti dire?" Chiese Kaori sorpresa.
"Dico, che non ti avevo mai vista, ridotta così male in vita mia! Dico, che tu non puoi vivere lontana da lui!" Disse decisa Chiyako.
"Chiyako… mi stai dicendo che dovrei tornare da lui?" Chiese Kaori abbassando gli occhi.
"E' proprio quello che intendevo!" Rispose Chiyako.
"Ma come faccio? Ora Ryo non mi rivorrà indietro con sé! E' come se io l'avessi tradito…." Kaori iniziò a piangere.
Chiyako l'abbracciò "Kaori… non devi piangere, non è vero quello che dici, tu non hai tradito Ryo è solo… che volevi averlo per te come una donna col suo uomo, e ti sei sentita depressa, visto che tra di voi le cose non vanno esattamente così,
ma sono sicura che Ryo ti vuole bene. Tutte le volte che vi ho visto insieme ho persino pensato che ti amasse, e potrebbe essere così, lo sai. Ma se resti con me, non lo saprai mai." Continuò Chiyako persuasa dall'idea che Ryo fosse innamorato della sua amica.
"Oh Chiyako! Magari fosse vero! Ma Ryo non mi ama… ne sono convinta e poi adesso, non mi rivorrà nemmeno come socia.." Kaori continuava a piangere, Chiyako non l'aveva mai vista così a terra.
"Kaori…" Disse soltanto, continuando ad abbracciarla.


Ryo dopo un'altra notte brava, finalmente alle 4 del mattino era nel suo letto. Si sentiva stanchissimo, aveva bevuto e fatto baldoria fino ad un quarto d'ora prima, ma nonostante questo non riusciva a dormire, il pensiero di Kaori continuava a tormentare e torturare la sua povera mente. Si alzò dal letto e si diresse in quella che fino a pochi giorni prima, era stata la camera di Kaori.
Il suo profumo continuava ad aleggiare nell'aria. Ryo si buttò sul letto che era stato di Kaori, immagginando di averla tra le sue braccia, chiuse gli occhi con in mente quell'immagine e finalmente si addormentò. Sul suo viso comparve un sorriso dolce.. la stava sognando.

Quella notte Kaori dormì male, non fece che sognare Ryo.
All'alba si svegliò esausta.
Basta! Non poteva continuare in quel modo! Chiyako aveva ragione, ora Kaori lo sapeva, ora, aveva finalmente capito che il suo posto era accanto a Ryo, nel bene e nel male, doveva restare con lui!
Iniziò a fare le valigie…


Dlin Dlon Dlin Dlon…

Ryo si svegliò al suono del campanello, ma chi poteva essere? Pensò stancatamente, erano solo le otto del mattino, si accorse guardando la sveglia sul comodino. Ma lui non aveva una radio sveglia sul comodino? Che ci faceva la sveglia di Kaori, lì? All'improvviso ricordò che aveva dormito nella sua camera, i suoi occhi divennero tristi.
Dlin Dlon..
Il campanello della porta continuava a suonare insistentemente.
"Accidenti sto arrivando!" Gridò Ryo buttandosi addosso una camicia, aprì la porta e si ritrovò davanti: KAORI!
"Kaori!" Disse soltanto, troppo incredulo per aggiungere altro.
Kaori divenne rossa ed abbassò gli occhi:
"Ryo… ecco io… posso tornare ad abitare con te ed ad essere la tua socia?" Disse Kaori, alzando uno sguardo imbarazzato su di lui.
Il cuore di Ryo si riempì all'istante di felicità. La "sua" Kaori era tornata da lui!
Senza pensare l'abbracciò e le disse:
"Bentornata"
Kaori sgranò gli occhi sorpresa dall'abbraccio di Ryo e dal suono doce della sua voce. Forse Chiyako dopotutto, poteva avere ragione?!
Ryo, appena si accorse di quello che stava facendo, lasciò subito Kaori e disse imbarazzato:
"Ehm.. io ho fame, mi prepari qualcosa per colazione?"
Kaori sorrise, certe cose non sarebbero mai cambiate "Certo, poso le valigie e te la preparo subito" disse.
Andò in camera sua e vide che il suo letto era disfatto e che su di esso, c'era la camicia del pigiama di Ryo.
Ryo si ricordò in quel momento che il letto di Kaori era disfatto perché lui, ci aveva dormito fino a due secondi prima.
Andò in camera di Kaori per spiegarle…
"Ecco Kaori, io stanotte sono tornato ubriaco e devo avere sbagliato stanza… scusami."
Kaori gli sorrise sapeva che Ryo stava mentendo, non sapeva proprio dirle le bugie. Forse, esisteva davvero la possibilità che Ryo l'amava. Si senti felicissima per questo pensiero, e per essere di nuovo vicino a Ryo.
"Sei sempre il solito" Disse ancora sorridendo.
Ryo la guardò sorpreso, ma poi rispose al suo sorriso.
"Allora, non vieni in cucina Ryo? La vuoi o no, questa colazione?" Domandò Kaori quando lo vide che restava lì fermo, imbambolato.
"Certo che la voglio!" rispose Ryo col suo solito tono petulante.
Si diressero in cucina parlando e ridendo come ai vecchi tempi. Entrambi felici, di essere ancora insieme.
Sarebbero state ancora infinite, le notti di Tokyo che avrebbero passato sotto allo stesso tetto.


FINE

Ciao a tutti sono Yukari, spero che la storia vi sia piaciuta. Io amo tantissimmo il manga di "City Hunter" ed i personaggi di Ryo e Kaori. Spero di averli saputi rendere bene, mi è piaciuto molto scrivere questa storia e spero che a voi sia piaciuto leggerla. Se volete dirmi le vostre opinioni, i vostri commenti o qualunque altra cosa, aspetto le vostre mail.
Grazie a tutti i coloro che l'hanno letta.
Bacioni a tutti, Yukari.