NOTE
1 Le notizie storiche sono tratte da: F. Sebastiani, Piccola
guida storica del Museo di Fisica, Dipartimento di Fisica, Roma 1991, 1-7.
2 R. Cialdea, Catalogo del Museo di Fisica dell'Università
«La Sapienza» di Roma, parte I, Istituto di Fisica, Roma 1978.
3 A tal proposito si veda: C. Maccagni, Strumenti e
storia della scienza in G. Boato e G. Bruzzatini, Strumenti nella Fisica
dell'Ottocento, SAGEP, Genova 1993, 11.
4 A. Koyré, Dal mondo del pressappoco all'universo
della precisione, G. Einaudi, Torino 1992, 106.
5 Op. cit. in nota 4, 101.
6 A tal proposito si veda l'intervento di S. D'Agostino
in: S. D'Agostino e M.G. Ianniello (a cura di), Atti del seminario di studio
su Storia della scienza e della tecnica e insegnamento scientifico, MARVES,
Roma 1980, 183-188.
7 Op. cit. in nota 3, 11.
8 Questo va realizzato senza alterarne in alcun modo
la struttura. Quando ciò non fosse possibile, è necessario
far ricorso a delle repliche.
9 D. Rebuzzi, La strumentazione acustica dell'Istituto
di Fisica di via Panisperna, tesi dattiloscritta, A.A. 1992-1993.
10 M. Lagna, Lo sviluppo delle tecniche sperimentali
per lo studio della luminescenza nella seconda metà dell'Ottocento,
tesi dattiloscritta, A.A. 1994-1995.
11 D. Rebuzzi ha curato le sezioni 2, 3, 4 e 7. M.
Lagna ha curato le sezioni 1, 5 e 6. Le immagini fotografiche presentate
riproducono oggetti del
Museo ripresi da D. Rebuzzi.
12 V.J. Phillips, Waveforms: a history of early oscillography,
A. Hilger, Bristol 1987.
13 Il 17 novembre 1885, a Vienna, si giunse alla prima
determinazione internazionale della frequenza musicale campione (il «corista
uniforme» o «corista normale»): fu scelto un LA3 di 435
Hz. Quella conferenza servì anche a studiare e fissare le modalità
per assicurare la sua introduzione e la sua conservazione. In Italia fu
costituito l'Ufficio e fu fissata la frequenza con regio decreto n°5095
(III serie) del 30 ottobre 1887.
14 R. Koenig fu allievo di Hermann von Helmholtz (1821-1894)
a Konisberg , dove si laureò in fisica. Nel 1851 si trasferì
a Parigi: lì lavorò come apprendista per il liutaio Vuillaume.
Nel 1858 iniziò un'attività in proprio come progettista e
costruttore di strumenti per l'acustica. Divenne fornitore di laboratori
europei e statunitensi. Il suo catalogo, nel 1882, conteneva ben 262 articoli.
15 Sfere cave di cristallo, poi di metallo, munite
di due aperture circolari: l'una, piccola, a forma di breve condotto conico
da introdurre nell'orecchio; l'altra, opposta alla prima e più larga,
a forma di corto cilindro, per l'ingresso dell'onda sonora; si veda: H.
von Helmholtz, Théorie physiologique de la musique (traduzione dal
tedesco), Masson, Parigi 1874, 58-60 e 487-488.
16 Lo «specchio ruotante» fu il primo
apparato utilizzato per l'osservazione dei fenomeni luminosi rapidamente
variabili, quale la scintilla elettrica: menzionato per la prima volta
da C. Wheastone (C. Wheatstone, An account of some experiments to measure
the velocity of electricity and the duration of electric light, in Phil.Trans.R.Soc.,
CXXIV, 1834, 583-591), egli ne suggerì l'uso anche in campo acustico
per l'osservazione di un tipo di fiamma modulata, denominato «fiamma
cantante» in quanto, bruciando dentro un tubo, produceva un suono
continuo.
17 In questo articolo ci si limiterà ad esporre
la sperimentazione condotta sulla capsula manometrica e la sua fiamma.
18 R. Koenig, Ueber ein Mittel den wechselnden Dechtigkeitszustand
der Luft in tönenden Orgelpfeifen sichtbar darzustellen, in Pogg.Ann.,
CXXII, 1864, 242 e 660.
19 R. Koenig, Quelques expériences d'acoustique,
Lahure, Parigi 1882, 47.
20 In particolare, le membrane erano montate nelle
capsule in modo tale che fossero, in assenza del gas di alimentazione e
di sollecitazione sonora, del tutto «flosce».
21 Koenig sostituì lo specchio singolo di C.
Wheatstone con quattro, posti sulle facce di un parallelepipedo a base
quadrata, per ottenere una continuità maggiore dell'immagine.
22 Volume della capsula 10.19 cm3; imboccatura per
l'onda sonora di lunghezza 2.50 cm e sezione circolare 1.29 cm2.
23 Dall'ultimo quarto dell'Ottocento fino all'apparire
degli apparati elettronici, per ottenere una sorgente sonora continua e
costante si utilizzò il «diapason elettromagnetico»
ad autoeccitazione.
24 Lord Rayleigh, The theory of sound, 1877; 2ª
edizione, Macmillan, Londra 1896, 171-235.
25 P.M. Morse, Vibration and sound, 2ª edizione,
McGraw-Hill, New York 1948.
26 Inoltre, questa scelta facilita la reperibilità
dei materiali utilizzabili: il lattice è ricavabile da guanti da
lavoro; la gomma da camere d'aria per biciclette.
27 Op. cit. in nota 12, 36.
28 J.G. Brown in Phys.Rev., XXXIII, 1911, 443.
29 H. Bouasse, Tuyaux et résonateurs, Delagrave,
Parigi 1929, 55.
30 Op. cit. in nota 29, 56 e 58.
31 Professore nella facoltà di scienze di Tolosa
nei primi decenni del nostro secolo; si interessò prevalentemente
di problemi sperimentali di meccanica dei fluidi; trattò di acustica
essenzialmente in tale ambito.
32 H. Bouasse, Acoustique Général: Onde
Aérienne, Delagrave, Parigi 1926, paragrafo 204.
33 Op. cit. in nota 29.
34 Op. cit. in nota 29, 58.
35 Op. cit. in nota 29, 58.
36 In rari casi si sostituì all'occhio umano
la fotografia; si veda, ad es.: E. Merritt in Phys.Rev., I, 1894, 166-176;
E.L. Nichols e E. Merritt in Phys.Rev., VII, 1898, 93-101; L.W. Austin
in Phys.Rev., XII, 1901, 121-124; J.G. Brown in Phys.Rev., XXXIII, 1911,
442-446. Naturalmente, oggi vi è la possibilità di utilizzare
una telecamera per la registrazione dinamica del fenomeno.
37 R. Koenig, Catalogue des appareils d'Acoustique,
Parigi 1882, 29, al n°232 a.
38 R. Koenig, Die manometrischen Flammen, in Pogg.Ann.,
CXLVI, 1872, 185; traduzione inglese dell'autore in Phil.Mag., serie 4ª,
VL, 1873, 105.
39 R. Koenig, Ueber ein Mittel den wechselnden Dachtigkeitszustand
der Luft in tönenden Orgelpfeifen sichtbar darzustellen, in Pogg.Ann.,
CXXII, 1864, 242.
40 Op. cit. in nota 19, 73.
41 Op. cit. in nota 19, 73.
42 Op. cit. in nota 19, 71.
43 Op. cit. in nota 19, 72.
44 P. Blaserna, Fisica Sperimentale anno I (appunti
manoscritti dalle lezioni, stampa da lastra fotoincisa), Roma 1886-1887,
320.
45 Op. cit. in nota 37, 29, al n°232.
46 Op. cit. in nota 19, 76.
47 A. Terquem, Sur l'emploi des flammes manométriques,
in Jou.Phys., XII, 1873, 182-188.
48 Op. cit. in nota 19, 74.
49 La sperimentazione svolta da chi scrive in una
IV classe di liceo scientifico, con la quale è stata costruita (con
materiale di facile reperibilità) una capsula manometrica, ha permesso
di evidenziare la rapidità con cui gli studenti si appropriano delle
funzionalità dell'apparato, suscitando abilità pratiche e
capacità analitiche. Risulta inoltre facilitata l'integrazione fra
le materie di area scientifica.
50 Gough J. B., biografia di E. Becquerel in Dictionary
of Scientific Biography, a cura di C. C. Gillispie, New York 1970, vol.
1, 555.
51 E. Becquerel in Ann.Chim.Phys., 9, 1843, 257.
52 E. Becquerel in Ann.Chim.Phys, 22, 1848, 244.
53 E. Becquerel in Ann.Chim.Phys, 55, 1859, 5.
54 E. Becquerel in Ann.Chim.Phys, 57, 1859, 40.
55 E. Becquerel in Ann.Chim.Phys, 62, 1861, 5.
56 Op. cit. in nota 53.
57 Op. cit. in nota 55.
58 Op. cit. in nota 55.
59 E. Becquerel in Ann.Chim.Phys, 27, 1872, 539.
60 Valendo ciò che è stato detto nella
nota 8. |