IL RESTAURO FUNZIONALE
DI DUE STRUMENTI
DELLA SECONDA META' DELL'OTTOCENTO


Marco Lagna e Daniele Rebuzzi

(Museo di Fisica dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza")


Estratto da: Quaderno di Storia della Fisica - 1 - 1997
Giornale di Fisica
Società Italiana di Fisica
Editrice Compositori Bologna
pp 149-172


1. Il museo di Fisica dell'Università di Roma «La Sapienza».

Il Museo di Fisica presso il Dipartimento di Fisica dell'Università di Roma «La Sapienza» 1 discende da una prima struttura museale che fu inaugurato per questa disciplina da Papa Pio IX nel 1857 presso l'Università Romana. Quella comprendeva anche un anfiteatro per le «pubbliche dimostrazioni», sintomo di un certo interesse che i «non addetti ai lavori» mostravano per le scienze fisiche. Ma già in precedenza nell'«Archigimnasio della Sapienza» esisteva un «teatro fisico» con una raccolta di «machine» destinate alla sperimentazione, della quale rimane un catalogo manoscritto datato 1794.
Nel 1881 il Museo si trasferì, al seguito del Regio Istituto Fisico, nella nuova sede prospiciente via Panisperna, sul Viminale, il progetto della quale fu curato (dal 1872) dal fisico e Linceo Pietro Blaserna (1836-1918).
Nel 1937 la strumentazione antica fu spostata nella attuale sede dell'Istituto di Fisica presso la Città Universitaria.
Nel 1978, su iniziativa di Renato Cialdea e in occasione del settantesimo compleanno di Edoardo Amaldi (1908-1989), furono recuperati ed esposti 2 parte degli apparati salvatisi da anni di oblio nei magazzini, ai quali (purtroppo) avevano attinto i fisici dell'Istituto per le necessità della ricerca e della didattica. La sede attuale del Museo è costituita da due sale dell'edificio «E. Fermi» e molti altri strumenti sono esposti in vetrine poste negli atri di ambedue gli edifici del Dipartimento di Fisica. La struttura museale, nata come sostegno alla didattica universitaria e per la divulgazione scientifica, ha acquisito la connotazione di museo storico nel quale sono esposte collezioni di strumenti, apparecchi e dispositivi, testimonianze significative dell'evoluzione della fisica.
Oltre alla comunicazione della collocazione disciplinare e storica dei materiali esposti, è da ritenere principale obiettivo di un museo storico-scientifico l'esplicitazione e la trasmissione al visitatore del patrimonio informazionale presente nello strumento, nell'apparecchiatura, nel dispositivo: così, i materiali conservati trovano impiego in ricerche a carattere storico, nel cui ambito rivestono un ruolo considerevole perché molto considerevole è il ruolo della storia della strumentazione nella moderna storiografia della scienza.


 

Clicca qui per tornare alla prima pagina 

Clicca qui per proseguire 

Pagine elaborate e messe in rete da uno degli autori (D. Rebuzzi)

© Testo e immagini sottoposti alle leggi sui diritti d'autore ©

rebuzzid@tin.it