IL RESTAURO FUNZIONALE
DI DUE STRUMENTI
DELLA SECONDA META' DELL'OTTOCENTO


Marco Lagna e Daniele Rebuzzi

(Museo di Fisica dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza")


Estratto da: Quaderno di Storia della Fisica - 1 - 1997
Giornale di Fisica
Società Italiana di Fisica
Editrice Compositori Bologna
pp 149-172


2. Gli strumenti.

Gli strumenti scientifici sono oggetti nei quali è contenuta molta informazione e che sono in grado, con il loro impiego, di produrre informazione. Il restauro funzionale, che è da considerare a tutti gli effetti un procedimento storiografico, permette di generare, attraverso le attività necessarie al suo compimento, una ricostruzione analitica dell'operare degli sperimentatori (spesso inventori e costruttori), svelandone innovazioni e limiti tecnologici o concettuali. Lo strumento, considerato come documento, mette a disposizione dello storico una fonte originale, concreta al pari dei documenti archivistici e bibliografici, la cui corretta lettura è sostegno della storiografia scientifica 3. Nell'evoluzione della strumentazione è possibile cogliere lo sviluppo storico dei concetti. Non per caso A. Koyré (1892-1964) interpreta lo strumento come "realizzazione cosciente di una teoria" 4: esso è costruito sulla base di una precisa struttura concettuale teorica che non solo ne fissa i criteri progettuali, ma anche determina l'operare dell'utilizzatore e regola l'interpretazione dei risultati ottenuti. D'altronde, anche l'ipotesi empirista dello strumento come "utensile [...] prolungamento dei sensi" 5, tipicamente ottocentesca, pur se può apparire un poco semplicistica, si rivela spesso molto efficace. Il legame fra attività scientifica (ma anche didattica e divulgativa) e strumenti si caratterizza in una forma grandemente dialettica, spesso intrecciando e fondendo varie ipotesi interpretative 6. Quando si raggiunse l'obiettivo posto per l'ideazione dello strumento, fosse l'evidenziazione di fenomeni e proprietà, la misura di grandezze o il controllo di teorie, si ottennero apparati che mantengono una validità culturale anche nel caso in cui la rapida evoluzione tecnologica li rese «obsoleti». Questo perché la suggestione e lo stimolo culturale che essi furono in grado di generare sopravvivono all'aspetto della misura e della verifica: il valore culturale rimane inalterato. In generale, ogni strumento o, meglio, ogni categoria di strumenti ha una struttura che seleziona i modi possibili con cui la teoria può entrare in contatto con la realtà sperimentale, insieme limitazione e specificità che la rendono utile come mezzo di indagine. Cioè, la rilevanza in campo storico-scientifico deriva dal particolare rapporto stabilito fra concezione teorica e strumentazione, che si mantiene anche quando la tecnologia rende superata la categoria di strumenti; quel rapporto si somma alle conoscenze scientifiche e tecnologiche fuse nello strumento, tanto che si potrebbe ipotizzare come lecita una storia indipendente della strumentazione 7. Il Museo di Fisica ha recentemente promosso attività tendenti alla completa fruizione da parte dei visitatori di alcuni dei più significativi fra gli strumenti esposti, anche mediante il loro restauro funzionale 8: a questo scopo sono state assegnate dal prof. F. Sebastiani le due tesi di laurea, una sull'«analizzatore armonico di Koenig» 9 e l'altra sul «fosforoscopio di Becquerel» 10compendiate in questo articolo 11.


 

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