3. L'analizzatore armonico di Koenig.
Fra le molte apparecchiature sperimentali e dimostrative, un ruolo particolare
spettò a quelle categorie che per prime permisero di osservare e
misurare le caratteristiche dell'onda sonora per mezzo di metodi ottici
e grafici antesignani dei moderni metodi oscilloscopici e
oscillografici 12.
Visualizzare l'ampiezza del suono e analizzarne le componenti spettrali
mediante apparati risonanti generò evidenza sperimentale intorno
a modellizzazioni note (ad es. sulla risonanza) o in via di definizione
(ad es. sul concetto di filtro o sui meccanismi alla base della voce e
dell'udito umani) che avevano bisogno di apparati tangibili corrispondenti.
Nei testi di fisica generale del secondo Ottocento sono sempre presenti
delle belle illustrazioni, riproduzioni di disegni ricavati dall'osservazione,
che riportano la visualizzazione di vibrazioni sonore per mezzo di apparati
semplici, ma geniali e suggestivi.
Nel Museo è esposta una bella collezione di strumenti di acustica
risalenti alla seconda metà dell'Ottocento. Si è ritenuto
opportuno scegliere un significativo apparato (nel senso ora esposto) di
questa collezione poiché, in primo luogo, ponendolo in particolare
risalto si sarebbe «valorizzata» tutta la collezione; in secondo
luogo, perché, in genere, la strumentazione acustica non richiede
conoscenze troppo specialistiche ad un fruitore del Museo, essendo fra
le più «esplicite»; inoltre, un apparato costruttivamente
semplice avrebbe consentito un restauro funzionale particolarmente rispettoso
della sua «integrità»; infine, la collezione di strumenti
acustici è legata a un momento particolarmente significativo della
storia dell'Istituto, cioè al trasferimento dell'Università
Romana dallo Stato pontificio al Regno d'Italia. Nel 1881, la nomina a
direttore del nuovo Regio Istituto Fisico di via Panisperna di Pietro Blaserna,
musicofilo e scienziato aggiornato sulla nuova strumentazione per l'acustica
resasi disponibile nella seconda metà dell'Ottocento, rappresentò
il passaggio da un periodo di disattenzione in Italia per gli studi sperimentali
sul suono ad uno in cui questo settore conquistò un proprio ruolo.
Inoltre, dal 1887, presso il Regio Istituto iniziò a funzionare
l'«Ufficio Centrale del Corista Internazionale» 13:
ciò portò all'acquisizione di un ulteriore importante quantitativo
di apparecchi per la creazione e il buon funzionamento dell'Ufficio.
La scelta dello strumento da restaurare è caduta perciò sull'«analizzatore
armonico di Rudolf Koenig» 14
(1832-1901), il più prestigioso ideatore e costruttore di strumenti
acustici della seconda metà dell'Ottocento: tale apparato, acquisito
fra il 1864 e il 1872, è basato sulla trasduzione acustico-ottica,
attuata mediante «capsule manometriche», di un suono analizzato
da una serie di «risonatori di Helmholtz» 15
e visualizzato mediante una fiamma osservata in uno «specchio
ruotante» 16.
Si è preliminarmente operato su singoli elementi non facenti parte
dell'analizzatore, presenti nel Museo: in tal modo è stato possibile
impadronirsi delle tecniche specifiche di restauro e delle procedure di
ottimizzazione della risposta del rivelatore utilizzando apparati più
«agili». Sono stati quindi curati il restauro funzionale e
lo studio sperimentale delle prestazioni dei varii componenti, presi singolarmente
e assemblati. Infine, sono stati operati il restauro funzionale e la verifica
delle prestazioni dell'apparato prescelto 17.
Rudolf Koenig descrisse così l'invenzione della «capsula manometrica»,
mostrata per la prima volta all'esposizione di Londra del 1862 e presto
utilizzata in molte apparecchiature 18:
"Au commencement de l'année 1862, j'avais imaginé
une méthode nouvelle d'observation ayant pour but de rendre sensible
à l'oeil le ondes sonores [...]. La petite disposition sur l'emploi
de lequelle repose essentiellement ma méthode, et que j'appelle
«capsule manométrique», consiste en une cavité
pratiquée dans une planchette de bois et fermée par une mince
membrane; deux tubes s'y engagent, dont l'un peut amener du gaz d'éclairage,
et l'autre, terminé par un bec, donne issue à ce gaz et permet
de l'allumer." 19
Una capsula manometrica è essenzialmente costituita da una cavità
chiusa da una membrana. Quando l'aria vibra a causa di un suono, la membrana
si sposta avanti e indietro perturbando il flusso del gas combustibile
in essa affluente e convogliato ad un becco. La membrana, se possiede determinati
requisiti meccanici 20
e le pressioni del suono e del gas sono compatibili, entrerà in
vibrazione forzata. La fiammella prodotta in questo modo subisce delle
variazioni di lunghezza e luminosità le quali, quando vengano osservate
riflesse in uno specchio piano 21
ruotante su se stesso rispetto ad un asse parallelo alla fiamma, a causa
dalle diverse posizioni apparenti originano una traccia variamente seghettata
(fig.1 ).
La traccia risulta inclinata in verso opposto alla rotazione dello specchio
a causa del moto verticale della estremità libera della fiamma che
si compone con quello orizzontale provocato dalla rotazione dello specchio.
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