INTERVISTA A DON GABRIELE AMORTH - Tratta dal libro "Tra cielo e terra", Reverdito Edizioni 1996. (Copyright)

 

Come si combatte il demonio. 

 Anche Don Amorth mi ha parlato delle negativita’ di origine malefica, ecco il suo pensiero: ”Vorrei precisare che il termine negativita’ e’ equivoco. Di per se’, sta’ bene in magia.

Io preferirei dire che i mistici ai quali lei fa riferimento (avevo parlato di Padre Pio e di alcuni esorcisti), sono persone che hanno un carisma per scoprire se in un soggetto ci sono delle attivita’ straordinarie del demonio, dei mali di carattere diabolico.

Io non parlerei di negativita’ ma di disturbi di carattere diabolico che scompaiono con la preghiera, con i sacramenti, con il digiuno, le benedizioni ecc.

Debbo anche aggiungere che il piu’ delle volte non occorre l’esorcismo. Io vorrei ricordare quello che insegnava Paolo VI in quel suo stupendo discorso sul demonio che fece epoca il 15 novembre del ‘72. Egli si pone direttamente la domanda e dice: - Come prevenire e come combattere il demonio ?- E risponde: - Tutto cio’ che combatte il peccato, combatte anche il demonio -.

A questo punto possiamo suggerire anche una gerarchia di importanza, ossia di efficacia sia preventiva, sia curativa e metto in primo piano in assoluto: il vivere in grazia di Dio, questa e’ la cosa principale, se viviamo in grazia di Dio non c’e nulla che possiamo temere. San Giovanni e’ cosi’ chiaro nella sua prima lettera dicendo: - Chi ama Dio non pecca e Dio lo protegge cosicche’ il demonio non lo tocca -.

Secondo mezzo: la confessione. Se non siamo in grazia di Dio, niente e’ piu’ forte della confessione contro il demonio e gli attacchi  di satana, che rimettersi in grazia di Dio.

Poi metto l’Eucaristia nei suoi tre aspetti. Il sacrificio  della Messa, il sacramento della Comunione, l’adorazione eucaristica.

Queste sono tutte forme molto piu’ importanti ed efficaci degli esorcismi, che di per se’, sono necessari solo nelle forme piu’ gravi e forse nemmeno. E’ anche possibile liberarsi dalle possessioni diaboliche senza esorcismi, ma mai ci si puo’ liberare dai disturbi diabolici senza vivere in grazia di Dio, senza preghiera, senza sacramenti.

Il Vangelo stesso cita uno dei casi piu’ gravi di possessione, quello di quel giovanotto che i nove apostoli non riescono a liberare. Gesu’ scende dal monte dove si era trasfigurato con Pietro, Giacomo e Giovanni e davanti a quella situazione chiede, al padre la fede, liberando quel giovane, e ai discepoli, che chiedono come mai abbiano fallito risponde: - “Un certo genere di demoni si scaccia via solo con la preghiera e la penitenza” -, quasi a dire in questi casi l’esorcismo non conta niente, non vale, non serve, non basta.

Ci sono molti casi anche nella vita dei santi, che si sono liberati dal demonio solo con la preghiera e la penitenza.

Citiamo il caso di Don Calabria ad esempio. Egli non era posseduto dal demonio, ma negli ultimi anni aveva avuto degli attacchi demoniaci cosi’ forti, al punto di bestemmiare ad alta voce. Egli viveva l’umiliazione di scandalizzare gli altri (anche se non scandalizzava nessuno perche’ tutti lo stimavano un santo) ma non era in grado di frenare la sua bocca. Ebbene Don Calabria si libero’ da solo con la preghiera e con i sacramenti.

Cosi’ sappiamo di quel periodo in cui il demonio assali’ Don Bosco in maniera terribile. Egli fu sempre reticente su questo punto per non rivelare evidentemente le penitenze alle quali si assoggettava per liberarsi da solo da quei furiosi attacchi straordinari del diavolo.

Possiamo quindi concludere che l’esorcismo e’ necessario solo nelle forme piu’ gravi, in tutti gli altri casi, e’ necessario vivere in grazia di Dio. I sacramenti, la preghiera e la penitenza sono sufficienti e tuttalpiu’ ci si puo’ aggiungere le preghiere di liberazione che tutti possono fare”.

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