| I TRAUMI CRANICI INFANTILI
L. GENITORI,
P. PERETTA, G. GALLONE
Servizio di
Neurochirurgia Infantile Ospedale Infantile Regina Margherita TORINO
INTRODUZIONE I traumi cranici rappresentano una delle più importanti cause di morbidità e mortalità nelletà pediatrica (meno di 15 anni). Tra uno e cinque anni gli incidenti stradali rappresentano il 9% della mortalità, tra i cinque e quattordici anni rappresentano il 22%. Negli Stati Uniti (Shapiro 1983) dieci bambini ogni cento mila muoiono di trauma cranico ogni anno. Vi sono delle peculiarità caratteristiche di origine anatomo fisiologica e di sviluppo che differenziano il trauma cranico del bambino da quello della popolazione adulta. Nel bambino il cervello è protetto meglio dalla flessibilità della volta cranica con ossa indipendenti, fontanelle larghe ed uno spazio subaracnoideo molto sviluppato. La grande vascolarizzazione delle ossa craniche e della dura spiegano lincidenza importante di ematomi sub cutanei ed ematomi epidurali anche in assenza di fratture del cranio. Una caratteristica del trauma cranico del bambino è la relazione tra la localizzazione della lesione cerebrale e letà. Durante i primi mesi di vita la lesione tipica post traumatica è una lacerazione nella sostanza bianca sottocorticale dei lobi frontali e temporali, mentre nei bambini più grandi le lesioni più comuni sono presenti nel corpo calloso e nel tronco dellencefalo. INCIDENZA Il trauma cranico rappresenta uno dei più frequenti ed importanti aspetti di una attività di un pronto soccorso pediatrico. Inoltre l80% dei casi si tratta di un trauma cranico lieve, mentre i traumi cranici gravi necessitanti di un ricovero in terapia intensiva rappresentano il 3% del totale. Nel Servizio di Neurochirurgia pediatrico dellOspedale Infantile Regina Margherita vengono ricoverati ogni anno circa 900 bambini affetti da trauma cranico. Di questi il 2.7% necessita di un intervento neurochirurgico con craniotomia. Nella nostra esperienza le cadute rappresentano il 71% delle etiologie mentre gli incidenti stradali il 22%. Questo rapporto varia considerevolmente quando si analizzano i bambini da zero ad un anno i quali soffrono di cadute accidentali e di incidenti da scuotimento. In effetti questa sindrome da scuotimento chiamata dagli autori anglosassoni Whiplash shake syndrome GUTHKELCH (1971) E CAFFEJ (1972) rappresenta oggi circa il 6% delle cause di ricovero in un servizio di Neurochirurgia Infantile e circa il 50% di questi bambini presentano degli aspetti fortemente evocatori di una sindrome del bambino battuto. MANIFESTAZIONI CLINICHE I sintomi clinici di un trauma cranico nel bambino sono in relazione con la causa e letà. Bisogna distinguere due grandi classi di sintomi. Da un punto di vista della valutazione clinica soprattutto nei bambini di età inferiore a cinque anni la valutazione attraverso la scala di Glasgow deve essere modificata per permettere una valutazione oggettiva del livello di coscienza (Fig. 1) .IL BAMBINO COSCIENTE AL PRONTO SOCCORSO Nella maggioranza dei casi un bambino con un trauma cranico si presenta al pronto soccorso cosciente. Secondo la nostra esperienza una perdita di conoscenza iniziale è presente nel 26% dei casi. Sonnolenza, confusione, irritabilità sono osservati nel 30% dei casi. Il vomito è la constatazione più frequente nei bambini piccoli e nei più grandi, con una incidenza variabile dal 17% al 30%. Un episodio comiziale iniziale è stato osservato nel 3% dei casi della nostra serie. Viene visualizzato molto frequentemente un ematoma extra cranico. Distiguiamo tre tipi di ematomi extra cranici nel bambino. Un ematoma sub cutaneo è molto frequente anche in un trauma cranico minore e nella nostra esperienza un terzo dei bambini ricoverato con trauma cranico presentano questo tipo di ematoma. Quando questo è esteso possono essere presenti dei segni di anemia. Il secondo tipo è un ematoma sub galeale che si osserva soprattutto in neonati dopo un parto distocico. Si tratta di uno spandimento ematico tra la galea ed il periosteo. Questo ha tendenza ad evolvere nei giorni successivi al trauma e può causare gravi anemizzazioni. Il cefaloematoma è invece una emorragia situata tra losso ed il periosteo. Questo tipo di ematoma è osservato tra lo 0.5 ed il 2% delle nascite come conseguenza del parto. Il cefalo ematoma è generalmente unilaterale, preferisce la regione parietale e non sorpassa le suture craniche a causa della adesione intensa tra il periosteo e losso a questo livello. Generalmente scompare dopo poche settimane ma calcifica nel 10% dei casi. Laspirazione con ago di ognuno di questi tre tipi di ematoma è controindicata ed espone al rischio di risanguinamento e di anemia conseguente. Segni neurologici focali sono presenti solo nel 3% dei casi. ESAMI RADIOLOGICI E SORVEGLIANZA La radiografia del cranio dopo una valutazione clinica non è prescritta in maniera sistematica. Si tratta di uno degli aspetti più controversi nellapproccio di un paziente pediatrico con trauma cranico, e riteniamo che lindicazione alla radiografia deve dipendere da alcune considerazioni. La prima è che non vi è nessuna correlazione tra presenza di frattura e presenza di danno intracranico. In effetti una radiografia del cranio viene richiesta: Si controllano lo stato di coscienza, il polso, la pressione, la reattività pupillare, la presenza di movimenti anormali, di convulsioni, di episodi di vomito. Ogni fluttuazione dellevolutività dei parametri richiede un bilancio neurochirurgico. In caso di aggravamento un esame tomodensinometrico viene richiesto. Le fratture lineari non richiedono di una sorveglianza particolari tranne in rari casi di frattura superante i tre millimetri di diastasi che devono essere sorvegliate per prevenire linsorgenza di una frattura ad divaricamento progressivo. Queste rappresentano lo 0.3% delle complicazioni delle fratture e richiedono di un trattamento chirurgico secondario. Le fratture avvallate necessitano di una soluzione chirurgica nel 90% dei casi. Si distinguono tre tipi di fratture avvallate (Genitori 1985)
Unapertura della dura ed una sottostante lesione cerebrale sono ritrovati nel 30-40% dei casi di fratture avvallate. Linteressamento di un seno venoso è la complicazione più pericolosa. Lapproccio chirurgico non è quasi mai richiesto in urgenza ed una frattura avvallata viene operata secondariamente dopo qualche giorno dal trauma iniziale quando ledema dei tessuti molli e soprattutto il gonfiore sottostante dellencefalo sono risolti. Un trauma cranico presente e cosciente al pronto soccorso non necessita di un trattamento medico e chirurgico particolare, una sorveglianza attenta permette di depistare e trattare tutte le complicazioni eventuali.IL BAMBINO INCOSCIENTE AL PRONTO SOCCORSO Il trattamento immediato consiste in una valutazione neuro anestesiologica e di un immediato trattamento della ventilazione e dei parametri di ossigenazione cerebrale. Il trasferimento immediato in una unità di terapia intensiva pediatrica si rende necessario dopo il monitoraggio completo di tutti i parametri ventilatori e pressori. Un esame Tac sarà richiesto immediatamente dopo questa prima fase e conseguentemente la scelta di un trattamento chirurgico o non chirurgico avverrà in funzione delle lesioni osservate. Il monitoraggio della pressione intracranica viene effettuato sistematicamente se la scala di Glasgow iniziale e inferiore a 7. Il trattamento medico sarà quindi basato sui valori di pressione intracranica osservati durante la sorveglianza. Questo trattamento associa la ventilazione con pressione normale di PO2, ipocapnia, lutilizzo di farmaci che diminuiscono la pressione intracranica, in qualche caso è necessario agire drenando liquido cerebro spinale dal sistema di derivazione e in qualche raro caso degli interventi chirurgici decompressivi possono risolvere delle situazioni a rischio. EMATOMA EXTRA DURALE Lematoma extra durale è considerato raro nel bambino. Nella nostra esperienza lo si osserva nel 2% di tutti i bambini con trauma cranico infantile. Sono caratterizzati quattro gruppi di pazienti secondo il loro stato clinico di ammissione. Il gruppo 1 (12%): il bambino rimane cosciente durante lintero ricovero. Il gruppo 2 ( 20%): il bambino è sonnolento o confuso. Il gruppo 3 (23%): il bambino è comatoso. Il gruppo 4 (45%): il bambino presenta un intervallo lucido libero. Le convulsioni sono presenti nell8% della nostra serie. Una anemia importante è ritrovata nel 3% dei casi, una frattura del cranio è ritrovata nel 70 - 75% dei casi nelle radiografie. Una forma emisferica estesa a tutto lemicranio è ritrovato nel 38% dei bambini. Gli ematomi frontali rappresentano il 17%, gli ematomi situati in fossa posteriore l1.6%. Lorigine del sanguinamento è comunemente unarteria meningea ma nel bambino soprattutto in giovane età la dura e losso possono rappresentare i punti esclusivi di sanguinamento. La mortalità degli ematomi extradurali del bambino è diversa a secondo delle serie pubblicate in letteratura e secondo le serie pre CT o post CT. La mortalità varia quindi da 9% al 17%. IL FOLLOW- UP E LE SEQUELE Le sequele dopo un trauma cranico dipendono fondamentalemente dalla severità dellimpatto iniziale e dallesistenza di lesioni focali particolarmente al livello del tronco dellencefalo. La durata del coma è un fattore prognostico importante come anche i valori di pressione intracranica. La presenza di una lesione necessitante di un intervento chirurgico non cambia il fallow-up di questi malati. Lo stato vegetativo cronico è raro nel bambino (1% secondo Bruce). I bambini che hanno un coma di meno di 24 ore, con leccezione di quelli che presentano una lesione cerebrale focale, raramente hanno delle sequele. I dati di Hoffman e Techolan 1986 riportano una serie di 120 bambini ricoverati incoscienti dopo un trauma cranico ed i risultati riportati sono i seguenti: 84 erano neurologicamente intatti 2 presentavano un ritardo mentale 8 un deficit intellettuale neurologico 4 un deficit neurologico focale 7 avevano una epilessia post traumatica 6 sviluppavano un idrocefalo secondario I deficit motori e i deficit neuropsicologici sono quelli che devono essere presi in considerazione in maniera importante per adattare una riabilitazione. Dopo un coma prolungato i disturbi della memoria e i deficit intellettuali, linstabilità, lipercinesia e laggressività sono molto spesso osservati nei giovani bambini comparati con gli adolescenti. Nei casi in cui il trauma cranico è stato severo con lesioni cerebrali diffuse, i danni cognitivi neuropsicologici possono diventare persistenti e definitivi. EPILESSIA Lincidenza dellepilessia post traumatica nei bambini varia da 1 a 5%. E necessario distinguere tra lepilessia post traumatica precoce e lepilessia tardiva. Una crisi comiziale precoce può apparire nella prima settimana dopo il trauma e rappresenta il 2-5% dei casi. E evidente che il tasso di epilessia precoce e tardiva aumenta con laumentare con le lesioni focali intracraniche. Una crisi comiziale immediata non necessita di un trattamento medico anticomiziale.
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