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testo della "MATRICOLA NOBILIUM"

(elenco delle 200 famiglie nobili di Milano e campagna nel 1277, tra cui la famiglia Calchi)

[fatta redigere dall'arcivescovo Ottone Visconti, il 20 Aprile del 1277, a cura del notaio e cancelliere curiale Marco de Ciochis]

"Matricula Nobilium Familiarum Mediolani rogata de anno 1277 sub die 20 Aprilis per Dominum  Marchum De Ciochis Mediolani Notarium, et Curiae Archiepiscopalis Mediolani Cancellarium.  De amiconibus. Annono. Ayroldis de Robiate. Arzonibus. Alzate. Advocatis. Aliprandis. Arconate, scilicet Capitanei. Arsago, scilicet Capitanei. Arinerio (meglio Ariverio). Applano. Anrisiis. Bizozero. Birago. Biffis. Besutio. Butiis. Bernadigio. Bossiis de Acciate. Balbis. Bolgaronibus. Burris. Busnate. Busti, scilicet Capitanei. Bossiis domus Domini Jacobi. Blanchis de Velate. Badagio. Brippio per privilegium. Basilicapetri, scilicet Capitanei. Becaloe. Brioscho. Bebulcho. Baldizonibus. Barni non Laudenses. Biumo superiori per privilegium. Carchano. Cribellis. Cacharanis. Caponago. Castilliono. Corbis. Carpanis. Cribellis de Parabiago. Confanoneriis. Creppa. Cuticis. Casate. Curte. Caimis. Capponibus. Cuminis. Curtesella. Cottis. Cribellis de Uboldo. Cribellis de Nerviano. Caimbasilicis. Canibus. Calcho. Carugo. Capellis Castello de Cirnusculo. Comitibus de Castro Seprio. Cornisio meglio Carnisio. Cagnolis Cagnola. Cagnolis de Cassano marengo (forse magnago). Cepis. Cazolis. Curtis. Conradis. Corradis. Cimaliano (forse Cimiliano) per privilegium. Cardano, et de Castiliono de Cardano. Cassina. Cagatosicis. Castelletto. Cattanei de Busti arsitio dicti de Vituda. Daverio. Desio. Dugnano, scilicet Capitanei. Derni (meglio Dervi), scilicet Capitanei. Dardonibus (forse Dardanonibus) per privilegium. Fagnano. Foppa. Figino scilicet Capitanei. Geronibus. GheringhelIis de Carono. Grassellis. Glussiano. Gufredis de Homate per privilegium. Gattonibus per privilegium. Ghiringhellis de Mediolano. Guaschis de Beluscho. Grasellis de Bolate, et Treno. Hoe, scilicet Capitanei. Homodeis per privilegium. Judicibus de Castegnate. Imbresago scilicet Capitanei. Littis. Landriano, scilicet Capitanei. Lampugnano. La Majrola (famiglia omessa dal Castelli). La Sala. Landriano. OIgiate Olonae. Luyno. La Turre. La Porta per privilegium. Mandello. Mayneriis. Menclotiis. Martignonibus de Boladéllo. Martignonibus de Roate. Mirabiliis. Medicis Portae Ticinensis. Molteno. Marinonibus. Marris. Medicis de Casoretio. Medicis de Màsigia (forse Nusigia).Matrenano o Matregnano. Medicis de Albayrate. Medicis de Novate. Mantegatiis. Marnate. Merosiis de Vicomercato, Medicis. Nasiis. Oldrendis de Legnano. Orello de Abiascha Mediolani. Ozeno per privilegium. Pusterla. Pirovano. Pirovano de Tabiagho. Perego. Petrasancta. Pandulfis. Paravisino. Petronis de Cisnusculo. Prata per privilegium. Petronis de Bernadigio. Putheobonello. Paratio. Platis. Porris. Paravisino de Bucinigo. Porta Romana, scilicet Capitanei. Pado, scilicet nati Ambrosii, Johannoli per privilegium. Perdeperi. Riboldis de Besana. Richis. Raudo, scilicet Capitanei. Regnis, per priviIegium. Rugolo. (cioè Ruzolo). Rusconibus, sciIicet Civibus Mediolanensibus, Sachis. Soresina, scilicet Capitanei. Segazonibus per privilegium. Sessa de loco Sarrae Plebis Travaliae. Scaccabarotiis.  Stampis per privilegium. Septara, scilicet Capitanei. Sirturi. Sachis de Bucinigo. Selvaticis. Solbiate. Sesto, scilicet Capitanei. Spangutis (meglio Spanzutis), domus Carioni per privilegium. Taegio. Terzagho. Tabusiis, negli Statuti si aggiunge de Castro Novate. Trivultio. Tritis. Turate, scilicet Capitanei. Vicecomitibus. Vicecomitibus de Serono. Vicecomitibus de Pobiano (meglio Poliano). Vicecomitibus de Invorio. Vicecomitibus de Oregio (cioè Olegio). Vicecomitibus de Oregio Castello. Vergiate. Vincemalis per privilegium. Vicomercato, scilicet Capitanei de Merosiis, scilicet domus Domini Joannis. Vicomercato scilicet domus Domini Guidoli per privilegium. Valvassoribus de Serio o De Sexto. Vitudono. Vigonzono. Vilanis, Vaglianis. Zotis. Zerbis per privilegium. Zeno."  [INIZIO PAGINA]

 

da Paolo Moriggia ("dell'Ordine dei Giesuati di San Girolamo")

"Dell'antichità e nobiltà di Casa Calca" 

in:  Historia dell'antichità di Milano - libro terzo,  Venezia 1592

       "Volendo io adesso far parlamento della familia de Calchi, et della sua antichità, et nobiltà, bisogna ch'io dica, come il Dotto Diamante Marinone più volte da me allegato in questa Historia, dice, ch'egli è persuaso à credere che i Calchi siano gente Greca, perciò che nell'isola di Euboia [Eubea], la quale è nel mare Egeo, che hoggi secondo alcuni è nominato Ponto. La Città metropoli di detta isola è chiamata Calco, che in lingua greca si dice Calchis, et un'altra Città si trova pur con questo nome nell' Aetolia, che è una regione della Grecia, che giace nel terzo seno dell'Europa.

       Calchi sono anco una sorte di moneta picciola, della quale ne fa parlamento Plinio nel libro 12, cap 34 dicendo "Eadem fex obolos pondere efficit, obolusdecem Chalcos".

       Non resterò di dire, che ne' monti di Brianza è una terra nominata Calco, la quale è antica.

       Sono alcuni altri scrittori, che vogliono, che la famiglia Calca havesse origine da uno Cavalliero Greco nominato Calchos, dalle Città della Grecia, chiamate con l'istesso nome, et trovandosi la moglie d'un Re de Longobardi [Arioaldo - anno 626-636 dC] accusata d'Adulterio, Calchos tolse à diffendere la causa della Regina [Gundeberga], et finalmente dopo molte contese, venne alle mani contro l'accusatore, et combattendo coraggiosamente lo vinse, et superò. La onde il Re per gratitudine donò a Chalcos gran tenuta di paese nel monte di Brianza, et il luogo particolare che egli habitò, lo chiamò dal suo nome Calco, il quale fino al giorno presente ritiene il nome di Calco. Dal ceppo di questo Chalcos, ne poi venuta la discendenza de gli altri Calchi, dalla quale ne sono usciti molti honorati soggetti; et perche le pestilenze, et guerre crude d'oltramontani, et delle parte fattionarie hanno smarite molte memorie d'alcune antiche famiglie, et anco per mancamento de scrittori. Però diro, come non havendo io potuto trovare quanto da me era desiderato, cominciarò il fondamento da Hettore, et da Cressone ambi fratelli figliuoli di Giovannollo Calco. Questi fiorirono nobilmente sotto la signoria di Giovan Galeazzo, che fu il primo Duca di Casa Visconte; et havendo Matteo Mandollo huomo di grand'autorità appresso al Duca concessi diversi privilegi, et essentioni ad alcune communità; et à questi Calchi per gratuirli della loro fedeltà verso il Duca, gli le confirmò in perpetuo, come appare chiaramente per loro privilegi dati in Milano il 3 del mese di Giugno 1385. Et l'anno 1388 furono eletti cinque nobili de Calchi del consiglio delli novecento nobili della Città. 

       Piacque parimente à Giovan Maria Visconte Duca di Milano, di confirmare à gli heredi di Hettore et Cressone, et ai suoi descendenti de Calchi, tutti i privilegi, et essentioni che Giovan Galeazzo suo padre haveva concesso à detti fratelli Calchi, et ciò fece egli per gratuire la fedeltà di detti heredi Calchi, i quai non solo misero le loro ricchezze in abandono per diffensione della persona del Duca, et dello stato suo, ma anco ci misero le loro vite à questo effetto, come il tutto appare nel privilegio fattogli da esso l'anno 1411 il dì otto Agosto.

       Dopo successe nel ducato Filippo Maria Visconte, il quale confirmo à Calchi i privilegi, et essentioni, de' suoi passati, come si vede chiaramente per il suo privilegio fattogli il venti Febraro 1428.

       Non minor favore hebbe la famiglia de Calchi dai Duchi Sforzeschi, di quello c'hebbero da i Visconti. Perciòche Francesco Sforza primo Duca di Milano di questo nome di questa Casa, volendo gratuire Giovanni Calco, et Galdino suo nepote suoi cari favoriti, et li suoi, concessegli uno degno privilegio, et molte honorate essentioni non solo durante la vita loro, ma anco à tutti i lor discendenti, come il tutto si legge in uno privilegio loro fatto in Lodi il 10 Agosto 1450.

       Parimente Bianca Maria Visconte Duchessa, et moglie del nominato Francesco Sforza con Galeazzo Maria suo figliuolo, che fu creato Duca dopò la morte di Francesco, volendo mostrarsi benevoli alla fedele servitù fattagli da Bartolomeo Calco suo primo, et maggiore segretario, et à suoi fratelli, et à Galdino Calco, et suoi heredi, et discendenti, confirmogli tutti i privilegi, essentioni, che furono concessi à Casa Calca da suoi predecessori, si come il tutto si vede per privilegio dato in Milano il 14 Febraio 1467.

       Piacque poi al Duca Lodovico Sforza, detto il Moro, non solo di volere confirmare a i Calchi i privilegi, et essentioni concessegli dai Duchi suoi passati, ma anco gli acrebbe, et donolli in feudo la giurisditione di Pozzoli, et di Rosate, posti nella Diocesi di Lodi, come appare per suoi privilegi, uno dato à gli undeci Aprile 1491, et l'altro in Vigevano il 29 Aprile 1495.

       Hora diro, come tra gli altri Calchi, che nobilitarono, et dierono gran nome à questa famiglia al tempo de' Duchi Sforzeschi, furono dui, cioè Tristano, et Bartolomeo; Tristano fu secretario di Francesco, di Bona, e Galeazzo Maria suo figliuolo, et di Lodovico detto il Moro. questo mentre, che servì à questi tre Duchi, compose la sua dotta, e ben tessuta Historia di Milano, divisa in 21 libri in lingua latina, la quale è stata letta da me, ma fino ad hora ella non ita alle stampi. Questo hebbe una sola figlia, dalla quale è nata la nobile, et virtuosa Susanna, che fu maritata in casa Orombella, et poi rimatossi al nobile, et letterato Dottore Girolamo Moresino, c'hor vive felicemente, essendo tenuto in gran stima per la sua dottrina.

       L'altro delli dui, ch'io dissi, che illustrarono Casa Calchi, fu Bartolomeo, questo fu Cavalliero honorato, et secretario maggiore di Francesco, Bianca Maria, Galeazzo Maria, et Lodovico  tutti Sforzeschi, et Duchi di Milano; à questo furono concessi molti privilegi, et essentioni, et hebbe in feudo Pozzolo, di Lodigiana, et tutte le sue iurisdittioni con ampio Dominio di detti luoghi; fu questo Calco di grand'autorità, huomo savio, di prudenza, raro ne manegi, è di molta letteratura, et d'incorrotta fede.

       Questo hebbe tre fratelli uno nominato Hettore, l'altro Gervaso, et l'ultimo Gabriello, et tutti furono di gran valore, et favoriti da Duchi Sforzeschi; Gabriello fu castellano della fortezza di Pizzighittone, dal quale ne nacque Agusto che generò Giovan Battista, Girolamo, Mauritio, et Hipolita; questi vivono hoggidì honoratamente, et Giovan Battista viene grandemente amato universalmente da tutti i Gentil'huomini per le sue degne qualità, per le buone lettere, et per la integrità della vita, et è stato per molti anni per Gentil' huomo dell'Altezza di madonna Margarita d'Austria, Duchessa di Parma e di Piacenza, figlia di Carlo V imperatore, et sorella del Gran Re Filippo di Spagna; et Hippolita loro sorella fu maritata a Giovan Battista Meglianaca, cugino di me autore della presente Historia, et da questa nobile Calca mia cugina furono partoriti alquanti figliuoli, et hora ne vivono dui, cioè Gasparo et Drusilla, Gasparo vive da Gentil'huomo molto civilmente, et è virtuoso in diverse professioni honorate, oltre che egli attende allo studio delle buone lettere; et la madre vive da gentildonna in habito viduale nobilmente, essendo ella ornata di molte degne parti, che la fanno degna di lode;et Drusilla vassene crescendo in età in virtù, et in buona creanza di costumi.

       Non resterò di dire, che l'anno 1566 il di 24 Ottobre furono dall'Eccellentissimo Senato letti, approvati, et confirmati al nobile Giovan Battista, et agli altri nobili Calchi, tutti i privilegi concessigli da i Duchi Visconti et Sforzeschi, et il tutto è stato per la diligenza del virtuoso Giovan Battista, et fra gli altri privilegi, c'hoggidì gode la famiglia Calca, è quel del sale, cioè che li signori fermieri del sale sono tenuti per ciascheduno staio di sale, che si vende alla gabella di dare un soldo alla famiglia Calca, il che gli rende incirca à mille e cinquecento scudi l'anno.

       Sono fioriti diversi spiriti virtuosi, et Dottori di Collegio, et hora vivono ancora molti Calchi nella Città nostra nobilmente, et nel numero loro ci voglio porre li nobili, et virtuosi spiriti Cleodoro, et Alessandro; il primo è Dottore di legge et l'altro Dottore fisico, et l'uno et l'altro sono ascritti nell'illustre collegio di Milano, dove non si ammette chi non è nobile. Ci sarebbe anco da dire d'un altro Calco nominato parimente Giovan Battista, il quale vive nobilmente anco esse delle sue entrate, oltre à molti altri, che pur fioriscono nobilmente.

       Gran gloria ha dato à casa Calca il Beato Severino Calco, perchè non solo fu predicator raro del suo tempo, ma anco ha illustrato questa casa con la santità della vita e la grandezza de' miracoli. Questo fu dell'ordine de Canonici Regolari, et fiorì al mondo ne gli anni della commune salute 1194."

                              [INIZIO PAGINA]

 

DOCUMENTO 8 MARZO 1691: DOMANDA DI AGGREGAZIONE AL COLLEGIO NOTARILE DELL'ORDINE DI MILANO

Da un documento in data 8 marzo 1691 in cui J. C Petrus Antonius Chalcus chiede di essere aggregato al Collegio dell'Ordine di Milanosi rilevano queste notizie riguardanti la genealogia Calchi  [1]. Il documento originale è scritto in lingua latina. Il documento del 1691 è analogo nella forma e nei contenuti ad un altro del 23 Novembre 1663 (in quest'ultimo mancano alcune informazioni presenti nel successivo) nel quale la stessa domanda di aggregazione viene avanzata da Sigismondo Calchi figlio di Pietro Antonio. 

[qui sotto: traduzione molto sintetica della prima parte del documento]

"L'antichità e lo splendore della Famiglia Calchi è richiamata da Raffaele Faniano e da Marinone - teste storico Moriggia - i quali narrano che l'origine viene dalla Grecia da un'isola detta Eubea chiamata anche Negroponto la cui Metropoli era nominata Calcide [Kalkis in greco]. Alcuni scrittori narrano che un certo cavaliere chiamato col nome greco Chalcos [Kalkon] venne nella Reggia dei Longobardi dove, essendo stata la Regina accusata di adulterio, il detto Chalchos la difese colle armi vincendo l'accusatore; e ciò, secondo le Leggi di quella Nazione, ove, in un secolo rude, era stimato un genere legittimo tale genere di prova, (teste l' Alciato: De singulari certamine) specialmente quando si trattava dell'onore delle donne. Compreso da questo beneficio il Re donò al Chalcos (in feudo o simile) un grande tratto nella regione dei monti Briantei dove lo stesso Cavaliere diede al paese della propria abitazione il nome di Chalco, dove nei tempi successivi abitavano i discendenti del richiedente. Da questa Nobile Famiglia sortirono personaggi insigni nelle Lettere, nelle Armi e nella Santità, i cui nomi raggiungerebbero un numero indefinito se l'ingiuria dei tempi non li avesse messi in dimenticanza. Tuttavia esiste un catalogo nella Chiesa Metropolitana Milanese - anno 1377 - che riferisce di molti nomi scelti tra i migliori della Famiglia Chalco.  Più anticamente vi erano:

1) Un certo Hieron Chalcus figlio di Dionigí il quale fin dall'anno circa 3537 dopo la creazione del mondo (anno 415 a. C.) [2] è inscritto tra i Familiari di Nicia Duce degli Ateniesi e venne in Italia a edificare una Città [come enunciato dal filosofo Plutarco in "Vita Niciae"].

2) Nicolaus Chalcus - 1376 - eletto Capo (della Magistratura) di tutta la serenissima Repubblica Genovese.

3) Beatus Severinus Chalcus - anno 1194 - che é celebrato e per santità e per predicazione inscritto nella Religione dei Canonici Lateranensi. 

- Poi il documenta elenca:

4) Alojsius De Chalco tra i Novecento Nobili della Repubblica.

5) Porolus e Galvagnolus tra i Prefetti della Fabbrica del Tempio Maggiore di Milano.

6) Joannolus De Chalco come Vicario di Pandino e Consigliere dei Novecento Nobili.  Da Bernabò Visconti fu ampiamente lodato e con un certo Stephanius  e un certo Iacomolus de Chalco meritevoli di aver sedato gravi tumulti furono premiati con una immunità su tutti i loro beni Briantei. Immunità che fu confermata sotto Gian Maria Galeazzo, e dal Duce Filippo Maria. 

7) Joannes De Chalco e il fratello suo Faustinus ebbero la conferma dei privilegi e di immunità da Francesco Sforza.

8) Chalci Hector e Cresonus figli di Ioannolo ebbero nobile splendore  ai tempi di Giovanni Galeazzo Visconti. Cresonus de Chalco fu uno degli Egregi componenti il Collegio dei dodici Sapienti e aggregato come Consigliere del Comune di Lodi.

9) Joannes et Faustinus fílii Hectoris e discendenti, lodati da Carlo V Imperatore donati ancora da Francesco Sforza II.

10) Gabriel [Capitano Aulico Ducale], Bartolomeus [Segretario ducale di Lodovico Sforza], Tristanus [storico 1453-1515], Lancellotus, insigni per scienza, fortezza, e virtù.

11) Joannes Augustinus figlio del detto Bartolomeo Legato di Giovanni Galeazzo al Re di Napoli.

12) Joannes Petrus, Preposito della Collegiata di S. Maria della Scala e Bartolomeus che fu Canonico della stessa Collegiata.

13) Joannes de Chalco Castellano di Novara sotto Ludovico Maria.

I4) Hjeronimus et Polidorus figli di Bartolomeo benemeriti di Carlo V Imperatore.

I5) Joannes Baptista, Giudice delle strade, del ponti e delle acque di Milano.

16) Fratelli Chalchi Antonius Maria et Petrus Franciscus figli del detto Polidoro, aggregati a questo Collegio.

I7) Polidorus Chalcus tra i nobili cubiculari del Serenissimo Duce di Bavaria.

I8) Vi è un altro Polidoro nipote del soprascritto Polidoro capo della Provvisione di Milano.

- Segue poi la genealogia di Galdino Chalco di Faustino

Figlio del detto Galdino è Don Genesius Chalchus abitante in Sartirana.

Figlio di Genesio fu Don Giovanni Antonius do Chalco (1540) pure abitante in Sartirana.

Ambedue i sopraddetti Genesio e Giovanni Antonio compaiono possessori del Lago di Sartirana di una casa e di un Sacello in S. Maria di Sabbioncello. Figlio di Don Giovanni Antonio fu Don Genesio Chalcus, lodato dal Tribunale delle Provvisioni con nuove immunità.

Figlio di Genesio fu Petrus Antonius Chalcus (1612) che dal potentissimo Re Filippo IV fu nominato Reg. Fiscale Generale.

Figlio di Pierantonio fu J.C.C. Sigismundus, Avvocato e Vicario di Provvisione.

Fratello del J.C.C. Sigismondo fu il Rev.ssimo Pater Ludovicus Maria Ordinis Praedicatorum che prima fu Rectore nel Convento di S. Domenico in Bologna poi Inquisitore dì Como fino all'anno 1660 in cui morì.

Altro Fratello é Don Severinus che fu dei dodici del Collegio delle Provvisioni nell'inclita Città. Don Sigismondo fu creato Senatore dal Potentissimo Re Carlo II e lasciò come figlio Petrus Antonius, che richiede di essere aggregato al detto Collegio.    ........."                     [INIZIO PAGINA] 

Note:

[1] Collegio era una Associazione o Ordine di personaggi nobili patrizi di Milano = Dottori, Giudici, Cavalieri..... detti con una parola sola Giureconsulti (Jurís Consultores J.C.C.) fiorentissima sotto la dominazione Spagnuola; fu sempre il santuario della buona ed onorata aristocrazia milanese.

Aveva un Presidente Generale., dei capi locali detti Abati: con divisa propria, toga e bastone (ferula); aveva anche i propri Notai Procuratori, Protettori...... per il buon andamento dell'Ordine e per il disbrigo degli affari.

Per esservi iscritti occorreva provare:

a) Che essi avessero 120 anni di nobiltà legalmente riconosciuta.

b) Legittimi natali proprie e degli antenati,

e)  Parentela senza nessuna macchia,

d)  Nè loro ne i parenti, in presente ed in passato, per nulla dediti alla mercatura di qualsiasi genere,

I Magistrati più alti erano scelti quasi esclusivamente da questo Collegio; a loro erano affidate le cariche più onorifiche e gli affari più importanti

Essendo questo Collegio tanto onorato, si Intende come Papa Pio IV, sapendolo in decadenza, lo abbia rimesso in fiore con la propria autorità.

(Così Mons. Bianchi della Biblioteca Ambrosiana, che citò il giornale " Archivio Storico Lombardo"  anno I° p. 415, e II p. ...).

[2] Secondo la cronologia ebraica la nascita di Gesù Cristo è avvenuta nell'anno 3952 dalla creazione. Pertanto il 3537 corrisponderebbe a circa il 415 AC.    [INIZIO PAGINA]  

 

 

TESTAMENTO DEL PITTORE SORDOMUTO

Luca Riva

firmato dal notaio Pietro Antonio Calchi - anno 1622

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