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(Reservoir Dogs, USA, 1992)

REGIA
Quentin Tarantino

SCENEGGIATURA
Roger Avary, Quentin Tarantino

FOTOGRAFIA
Andrzej Sekula

MONTAGGIO
Sally Menke

CAST
Mr. White: Harvey Keitel
Mr. Orange: Tim Roth
Mr. Blonde: Michel Madsen
Eddie: Chris Penn
Mr. Pink: Steve Buscemi
Joe Cabot: Lawrence Tierney
Mr. Blue: Edward Bunker
Mr Brown: Quentin Tarantino
The Cop: Kirk Baltz



DURATA
1h e 39'



MISTERI GAUDIOSI
Tarantino non ha mai voluto spiegare l'incomprensibile titolo originale: Reservoir Dogs. Per farlo passare si è addirittura inventato che era lo slang della nouvelle vague francese per definire il film di gangster. In realtà pare che sia una miscela fra la maniera sbagliata in cui quando faceva il commesso ai Video Archieves pronunciava il film di Loius Malle Au revoir les enfans (da noi Arrivederci ragazzi) e Straw Dog (in Italia Cane di pagnia) di Sam Peckinpah.

Anche se non potevamo saperlo, visto che era il suo ballo da debuttante nella società cinematografica, la prima scena è già tipicamente tarantiniana, con un branco di tipi da blatera come al bar dello sport: bisogna dare o no la mancia alle cameriere? E la metafora che si nasconde dietro la canzone Like a Virgin di Madonna ? Stufo di vedere le sue sceneggiature "fottute da altri registi" (Una vita al massimo, da Tony Scott e Assassini nati da Oliver Stone), il giovane Quentin Tarantino pensò che l'unica era scriversi addosso un film su misura, logorroico ed eccessivo, ma ultraeconomico, praticamente un una sola location (un ex magazzino di pompe funebri abbandonato). Voleva girarlo durante i week end, in bianco e nero, in 16 millimetri, coi soldi suoi: sessantamila dollari. Poi l'interesse di un ex ballerino di flamenco aspirante produttore (Lawrence Bender) e soprattutto di un attore importante come Harvey Keitel, fecero decollare il budget: un milione e duecentomila dollari. Fa ormai parte della leggenda il viaggio a New York per il casting degli attori della costa est (scrittureranno Steve Buscemi). Bender e Tarantino non avevano un soldo, e Keitel pagò loro l'aereo: "Un giorno anche voi potrete comprarvi un biglietto di prima classe, ma finché i soldi sono i miei, in prima classe ci viaggio solo io". Non vediamo mai la sfortunata rapina alla gioielleria che è alla base della storia: secondo il classico stile tarantiniano la ricostruiamo a posteriori attraverso i flashback e le parole delle "iene", i sei criminali che si conoscono solo attraverso il nome di un colore: White, Brown, Orange, Blonde, Pink, Blue. Il capo Joe Cabot , e suo figlio Eddie il bello, li vestono tutti uguali con una divisa che diventerà proverbiale: un completo nero, cravatta nera, Ray - ban, in modo da confondere le idee degli eventuali testimoni. Come in uno psicodramma i superstiti si ritrovano nel magazzino, sicuri che fra loro ci sia uno sbirro infiltrato. Solo verso la fine anche noi scopriremo chi è. La scena più forte è ovviamente quella in cui lo psicopatico Mr. Blonde tortura un poliziotto che ha preso in ostaggio, e ballando sulle note di Stuck in the middle with you, gli taglia un orecchio col rasoio. Inutilmente Harvey Weistein, capo della Miramax, cercò di convincere Tarantino a eliminarla: "La violenza è un personaggio" fu da subito la teoria del regista, "sta ai miei film come la danza ai musical". Preparato al workshop del Sundance Insitute (dove Tarantino girò alcune scene come Mr.Pink, insieme con Buscemi in quelli di Mr White), e poi provato per due settimane come una piecè teatrale, è lo straordinario biglietto da visita che lancia la meteora Quentin Tarantino, invitato in tutti i festival del mondo, malgrado gli scarsi incassi (neanche tre milioni di dollari incassati negli Stati Uniti).

ATTORI DI PRIMA RAPINA

I FURBI E I FESSI
Matt Dillon inviò la sceneggiatura al suo agente perché cercasse di contattare la produzione, mentre James Wood licenziò in tronco il suo perché aveva rifiutato la parte di Mr. Orange senza consultarlo. Al provino parteciparono senza successo sia Edward Norton che Gorge Clooney. Anche Samuel L. Jackson non fu scelto, ma in compenso Tarantino gli scrisse su misura la parte di Jules nel successivo Pulp Fiction.