*Fu trucidato dalle forze nazifasciste nella localita Villa Benedicta comune di Parodi Ligure (Al) il 7 aprile.
**Fu arrestato dalle forze nazifasciste mentre si recava a comprare il latte a Pontedecimo deportato a Mauthausen (Germania) Deceduto a Gusen il 15/3/1945
Il rastrellamento dell'aprile 1944
Nella primavera del 1944 le formazioni partigiane avevano ormai raggiunto un migliore inquadramento con una più chiara delimitazione delle zone operative e con sempre più frequenti e organizzati contatti fra le città e i gruppi che agivano in montagna, ai quali iniziava ad arrivare qualche fornitura di armi, munizioni e viveri grazie agli aviolanci Alleati. I nazifascisti, intenzionati a reagire all'organizzazione politica e militare della Resistenza, guardavano con sempre maggiore preoccupazione all'intensificarsi delle azioni partigiane. In particolare la presenza di gruppi di "ribelli" sull'Appennino Ligure-Piemontese poteva essere vista come un grave pericolo per le comunicazioni tra Liguria, Piemonte e Lombardia. Oltre a voler sradicare le formazioni esistenti sul territorio con un grande rastrellamento, le forze tedesche e della Repubblica di Salò intendevano costringere i giovani renitenti alla leva che si erano rifugiati in montagna ad aderire ai bandi di arruolamento obbligatorio per annientare in tal modo la potenziale riserva umana della Resistenza. Fu questa l'idea che condusse il comando tedesco a pianificare il più grande rastrellamento antipartigiano dell'entroterra ligure detto della "Settimana Santa" che interessò diverse località dell'Appennino ligue-alessandrino.
La Benedicta: (Immagine originale 86KB)
La Benedicta: Nella zona appenninica a cavallo fra la provicia di Genova e quella di Alessandria, all'inizio del 1944 operavano ed erano in via di completamento principalmente due reparti partigiani: la "Brigata Autonoma Alessandria", composta da circa duecento elementi al comando del Capitano Gian Carlo Odino, divisa in tre battaglioni con sede di comando presso Bosio, e la "3° Brigata Garibaldi Liguria", comandata da "Ettore" Tosi Edmondo, composta da sette distaccamenti, forti di più di 400 uomini, oltre a un distaccamento reclute, dislocati nei "casali" intorno al Monte Tobbio.
L'intendenza era situata nell'ex convento della "Benedicta" adibita a cascina.
La forza operativa di queste due brigate non era tuttavia corrispondente all'elevato numero dei componenti, infatti dal 50 al 65% degli uomini erano armati in modo leggero e si poteva registrare una totale assenza di armi medie e pesanti. L'armamento era stato rinforzato con un avio-lancio della R.A.F.
La cascina della Benedicta e la zona circostante prima del rastrellamento dell'apile 1944 (Immagine originale 26KB)
Nella formazione erano presenti anche numerosi combattenti stranieri: polacchi, jugoslavi, inglesi, ma soprattutto russi, che si rivelarono in seguito esperti soldati.
Nei primi mesi del '44 si verificò un fatto decisivo: numerosi giovani delle classi chiamate alle armi dal "bando Graziani"del 18/2, che comminava la pena di morte per i disertori, si unirono alle formazioni partigiane operanti nella zona, per sfuggire alla coscrizione repubblichina. Ciò causò non pochi problemi logistici, dato l'incremento del numero di uomini da armare e istruire, tutti giovani con nessuna esperienza militare alle spalle.
Nella notte tra il 3 e 6 aprile i nazifascisti passarono all'attacco secondo un piano prestabilito che comprendeva l'accerchiamento della zona del Tobbio partendo da tre direttrici dalla Liguria e dal Piemonte: da Busalla, Pontedecirno, Masone, Campo Ligure, Mornese, Lerma. Vennero impiegati reparti tedeschi, fascisti della Guardia Nazionale Repubblicana, muniti di armi automatiche individuali e di squadra, lanciafiamme, autoblindo. Il comando tedesco impiegò anche un aereo da ricognizione "Fieseler-Storch'' "Cicogna" idoneo all'osservazione durante i combattimenti in zona di montagna.
La cascina della Benedicta distrutta dai tedeschi dopo il rastrellamento (Immagine originale 30KB)
I primi combattimenti fra i posti avanzati partigiani e la massa nemica iniziò all'alba del 6 aprile. Mentre la "III° Brigata Liguria" ordinava ai propri distaccamenti di sganciarsi, frazionarsi in piccoli gruppi, forando l'accerchiamento nemico, la "Brigata Autonoma Alessandria" cercava di organizzare una resistenza intorno alla "Benedicta" e Pian degli Eremiti, cosa che si rivelò impossibile davanti alla preponderanza forza nemica. Nell'antico ex convento si radunarono molti uomini, per la maggior parte renitenti alla leva.
E' uno spettacolo agghiacciante: i ricognitori volteggiano senza sosta, il fuoco divampa ovunque.....le terribili vampe incendiarie dei lanciafiamme si notano distintamente un po' dappertutto e le esplosioni e le raffiche di mitraglia si condfondono con l'abbaiare furioso dei cani lupo addestrati per la caccia all'uomo.... è una vera caccia all'uomo e noi siamo braccatii come belve. (Racconto di De Menech, commissario politico del 5° distaccamento della III Brigata Garibaldi Liguria, in De Menech, Siamo i ribelli della montagana, Alessandria, 1975)
Nelle prime ore del mattino del 7 aprile 1944 i fascisti incominciarono a predisporre l'eccidio. Cinque alla volta i prigionieri furono condotti al plotone di esecuzione composto da bersaglieri repubblichini che li fucilarono immediatamente.
Soltanto a metà mattina un partigiano nascosto in un anfratto scaricò un caricatore di "Sten" contro il plotone che si disperse e sospese per un'ora il massacro, riprendendo le fucilazioni sino all'ordine superiore di cessare il massacro.Di questo crudele massacro è tuttora vivente un testimone oculare, Giuseppe Ennio Odino, miracolosamente scampato perché creduto morto. I corpi degli uccisi furono gettati in una fossa comune nella quale a fine giornata vennero a trovarsi un centinaio di cadaveri, in quanto vi furono aggiunti altri fucilati dopo la cattura nella giornata del 7 aprile.
Alle tane del lupo, tranne qualche morto fummo presi tutti: eravamo quasi duecento. Alla luce dei bengala ci accompagnarono, con le mani alla nuca e in fila indiana, alla Benedicta (...). Arrivati lì, fummo immediatamente rinchiusi tutti, feriti e non, nella cappelletta che era a sinistra, a piano terra per chi entrava nel cortile. Il mattina successivo (...) fummo chiamati a cinque per voltafuori dalla chiesetta nel cortile interno della cascina. (...) Io ricordo che ero il quinto del gruppo, dal 21 l 25, e sulla destra scendendo, venti metri prima della piccola cappella che esiste attualmente, notai cinque di Serravalle, tutti imbrattati di sangue. (...) Continuammo a scendere e arrivammo dov'è attualmente la cappelletta, di fronte alla quale, al di là della piccola valle, poco più in alto doc'è oggi una piccola croce, notai alcuni bersaglieri, otto o dieci, armati con dei moscehtii. Dov'è la cappelletta ci fecero fermare e ci spararono addosso... Io dovevo sostenere un compagno che la sera prima, alle tane del lupo., era stato feritoad un ginocchio. Questo fatto mi salvò (...) Caddi come altri a terra e il compagno che sorreggevo mi venne addosso e mi sporcò di sangue tutta la faccia. Rimasi lì immobile e sentii alcune raffiche di machine-pistole fischiarmi alle orecchie: erano i colpi di grazia che un tedesco delle SS dava a coloro che erano morti e si lamentavano per il dolore delle ferite subite. Fu il momento più terribile della mia vita. (...) si sentì sparare dall'alto della collina: era il gruppo di Leo che pur sapendo che i colpi non sarebbero neppure arrivati fin lì, aveva cercato per lo meno di creare allarme fra il plotone di esecuzione composto di bersaglieri di stanza a Bolzaneto, e fra i tedeschi. Infatti coloro che li comandavano diedero ordine di ritirarsi all'interno della Benedicta e io, dopo qualche minuto, scivolai fuori dal gruppo di fucilati e salii attraverso il ruscello ... (Racconto di Ennio Odino Crik in W. Valsesia, La resistenza in provincia di Alessandria, Alessandria 1981)
Tra le prime persone a salire alla Benedicta dopo l'eccidio, la mattina dell'11 aprile, due donne:
Parenti e compagni presso le fosse della Benedicta (aprile 1945) (Immagine originale 56KB)
IL recupero delle salme, da parte dei parenti e dei contadini della zona (Immagine originale 25KB)
Cominciammo a salire lungo il sentiero che ci dioveva condurre alla Benedicta. I primi casolari, che ben conoscevamo, li trovammo incendiati, devastati, saccheggiati, vuoti. Tutto intorno non un'anima viva....Andammo avanti senza più fermarci sino a giungere al luogo dell'eccidio. Incontrammo per primo un prete domenicano, vestito di bianco, si aggirava arttorno a quelle fosse e sembrava pregasse. Poi subito dopo incontrammo una donna con addosso un grembiulino bianco e in mano una bottiglia d'alcool e del cotone. Non lontano un uomo stava seduto su di una pietra e lui stesso, immobile, pareva una pietra. E poi vicino alla donna c'era un bel ragazzo di 12-13 anni con gli occhi azzurri e capelli ricci e nerissimi. Era in piedi e non diceva nulla. Erano i genitori e il fratello minore di due partigiani fucilati che stavano cercando tra i tanti cadaveri della Benedicta...Andammo al grande cascinale "La Benedicta". Trovammo in terra tutto attorno, carte da gioco, spazzolini, dentifrici, ogni cosa e tanta legna bruciata. La Benedicta era stata fatta saltare con la dinamite... Aiutammo quella povera donna. Il padre non era più in grado di fare qualcosa. Era impietrito. Stava solo, e guardava nel vuoto. Anche il ragazzo continuava a rimanere immobile e ci guardava... (racconto di Martina Scarsi, staffetta partigiana, in W. Valsesia, La resistenza in provincia di Alessandria, Alessandria 1981)
Una parte dei partigiani catturati furono portati alle carceri di Marassi a Genova, mentre altri, ai quali si aggiunsero i tanti giovani che si presentarono spontaneamente, vennero concentrati a Villa Rosa a Novi Ligure. Nei giorni del rastrellamento, infatti, il Capo della Provincia di Alessandria aveva fatto pubblicare nei comuni della zona, su richiesta del "Comando Germanico", un bando che concedeva ai renitenti alla leva quattro giorni di tempo (fino al giorno 10 aprile '44) per presentarsi ai comandi militari. L'invito si rivelò una trappola e, per quanti si recarono spontaneamente vi fu la deportazione dalla stazione di Novi Ligure alla volta dei lager nazisti..
CHI ERANO I FUCILATI
Elenco dei caduti le cui salme sono state ritrovate dopo il 7 aprile del 1944 alla Benedicta
(da G. Gimelli, "Cronache militari della Resistenza in Liguria) Vol.III
COGNOME NOME
PATERNITA
NATO IL
NATO A
Alice Agostino Antonio
Giovanni
15-2-1923
Gavi
Allegro Luigi
Francesco
21-3-1920
Serravalle Scrivia
Badalacco Luigi Adamo
Giovanni
Gavi
Badino Giuseppe
Giovanni
11- 12-1924
Genova
Bagnasco Benedetta
Giuseppe
1924
Voltaggio
Bagnasco Sergio
Angelo
12-4-1924
Serravalle Scrivia
Baracchi Elio
Baracchi
13-7-1924
Sampierdarena
Barbieri Giulio
29-10-1923
Novi Ligure
Barbieri Tullio
Gerolamo
24-4-1924
Ge-Pontedecimo
Barisone Natale
17-11-1923
Arquata Scrivia
Benasso Pietrino
Mario
8-8- 1923
Genova
Berti Francesco Angelo
Bianchini Ferruccio
7-7-1925
Gavi
Biava Angelo
Giuseppe
1922
Sardigliano
Bisio Luigi
Domenico
1923
Tassarolo
Bonelli Arturo
Antonio
1925
Genova
Briata Giuseppe
Giovanni
28-1-1925
Lerma
Bricola Mario
Vincenzo
11-4-1923
Parodi Ligure
Bricola Pio
Giacomo
1923
Gavi
Buffarello Alfonso
Gio Batta
21-3-1925
Tassarolo
Calcagno Adriano
Lorenzo
29-4-1921
Ge-Pontedecimo
Cambiaso Agostino
Pietro
31-7-1925
Ge-Sampierdarena
Cambiaso Pietro
G.B.
1-3-1925
Campomorone
Camera Pio
Pietro
29-1-1924
Ovada
Canepa Rocco Renato
Angelo nato
11-4-1925
Ovada
Carrea Cesare
Giuseppe
11-9-1925
Gavi
Carrea Ferdinando
Vincenzo
25-6-1923
Gavi
Carrea Rino
Edoardo
25-3-1924
Serravalle Scrivia
Carretta Rinaldo
Camillo
1922
Sardigliano
Cartasegna Emanuele
Costantino
27-2-1925
Parodi Ligure
Casanno Armando
Giacomo
1925
Ge-Sampierdarena
Cassano Carlo
Angelo
2-3-1924
Gavi
Cassano Giacomo
Angelo
2-3-1924
Gavi
Castelli Filippo
Santo
1925
Mazzara del Vallo
Chiappelia Albino
Albino
8-6- 1922
Serravalle Scrivia
Chiesa Mirko
Ernesto
2 1-9-1923
Albenga
Cipollina Aldo
Graziano
6-10-1923
Gavi
Conte Giovanni
Lorenzo
1925
Cosso Paolo
Emilio
1-5-1925
Serravalle Scrivia
Cremonte Carlo
Giuseppe
11-1- 1923
Serravalle Scrivia
Fasciolo Antonio
Agostino
1923
Capriata d'Orba
Ferrari Francesco
Luigi
1928
S. Cristoforo
Ferrari Armando
Lorenzo
1925
Basaluzzo
Fossati Aldo
Giuseppe nato
12-1-1924
Gavi
Castaldo Giovanni
Giuseppe
18-3-1922
Serravalle Scrivia
Castaldo Giovanni
Gerolamo
15-11-1925
Bosio
Gemme Aldo
Carlo
30-9-1925
Gavi
Gemme Andrea
Luigi
17-12-1922
Tassarolo
Ghiglione Giuseppe
Francesco
19-3-1923
Ge-Pontedecimo
Ghio Emilio
Mario
1925
Bosio
Ghio Giacomo
Pietro
25-10-1925
Bosio
Ghio Mario
Giovanni
24-2-1925
Bosio
Ghio Mattia
Amedeo
30-7-1905
Bosio
Grosso Enrico
Giuseppe
18-11-1922
Serravalle Scrivia
Grosso Luigi
18-11-1923
Bosio
Grosso Pietro
1-5-1925
Serravalle Scrivia
Icardi Enzo
Carlo
28-4-1925
Serravalle Scrivia
Marini Ilio
Martinetti Luigi
Giuseppe
1922
Ge-Sampierdarena
Massa Giacomo
Roberto
9-2-1923
Gavi
Massa Giuseppe
G.B.
22-8-1921
Gavi
Mazzarello Amedeo
Francesco
26-1-1924
Francavilla B.
Mazzarello Elio
Sevenno
6-8-1924
Serravalle Scrivia
Merlo Enrico
Pietro
3-5-1925
Bosio
Merlo Luigi
Giovanni
16-4-1921
Bosio
Merlo Renato
Luigi
20-12-1923
Bosio
Minetti Pietro
Agostino
16-5-1925
Predosa
Molinari Emilio
8-6- 1923
Bosio
Montaldo Ambrogio
Andrea
1922
Bosio
Montecucco Enrico
Paolo
28-4-1925
Serravalle Scrivia
Montobbio Lorenzo
Luigi
1924
Capriata d'Orba
Odino Luigi
G.B.
1925
Carosio
Palmieri Virginio
Luigi
28-7-1924
Ge-Pontedecimo
Pasino Pietro
Natale
23-3-1924
Torino
Paravidino Antonio
Sebastiano
24-7-1925
Roccagrimalda
Pastorino Romeo
Giuseppe
1924
Ovada
Pestarino Biagio
Giovanni
1925
Capriata d'Orba
Piccin Ferruccio
Antonio
1925
Lerma
Podestà Stefano
Giuseppe
15-9-1922
Novi Ligure
Ponta Giacomo
Carlo
12-3-1922
Arquata Scrivia
Ponte Giovanni
Gaetano
24-5-1922
Bosio
Pontiggia Giuseppe
Ernesto
12-3-1924
Serravalle Scrivia
Porcile Giovanni
Giuseppe
1925
S. Olcese
Prati Bruno
Maurizio
1925
Tortona
Profumo Angelo
G. B.
18-6-1908
Ge-Pontedecimo
Raineri Angelo
Giovanni
1924
Cassano Spinola
Rebora Gaetano
Giuseppe
12-3-1944
Francavilla B
Robello Giovanni
Angelo
21-3-1923
Arquata Scrivia
Sancristofaro Angelo
Tomaso
10-2-1925
Serravalle Scrivia
Sobrero Pasquale
Maurizio
1925
Cassano Spinola
Segagiiari Lorenzo
Romildo
26-6-1925
Serravalle Scrivia
Traverso Ernesto
Giovanni
1924
Carrosio
Traverso Luigi
Bendetto
1924
Gavi
Traverso Luigi
Paolo
3-7-1925
Francavilla B.
Trassardi Marco
Ermenegildo
1925
Clusone
Tulipan Ezio
Luigi
21-5-1925
Novi Ligure
Verardo Arturo
Agostino
8-3-1924
Ge-Pontedecimo
A questi vanno aggiunti quanti morirono in combattimento e tutti i rastrellati deportati nei lager nazisti.
Coordinamento editoriale
e predisposizione per la pubblicazione
sul sito Internet dell'ANED:
Dario Venegoni Pagina94
Trasporto 104
Convoglio partito dal campo di Bolzano il 20 novembre 1944 con destinazione Mauthausen, dove giunse il 21 novembre 1944.
Sulla base della sequenza dei numeri di matricola attribuiti alla data di arrivo del convoglio (compresi tra il 110.179 e il 110.457), il totale dei deportati è di 284.
Riferimenti bibliografici: Falanga, pp. 89-91; Happacher, p. 43; Micheli, pp. 21-23; Morelli, p. 107; Tibaldi 1984.
Per scaricare il file PDF contenente informazioni dettagliate
sul campo di sterminio di Mauthausen fare click qui.
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