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CHIESA DI SAN CAMILLO

13 giugno 2007 - Altre
foto scattate durante la visita a Bucchianico
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BUCCHIANICO (CH)
Oggi è stata una giornata nuvolosa e siccome il sole non accennava
minimamente ad uscir fuori, abbiamo deciso di fare un salto a
Bucchianico, una cittadina che ho sempre visto in lontananza,
affacciandomi al balcone della casa di mio fratello, sita nel quartiere
di Chieti, Felippone. Da Francavilla a Chiati ci
vogliono appena 25 minuti di macchina e, una volta in città si prende
per Guardiagrele seguendo la strada che penetra nella valle del fiume
Alento. Dopo circa 5 Km. si gira a sinistra in una strada che, passando
presso la Madonna
dell'Assunta, sale (km
1.8) a Bucchianico, grosso paese al sommo di un'altura,
dall'interessante centro antico, purtroppo deturpato dalla mole del
moderno ospedale in vetta. La domenica prima del 24 maggio si celebra a
Bucchianico «la sagra dei
Banderesi », in onore
del patrono S. Urbano
e in ricordo della cacciata dei predoni turchi e di una sventata
invasione dei Chietini(1280), per resistere ai quali tutta la
popolazione dell'agro fu convocata al castello, dove le donne arrivarono
con grandi ceste sul capo, piene di vettovaglie. I Chietini, alla vista
di tanto movimento e temendo di avere a che fare con troppa numerosa
gente armata, rinunziarono all'impresa. Durante la sagra, ancor oggi le
donne si mettono in processione col carico delle offerte, e gli uomini,
mentre arrivano carri colmi di altre vettovaglie, danzano la
ciammaichella,
che consiste in ripetute evoluzioni a spirale, alludenti al gran
movimento dei pochi armati di allora, da cui il nemico fu tratto in
inganno. Un vitello viene poi immolato con un grande banchetto. Questa è
la patria di San Camillo
De Lellis
(1550-1614), fondatore dell'Ordine dei
Chierici Regolari,
ministri degli infermi. In via della Cappellina è situata la casa natale
con la stalla ove il santo nacque.
.
All'inizio del paese c'è la chiesetta di San Antonio, la più antica del
paese, che ha parti del secolo X. Segue poi quella di San Urbano, una
grande costruzione in cotto del secolo XIV, ( purtroppo chiusa, quando
noi lo abbiamo visitata ) restaurata dopo la II guerra con, nell'abside,
un Crocifisso ligneo dipinto, del secolo XIV. Nella parte alta, al
termine della strada principale, a sinistra, c'è la chiesa Santuario di
San Camillo, la cui costruzione fu iniziata dallo stesso Santo nella
prima metà del 1600 (la facciata è però del 1921). Interno a una navata,
all'altar maggiore, marmi preziosi e bronzi dorati (1964), con un
prospetto barocco ligneo e dorato e con colonne tortili. A destra
dell'altare, un tronetto portatile con un busto di San Camillo, una
scultura lignea policroma e dorata, eseguita nel 1746 in occasione della
sua canonizzazione. Nella cripta, ai piedi della scala, si possono
ammirare due candelabri di bronzo dorato di arte francese (sec. XVIII);
inoltre ci sono vetrate e mosaici, rappresentanti
Morte e Gloria di San Camillo.
Nell'adiacente piazza Roma sorge la parrocchiale di San Francesco,
eretta nel 1290, rimaneggiata nel 1518, con un'alta facciata in cotto
settecentesca e affrescata all'interno da Domiziano Vallarola da Penne
(1774. Della primitiva costruzione conserva solo l'abside con volta a
crostoloni. A sinistra c'è il Municipio alloggiato nell'ex convento, dal
cui cortile, già chiostro, si vede il campanile trecentesco di San
Francesco un tempo troncato in altezza, e recentemente completato. Si
riprende la statale ammirando il panorama sulle colline che si stendono
fin verso Ortona a mare. Si prosegue poi sul lungo crinale, tra il fiume
Alento e il fosso Lo Rio per arrivare fino al passo di Colle Spaccato
per godere il magnifico panorama dalla Maiella al Gran Sasso, di Chieti
e del mare Adriatico. Si ridiscende poi lentamente la bella valle del
fiume Foro per ritornare in fine a Chieti.
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13 giugno 2007 - Altre
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@enio
13 - giugno - 2007

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