"Se Lorenzo – protagonista del romanzo – fosse nato altrove e in un altro tempo storico, "In un tempo andato con biglietto di ritorno" non sarebbe stato la stessa cosa. Questo perché il vero grande protagonista dell’opera è il tempo: gli anni ’70"
L'Idea n. 119 - marzo 2007
"Affascinante è il rapporto più surreale e interiore che lega Lorenzo al suo alter-ego: l’Angelo. Questo rappresenta tante immagini-simbolo: angelo-musa della sua poesia, angelo custode ai suoi richiami d’infanzia, angelo maledetto come alieno e decaduto, angelo confidente, angelo cosciente. Escamotage linguistico-letterario per consegnare nelle mani del lettore la psiche più intima del protagonista. Magistrale in questo, il tocco dell’autore che riesce a riportare fedelmente agli occhi del lettore le spinte contrastanti del pensiero umano"
La Voce di Tutti - Marica Recchiuti
"Curiosa è la vita, un enorme errare ha portato Lorenzo al punto di partenza, a una chiacchierata con gli amici, a scoprire che forse ai sogni non bisogna mai chiedere se si avvereranno o no, bisogna solo viverli. In conclusione un ottimo libro che , tra l’altro, dà enorme importanza alla musica, citata dall’autore innumerevoli volte, ancora di salvezza nei momenti difficili del protagonista"
Beautiful Freaks - Marco Daniel O’Dowd
"Il finale a sorpresa del libro apre una porta su come determinate
amicizie possano essere durevoli e ripresentarsi inaspettate nel
corso della vita, quando orami le scelte personali hanno preso le
distanze da tutto quello che ilpassato ha rappresentato."
Rosa Selvaggia - Mensile musicale - Scream
"L’approccio alla lettura può risultare quasi violento perché i ventenni di oggi hanno solo una vaga idea di cosa sono stati i turbolenti anni ’70 e anche perché l’autore punta diritto al coinvolgimento nella narrazione. Tuttavia, una volta lasciate le convinzioni che spesso ha chi quel periodo non l’ha vissuto, le pagine scorrono svelte."
www.flashgiovani.it
"assillante presenza della musica tra le sue pagine.
Elemento che, da Nick Hornby in avanti, è ormai entrato
prepotentemente nella narrativa nostrana fino a fagocitare
le capacità auto-sinestesiche del lettore (vedi Lucarelli
tanto per citarne uno)."
Blow up - Mensile musicale - Michele Coralli
"Gli anni ’70 sono come una canzone di Bob Dylan: uno scrigno colorato dentro cui vive una musa sempre pronta a suggerire qualcosa da raccontare.
La sfida di Pietrangeli, colta appieno, è quella di schivare qualsiasi superficialità, dipingendo quell’epoca
esattamente nel modo in cui la ritrarrebbe chi non l’ha vissuta ma solo conosciuta indirettamente. Questo libro trasuda emozioni, libertà
e musica... Gli anni ’70 qui proseguono il mosaico della storia (giovanile) ma ne rivelano anche quelle che
son state le contraddizioni"
"Coinvolge il lettore, avvincente fino alla fine.
Una rivisitazione creativa dell'immaginario con l'autore che narra con distacco
osservando gli eventi"
Omero - Vincenzo Muscarella
"tra le particolari capacità che un romanzo può possedere, quella di
suscitare immagini, di stimolare un contrappunto visivo della
parola scritta, permette una gratificazione diretta e immediata al lettore"
Presenze - Luigi Pumpo
"Una colonna sonora costituita da un'attenta e squisita selezione musicale,presenza eloquente e continua, in grado di contribuire all'ambientazione del romanzo stesso"
Vintage! n° 4 - Beat-Psich magazine
"Questo bel libro di Enrico Pietrangeli è un viaggio nel tempo. Il biglietto di andata, di seconda classe, è per l’epoca turbolenta degli anni Settanta. "
Vario n° 57 - rivista
"fresco, frizzante e vitale, l'esordio narrativo di Enrico Pietrangeli si legge tutto d'un fiato e riporta alla mente - o permette di scoprire a chi, come me, non era ancora nato negli anni in cui è ambientata la prima parte del romanzo - un passato non proprio dimenticato, ma spesso ingenuamente semplificato, una storia recente ma di cui non sempre abbiamo chiara memoria, sovrapponendo e amalgamando senza criteri terrorismo, BR, spinelli, libertà sessuale e manifestazioni"
Antonio Benforte - Osservatorio Letterario
"Filo conduttore la musica, per un lavoro che è, sicuramente, apertura su produzioni future le quali, sono certa, avranno la solidità della maturità letteraria. Buono l’impianto che ha spazio per miglioramenti. Aspettiamo, suggerendone la lettura."
www.nonsololink.com - Alessia Biasiolo
"Buona prova per l’esordiente Enrico Pietrangeli che oltre un bello stile, prosa mista a poesia, dimostra una preparazione storica e culturale di alto spessore…consiglio di leggere il libro."
www.fuoriditesta.it - Patrizia Bionda
“In un tempo andato con biglietto di ritorno”, di Enrico Pietrangeli, è la storia di Lorenzo, un ragazzo che si ritrova “inaspettatamente” diciassettenne sul finire degli anni Settanta. Viaggi, amicizie, musica, spiritualità."
www.raramente.net
"Chi ha vissuto gli anni Settanta si immedesimerà più di altri in questa intrigante storia di vita che,
oltre a farsi leggere, si fa in un certo senso...ascoltare"
Toni Trombetta - Raro - Mensile di collezionismo e cultura musicale
"Un romanzo ben ambientato e radicato in un'epoca di storia piena di miti e falsi miti, quegli anni Settanta che hanno rappresentato per molti un'epoca a parte"
www.xtm.it - Stefano De Stefano
"Enrico Pietrangeli, poeta e traduttore, si cimenta con la forma romanzo, servendosi di una narrazione articolata in brevi capitoli, ognuno dei quali racconta le diverse esperienze di Lorenzo, adolescente romano, e dei suoi amici.
Lorenzo, con Paolo, Walter e gli altri giovani che animano le pagine di In un tempo andato con biglietto di ritorno, vivono diverse esperienze e, le loro esistenze, si fondono con quello scorcio di anni’70 che Pietrangeli ritrae con straordinaria lucidità"
Non Solo Cinema - Flavia Crisanti
"anni ’70 - anni 'nati dal fracasso', ricordava un altro Pietrangeli, quel Paolo simbolo anch’egli di un’epoca che non c’è più – pur avendo portato grandi cambiamenti di costume, sono oggi un ricordo per lo più negativo. Un libro come questo restituisce invece la vitalità palpitante e l'intensità di quegli anni: contradditori sì, ma vissuti."
Il Sannio Quotidiano - Donato Zoppo
"Un libro coinvolgente in cui si respira tutta l'atmosfera di fine Anni Settanta. L'amicizia, l'amore, la musica, il sesso, le esperienze chimiche dei giovani, e al centro lui: Lorenzo. E' attraverso il protagonista che si entra in contatto con un mondo lontano quasi trent'anni, coi suoi aspetti particolari, le sue contraddizioni, le sue difficoltà. "
Liberalia - Eliselle
"A legare ogni momento del romanzo troveremo le canzoni che hanno interpretato un nuovo modo di intendere, concepire e
ascoltare la musica. Un modo che ancora oggi viene considerato irripetibile.
La lettura scorre veloce e non poteva mancare il finale a sorpresa: durante il viaggio di ritorno ai giorni nostri la
'macchina del tempo' narrativa metterà sulla strada di Lorenzo un nuovo personaggio. Per sapere chi è non vi resta che
leggere 'In un tempo andata con biglietto di ritorno'!"
Aphorism - Luigi De Luca
"leggere il libro di Pietrangeli è stato come vivere in prima persona i sentimenti che si provavano vedendo il finale del film Sapore di Mare dei famigerati fratelli Vanzina, quando i protagonisti si ritrovano a ricordare i bei momenti vissuti assieme durante l'estate di circa vent'anni prima. Il sentimento triste della consapevolezza che quei momenti di gioventù non torneranno e che i protagonisti sono cambiati col tempo"
Musica Progressiva - Daniele Cutali
“Sono gli anni in cui qualcosa nel mondo è cambiato, gli anni in cui il gap generazionale è stato subito evidente e ha portato spesso a un continuo confronto e contrasto tra padri e figli. Oggi si ricorda il “movimento”, quella tentata rivoluzione che si è persa gradualmente nelle strade e nelle piazze, ma forse sarebbe più esatto parlare di ‘stagione dei sogni’ ”
Stradanove – Davide Potente
“ragazzi adolescenti che incontrano le prime difficoltà della vita, le prime esperienze amorose, le amarezze, l'incomprensione, tutto contornato dalla musica di quegli anni. Enrico Pietrangeli attraverso i suoi personaggi, comuni ragazzi alle prese con la quotidianità, racconta una generazione spesso violata da situazioni come i genitori separati, o condizionata da emergenti movimenti politici”
ModicaInfo - Piero Pace
"non trascura niente, inclusa una lucida autocritica, donandoci momenti
esilaranti accompagnati da riflessioni profonde su un capitolo importantissimo
di storia e costume del nostro bel paese. Sicuramente da leggere"
Dolce Vita - mensile
"romanzo piuttosto interessante e “colorito” ke e’ ambientato negli anni settanta. I soggetti principali sono lo stato oppure “modus vivendi” di
quell’epoca (maggiormente a Roma e dintorni) e la Musica, con fermate sia sulla scena musicale Italiana ke quella straniera."
WEBNEWS L'Occhio -Viaggio Musicale di Melody Fox
"Ritornano gli anni settanta, sono passati ed hanno lasciato il loro segno e i loro segnali. Che dire, forse Enrico Pietrangeli c'era, forse ha fatto finta
di esserci ma non importa. La sua sfiga è che prima c'è stato Marcel Proust, dopo Jack Kerouac e scrivere di ricordi personali (troppo personali) è come
suonare a Woodstock dopo Jimi Hendrix."
Ettore Manzilli - Iyezine
"Lorenzo è un perfetto cicerone che ci accompagna nelle vita generazionale dell’epoca dove la cultura non è banale, ma ci fa sopratutto apprezzare quello che di più singolare e intelligente si vive con gli occhi dei vent’anni nel periodo più prolifero della nostra storia recente."
Attilio Sorice - www.rockshock.it
"affresco, talvolta ironico talvolta amaro, ma sempre poetico di una generazione - quella degli anni '70 - con i suoi sogni, i suoi ideali, le sue speranze"
Tino Tozzi - Sezione Musica
"Il romanzo è un'originale fotografia dei tempi passati che per merito di una penna vivace e solida ritornano attuali come non mai. Un romanzo di formazione che si legge in un baleno, tanto il suo stile è scorrevole"
Barbara Sarri - Quadrante Ovest - settimanale
"Istantanee di un'estate indimenticabile, vissuta anima e corpo con la famelica curiosità dell'adolescenza, sul finire degli anni Settanta. Gli amori, i sogni di gloria, la musica, i genitori rompiballe, la droga, la politica, l'Oriente, il sesso, l'autostop… tappe di uno psichedelico viaggio tutto in accelerata, vissuto pienamente e pericolosamente fino all'amara stazione d'arrivo: quella della perdita dell'innocenza e dell'ingresso nell'età adulta"
Carla Arduini - www.lettera.com
"musica: non solo quella cantautoriale impegnata che accompagnava l'ansia di rinnovamento e le battaglie politiche, ma tutta la musica. Si può dire che il lavoro di Pietrangeli sia un romanzo musicale, dove per ogni occasione, per ogni esperienza esiste una colonna sonora ed è davvero ammirabile la conoscenza e competenza che l'autore dimostra in questo ambito"
Marina Monego - www.lankelot.com
"La bravura di Pietrangeli sta nel tratteggiare i caratteri, nel fornire un 'repertorio' quasi fotografico di un periodo recente della nostra storia politica e di costume, narrando le vite di ragazzi non straordinari, che non hanno fatto nulla di eccezionale se non condurre la propria vita, tra aspirazioni mancate, illusioni, viaggi ed esperienze, in un paese che stava subendo una mutazione sostanziale"
Luciano Pagano - www.musicaos.com
"Ironia che si manifesta soprattutto a livello di scrittura, con una mescolanza continua di italiano colto, perfino aulico, e gergo giovanile: una scelta certo non sempre felice, esposta com'è al pericolo di cadute nel grottesco, ma che comunque serve a stimolare l'interesse del lettore"
Elisa Marca - www.cut-up.net
"Un libro che non può non affascinare ed attrarre, di quelli che cominci a leggerlo e non riesci a smettere finché non l'hai finito (perlomeno, a me è successo così... una notte in bianco, ma senza rimpianti). Un libro che non è solo intrattenimento, ma che fa riflettere. Che testimonia in modo vivido un periodo storico di cui tutti parlano, ma di cui, spesso, vengono tralasciate le situazioni reali"
Max - www.erbadellastrega.it
"racconta un tempo in cui tutto era simbolo: i dischi, i cantanti, le bandiere americane, l'India, tutto rappresentava una qualche sfumatura ideologica da discutere, definire, abbracciare o rifiutare. Oggi che i simboli sono mutati in loghi, cioè immagini evocative, universalmente note, ma senza un'ideologia alle spalle, è utile rievocare quell'epoca di illusioni"
Giuliano Giulianini - Vivi il Centro - mensile
"Lorenzo è un diciassette inquieto nella turbolenta fine degli anni Settanta. I genitori sono separati - il padre ha un'amante mentre la madre se ne infischia di lui - ed è stato bocciato in quarta liceo. A complicargli ulteriormente la vita c'è un angelo che gli invia criptici messaggi, talvolta leggibili per strada sui cartelloni pubblicitari"
Gennaro Chierchia - www.gcwriters.org
"Un romanzo di scorrevole lettura, che riporta indietro nel tempo chi ha vissuto gli anni settanta, e che stimola la fantasia e la curiosità di chi non li ha vissuti. Una lettura piacevole ed istruttiva da un autore che ho avuto già il piacere di ospitare sulla nostra rivista e che ho iniziato ad apprezzare anche come romanziere"
Massimo Acciai - www.isegretidipulcinella.it
"Roma avvincente e godibile in una narrazione degli anni '70"
Giuseppe Penza - L'Infinito
"Nonostante le speranze deluse e le promesse sbagliate di quegli anni (eroina, terrorismo e compromesso storico compresi), gli occhi dei vent'anni sopravvivono allo scorrere del tempo in questa storia che segue il suo protagonista in tutte le stazioni della sua "formazione", temi topici di ogni vicenda come l'amore e la morte, l'impegno e lo sradicamento, l'esilio e il ritorno"
Claudio Comandini - Controluce - mensile
"Difficile cristallizzare l'adolescenza, sospenderla per eternarla: perché l'adolescenza di quei rivoluzionari era più irriverente, più sfrontata e oltraggiosa ancora, e le loro prime volte sembravano non finire mai. La ricerca della verità era sperimentazione di tutto - s'andava a cancellare gli ultimi limiti, sognando liberazione e rigenerazione. L'etica coincideva con l'utopia"