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Estratto dalla Rassegna Stampa >


Prospektiva del 11/01 "La poesia è una delle arti che quotidianamente subisce affronti e pesanti insulti. Chi si cimenta dovrebbe usare guanti e occhi lindi e affondare il bisturi solo su corpi conosciuti. Pietrangeli è uno di quegli autori che conosce l'arte e amabilmente (ma con la dovuta è desiderata cattiveria) ci dona liriche di grande pregio"

Rockerilla del 05/01 "Si tratta di un'ottima edizione cartacea, ben curata nella nota introduttiva da F. De Girolamo,ed in grado di aprire e manifestare completamente la versatilità dell'autore romano"

Poesia del 07/01 "Ha ragione Scartaghiande nel vedervi-la presenza di un Penna più intimamente ontologico e fondativo di un pensiero-aggiungerei l'inventiva di Bellezza e certi vertiginosi azzardi di erotismo notturno"

Tam Tam del 11/01 "Il risultato appare sublime e per scoprire la ricchezza di questi versi è necessario rileggerli più volte"

Il Foglio Letterario del 11/01 "Atmosfera trasgressiva, parole forti, frasi erotiche: ci sarebbero tutti gli elementi per considerare questo libro un ennesimo esperimento post sessantottino. Ma Pietrangeli va molto, molto oltre."

Punto di Vista del 12/01 "L'inciso da un maudit qual'è Tristan Corbiere ci da il percorso di una poetica ov'è presente la materia, il senso biologico della putrefazione"

Freak Out del 03/02 "Pietrangeli esprime una poetica dimentica dell'ipocrisia e della menzogna che rende tutto conforme, e accomoda lo spirito adagiandolo al mortifero"

Babilonia del 05/02 "Un ritorno disincantato e originale, al disordinato archivio degli anni settanta"

Stradanove del 03/02 "E' una miscela esplosiva questo libro esile, che in appena una cinquantina di pagine rischiara le coscienze"

L'Aurora del 06/02 "Il compito del poeta, che una volta era quello di celebrare, oggi diventa quello di denunciare la natura corrotta dell'essere umano"

Storie del 06/02 "Una voce ferma, non propriamente disillusa, neppure nostalgica. Ancora capace di mantenere una libertà vera, quella delle idee"

Alla Bottega del 04/02 "Si entra quella magica alchimia in cui le parole riescono a fissare nella carta un'esistenza, o meglio, quel fragile ed impossibile attimo in cui ogni parola tocca una corda emotiva con elegante armonia, distacco sofferto e profonda eternità"

ViviRoma del 07/02 "Leggendolo non si puo' non restare partecipi della spiccata capacità di comunicare piena vitalità dei sensi, laddove non tutto sembra godere di ottima salute"

Poiein del 07/02 "molti, invero, scrivono molto meno bene di come sa scrivere Pietrangeli"

Erroneo del 07/02 "Raffinata sensibilità estetica e umana, forte tensione religiosa, poca rabbia (forse), disprezzo, non troppo ostentato, per l'effimero in cui siamo immersi e per i suoi miti (i mercanti o l'astronave in cartapesta), un po' di moralismo della serie "nonticurardiloroepassa". Pietrangeli, almeno in questa raccolta, appare un puro, un iconoclasta poco rumoroso

Vernice n° 19/20 "il romano Enrico Pietrangeli, in attesa della prossima pubblicazione del suo primo romanzo ambientato nei tardi e turbolenti anni settanta, ha fatto uscire il suo primo libro in versi"

Il Laboratorio del Segnalibro n° 8 del 03/02 "Un pathos creato da un vissuto brulicante ed indocile"

Kultunderground del 10/01 "Il pazzo, è una lirica di essenziale e penetrante autenticità, sconvolgente in quella assoluta visione della follia - dello sguardo di un folle come fonte di verità inesplorate"

Blackdiamondbay del 11/01 "Niente false ipocrisie, niente nostalgico rimpianto: semplicemente il racconto nudo, ruvido, dolce amaro di chi guarda il passato con disincanto da lontano, di - un libero codardo / abbandonato alla schiava ragione / di ogni anarchico sentimento. - "

Lettera del 11/01 "Una raccolta di poesie di un autore emergente; nello stile e nell'uso del linguaggio si riconoscono nettamente influenze di Dario Bellezza e di suoi contemporanei."

Noiastop del 11/01 "Di amore, di morte. Cos'altro è la vita se non questo? Ed infatti leggere questa raccolta di poesie ruvide e moderne è come ripercorrere le immagini impresse nell'animo dell'autore dalla vita, e a volte sono immagini che ci appartengono"

Bookplayer del 06/02 "Quest'opera è dotata di un intimo senso della trascendenza, che si percepisce con continuità nelle strofe: una ricerca del Sé che sia esterno da sé, un continuo vagare di meta in meta, di sensazione in sensazione, verso una serenità e una quiete lontane, che appartengono unicamente al mondo transeunte dell'hic et nunc, del qui e ora."

Miroir del 09/02 "Pietrangeli pare indurci a riflettere sulle poche certezze o meglio sulle molte incertezze della nostra vita, e lo fa quasi sottovoce, quasi non volesse disturbarci troppo salvo poi rimescolare la nostra falsa sicurezza con descrizioni quasi violente del suo voler essere carne e sangue, promessa di vita come mera anticipazione del suo disfacimento."

Corrente Alternata del 07/02 "Evitando compiacimenti gratuiti scava nell'animo umano e lo sorregge in questo suo dibattersi tra i marosi di quest'epoca così bassamente morale ed eticamente inconsistente. Mi pare di riscontrare in tutto l'impianto dell'opera un respiro, oserei dire, quasi biblico"

L'Ortica del 06/02 "La sua metafora della vita è tutta concentrata tra l'essere e il trascendere, la realtà e il mistero, il sentimento pazzo del tempo e la maledizione della poesia"

Letteratour del 12/02 "Una moderna interpretazione di temi antichi come l'amore e la morte, una rivisitazione assolutamente personale degli anni '70, un clima urbano fatto di musica, incontri e solitudine"

Spiritualsearch del 01/03 "Un poeta che ha saputo vivere immerso totalmente in quell'esperienza, ma che ha anche saputo trovare quei momenti così particolari, di distacco e immedesimazione in cui nasce la scrittura, in cui il tempo e la realtà sono "catturati" e "racchiusi" in una forma."

Sherwood del 01/03 "l’umanità va comprimendosi e soffocando in una terra che vela la terra, e il poeta pare accorgersene e danzare nel cerchio sconsacrato delle divinità e delle illusioni perdute."

Cultura e Libri n° 138 "Leggendo e rileggendo le poesie di Pietrangeli, non ci si sottrae dalla sensazione di attraversare due mondi paralleli, estremamente dissimili e lontani"

Antelitteram del 01/03 " - Avrei potuto essere altrove… - , si definisce con un primo verso la biografia di Enrico Pietrangeli, ma non è che un verso. Uno di quelli contenuti nel suo libro "Di amore, di morte", legato alla musica e ai frammenti di una generazione, quella degli anni '70."

Agrigento 91 del 03/03 "al di là del suo apparente disincanto, del suo “Baudelairismo”, per dirla con De Girolamo, in fondo fa trasparire nella sua poesia la sua ansia di un mondo migliore, anche nell’attuale tecnologia imperante"

Atelier del 03/03 "Il testo presenta aperture poetiche di grande pregio, soprattutto nei momenti in cui il paesaggio e il gesto si impregnano di quella vena di malinconia che scorre sotto ogni parola. Sotto il profilo tematico colpisce l'accanita lotta tra il "qui" e l'"oltre", tra il desiderio e il limite del reale, tra l'amore per la vita e l'ineluttabilità della morte."

RCS Libri del 06/03 "A Mosaic è una poesia molto particolare, per capirla appieno bisognerebbe visitare il suo sito personale, www.diamoredimorte.too.it. Pietrangeli è un poeta molto interessante e molto presente in rete"

L'opinione del 27/09/03 "Un libro della Teseo Editore ripropone la meteora esistenziale e poetica del bretone Tristan Corbière"

Gradiva del 11/03 "in lui vince e convince l'urgenza, il piglio, il turgore del verso, la serena disperazione del proprio io finalmente vissuto, dannato, espiato, e non più, come accade spesso, recitato, ammannito, adulterato"

Aphorism del 09/04 " stralci di vita vissuta e spremuta fino in fondo. Tra un’invettiva religiosa, richiami alla poesia “maledetta” , stralci di “settantismo”, strizza l’occhio all’era digitale. Vocaboli scelti, sempre azzecati e ben pesati"

Soglie Anno IV° n°3 " una ricognizione di risentita autenticità nell'attraversamento del negativo contemporaneo"

Progetto Babele n°12 " Chi mi aiuterà ad affermare che ll poeta non è un fuggiasco o un disertore? Forse...Enrico Pietrangeli? Puo' darsi...Anzi, ne sono certo! Perché si tratta di un autore che si confronta con gli strati più intimi, corposi e corporei della realtà, senza cercare minimamente di eluderli o scansarli"

Sesto Acuto n° 4 - '05 "Questa tua elegia senza indugi trova pieno diritto di cittadinanza nel nostro animo, dove scorazzano ormai da tempo memorabile soltanto predoni mascherati da poeta"

Controluce n° 1 - '06 "Quelli di Pietrangeli sono versi irregolari nei quali s'intravede non tanto la ricerca di armonia o di una qualsivoglia regola, quanto la volontà di dare consistenza all'esperienza presente e prendere le distanze dal passato, quasi a salvarsi dal doppio rischio di uno stantio ricordare o di annegare nell'oblio una parte di noi"

 

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