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Cronaca da un ordinario
concorso
Rispondendo
all’invito rivoltomi dall’amico Nino Esposito , con il quale ho
avuto modo di commentare in situ quanto tra poco esporrò , mi
accingo a fare delle considerazioni , a titolo strettamente
personale , su quanto accaduto durante l’ultimo concorso di dressage
svoltosi presso il c.i.a. (circolo ippico agnano) nei giorni 21 e 22
ottobre .
Premesso che, non essendo un
agonista e non avendo figlioli ne nipoti o quant’altro che
pratichino l’equitazione , non ho nessun interesse personale nel
rilevare quelle anomalie ( o per me tali) emerse durante lo
svolgimento di
detto evento , essendo spinto unicamente da un impulso irrefrenabile
che fin dai tempi della mia gioventù ( oggi ho cinquantacinque anni)
mi spinge ad avere una attrazione fatale verso la correttezza ,
nonché da un amore viscerale che da vari lustri mi lega ai cavalli ,
a costo di grandi sacrifici fisici ,”morali”nonché economici .
Il fatto però che
non sia un agonista , non vuol dire che non abbia cercato in tutti
questi anni di migliorare il mio modesto bagaglio di conoscenza
equestre , il che mi ha portato a girovagare ,nel tempo libero , tra
Francia , Spagna e buona parte d’Italia alla ricerca di nuove
esperienze e conoscenze , ed oggi sono il felice possessore di due
stalloni Iberici con i quali, in camera caritatis continuo questo
mio viaggio nel mondo dei cavalli .
Fatto questo
cappello che , seppur tedioso, mi sembrava indispensabile , essendo
,per la maggior parte dei frequentatori di questo sito il mio nome
sconosciuto almeno quanto il Carneade di manzoniana memoria ,
veniamo ai fatti : invitato dal mio amico avv. Sergio Mancino papà
di Raffaellina , attualmente campionessa regionale juniores ,
decido di dedicare l’intero fine settimana ad essere spettatore
dell’evento di cui sopra , sia perché una due giorni dedicata
interamente al dressage in Campania è rara avis , sia per il piacere
di passare due giorni con gli amici Mancino .
Ebbene durante lo
svolgimento di detto concorso sono stato testimone di almeno tre “
anomalie “ delle quali mi piace rendere partecipi i lettori di
questo sito .
Primo episodio :
domenica 22 dopo l’esecuzione della kur F (free style) Raffaella
Mancino ottenuta la scheda di valutazione me la mostra e mi fa
notare che nella valutazione dei circoli al galoppo rovescio aveva
ottenuto dal giudice dott. Adriano Capuzzo ( presidente di giuria)
una valutazione molto bassa con la motivazione che la giovane
amazzone aveva eseguito detti circoli impugnando le redini in una
sola mano .
Ben conscio che il
regolamento in vigore consente nelle riprese free style tale
possibilità di scelta da parte del cavaliere , anzi detta opzione è
considerata esecuzione di maggiore difficoltà, mi sono avvicinato al
dott Capuzzo chiedendo spiegazioni al riguardo , mi sono sentito
rispondere “ Quando mai nel dressage è consentito tale modo di
tenere le redini “ A questo punto scatta la caccia al regolamento
(in segreteria non c’era) , coinvolgo la mia amica Susy Rosanova ,
che poverina inizia una affannosa quanto infruttuosa ricerca nella
sua macchina ( Susy era perfettamente a conoscenza di tale articolo
del regolamento) , nel frattempo interviene , per fortuna , l’altro
giudice dott.Vittorio Saccardo il quale era in possesso del
regolamento , consultato il medesimo ne consegue che il dott Capuzzo
aveva clamorosamente torto , non immaginate quale è stato il mio
stupore quando con un ineffabile sorriso il dott.Capuzzo mi
ringrazia per aver colmato una sua lacuna ammettendo di essere
fermo ai regolamenti di un bel po’ di tempo fa .
Laudatur Domine ,
dopo una consultazione tra il giudice Capuzzo ed il giudice
Saccardo la valutazione della giudicanda è stata rivista . Ma non è
questo il punto , mi chiedo : quale rispetto viene dimostrato nei
confronti dei concorrenti (che tra l’altro sborsano un sacco di
quattrini ) da giudici che non si prendono neanche la briga di
leggere i regolamenti aggiornati ? Quella bibbia cioè a cui essi
stessi devono rigorosamente attenersi e soprattutto quale messaggio
di approssimazione trasmettiamo a questi ragazzi , lo sport non
doveva essere educativo ? A Voi le risposte.
Secondo episodio :
sempre nella giornata di domenica il dott. Nino de Vivo annuncia a
mezzo altoparlante
Che il presidente
di giuria ( Sempre il dott. Capuzzo) ha una importante comunicazione
da fare ; quale era la comunicazione ? Ecco svelato l’arcano
l’ineffabile Giudice ci comunicava che la graduatoria della
categoria Kur F svolta il giorno prima veniva sovvertita perché
dalla postazione di uno dei giudici , a detta del giudice stesso non
era stato possibile valutare alcune figure di un concorrente per
mancanza di visuale dovuta al posizionamento stesso del gabbiotto ,
per cui per ragioni di equità , a detta del Cpuzzo il giudice in
questione aveva rivalutato a posteriori le dette figure sovvertendo
di conseguenza il giudizio finale . Ora mi domando e dico come può
questo giudice rivalutare a posteriori ciò che non ha visto,
avvalendosi dei filmati ? Avvalendosi di quanto riferito dagli altri
giudici oppure mezzo sfera di cristallo? Fermo restante che il
concorrente in questione è assolutamente incolpevole ,non sarebbe
stato più equo annullare tutta la categoria , chi ci garantisce a
questo punto che la visibilità degli altri concorrenti fosse
ottimale?
Terzo episodio :
domenica 22 durante l’esecuzione della kur M una delle concorrenti
ha eseguito la ripresa “ sotto dettatura” qualcuno a bordo campo si
sgolava urlando ,senza ritegno, alla detta concorrente (
incidentalmente vincitrice della categoria) cosa fare e come fare ,
e l’eliminazione per aiuti di compiacenza ? (vedi regolamento Fise
pag. 33 art. 10 il test non può essere letto) Anche in questo caso
secondo me la candidata è assolutamente incolpevole semmai qualche
colpa è di chi dovrebbe insegnare il rispetto delle regole come conditio sine qua non .
Signora Cipriano ,
La prego , prima di lamentarci della situazione del dressage in
Campania facciamo in modo che questi episodi diventino ,essi si ,
rara avis. Contento di essere solo uno spettatore lascio ai lettori
ogni altra considerazione .
Stefano Aruta
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