L' EQUITAZIONE VISTA DALLA PARTE DEL CAVALLO
Cari amici, mi presento:
sono Sammy, baio scuro con due balzane, una piccola lista bianca,
coda e criniera fluenti. Sono un cavallo da salto ostacoli, e vivo
in questa scuderia che state attraversando.
Come mi trovo?
beh, a dire la verità il cibo non manca, l’acqua e’ sempre fresca,
la paglia mordida…e poi spesso il mio “cavaliere” mi porta mele,
carote, zuccherini, caramelle…
certo, non è la vita del pascolo che facevo da piccolo, con i miei
compagni e le fattrici che ci facevano compagnia tenendoci d’occhio
da lontano!! ormai il gioco e’ finito, all’aria aperta passo si e
no un’ora al giorno, quelle belle galoppate criniera al vento e coda
alzate, eh si’, me le posso solo sognare la notte. il verde dei
prati non lo vedo piu’, solo la luce un po’ opaca che filra tra le
scuderie
mi annoio, e’ proprio vero, e’ per questo che quando finalmente mi
vengono a montare ed entro in maneggio, mi riviene quella “voglia di
pascolo” che mi fa correre in giro e magari ci scappa anche qualche
sgroppatina, così, tanto per stare allegri.
purtroppo il mio “cavaliere” proprio non gradisce questa mia
allegria, l’ho capito subito.
se sono un po’ troppo allegro un giorno, ecco che il giorno dopo,
specie se è quello della gara, arriva con una punturina. no, non fa
male, ma poi mi sento tutto strano, le voci ed i rumori diventano
ovattati, non ho più tanta forza per galoppare, la gola mi si secca
ed il cuore mi batte forte.in effetti, basterebbe che mi facesse
stare un po’ di più all’aperto,
e così non avrei quella voglia matta di “scappare” che mi prendedopo
23 ore e mezzo di box!
un altro problema è quando ci troviamo nel campo di gara, pronti ad
affrontare il percorso.
suona la campanella e giù, una bella gambata con lo sperone – a
volte, ahi!, a rotella – per iniziare : ma io lo so cosa si deve
fare, quando si sente quel suono.
comunque partiti, via, mi metto a galoppare verso il primo salto,
che è facile, facile, lo vedo benissimo.
ma il “cavaliere” non si fida di me, e quindi quando siamo vicini e
io sono pronto a saltare, con la mano destra tira più forte la
redine e poi subito le lascia tutte e due di botto.
Mi fai male, così, il morso che ho in bocca, quando tu tiri mi fa
pressione sulle barre, poi tutta la bocca diventa dolente!!
basterebbe una toccatina appena, e io capirei subito dove andare.
non vi dico quando siamo davanti a una gabbietta!
questo è un momento molto difficile, per me. io cerco di capire come
avvicinarmi al salto, come galoppare tra i due ostacoli, come
cercare di non far cadere quelle maledette barriere colorate…
ma lui, lui si innervosisce, si preoccupa, pensa che se una barriera
cade ha perso la faccia davanti agli amici ed alla fidanzatina,
perché deve assolutamente uscire dal campo “netto”.
e allora ricomincia: tira e molla con le mani, speroni nel costasto,
qualche volta anche un richiamo con la frusta (ma che ho fatto? sto
saltando e galoppando, o no?), e poi con le spalle mi cade un po’ a
destra ed un po’ a sinistra, che faccio una fatica a rimanere in
equilibrio, mauna fatica che non vi dico…. ed ecco che capita, la
barriera è caduta – ma, sappiatelo bene, non l’ho fatto apposta!!-
ci sono le penalità.
per me è il momento più brutto.niente più carezze, ma imprecazioni.
niente zuccherini, ma punizioni, con la frusta, con le mani, con i
passi indietro; si ricomincia a lavorare e saltare in campo prova
per “farmi capire”; vi assicuro amici, è proprio un brutto momento.
eppure io ce la metto tutta, cerco di darmi da fare, di stare
tranquillo, di dare tutta la mia forza e la mia attenzione al mio
“cavaliere”, in fondo io gli voglio bene anche se a volte non ci
capiamo, io gli voglio bene….lui chissà…..
Stefania Cerino
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