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Dressage
? che noia!!
di
Susi Rosanova
Chi fra
genitori, allievi o istruttori, non ha mai pensato o detto che noia
questo dressage,
non sapendo forse che quella tanto temuta parola non significa altro che
addestramento,
quindi lavoro in piano, base di qualsiasi disciplina equestre.
Ma lavorare in piano non significa spostare il cavallo da un punto
all’ altro del campo più o
meno preciso senza saltare, bensì è un’insieme di sensazioni e
osservazioni che un
cavaliere deve imparare a svolgere allo scopo di
rendere il suo cavallo leggero, pronto ai
comandi, rilassato e muscolarmente preparato per affrontare qualsiasi
sforzo fisico, dal
salto all’ endurance, dal dressage al semplice lavoro in maneggio.
Quello che chiediamo ai nostri ragazzi nelle loro prime gare di dressage
è di verificare sul
campo quanto sono padroni del loro cavallo,
possibilmente senza l’ aiuto della briglia, a
mio parere esagerata “ in mano” a degli allievi, dimostrare di aver
acquisito un assetto
funzionale, non rigido e sterile, ma morbido e pronto a seguire ogni
movimento del cavallo
rimanendo nel giusto equilibrio. Attraverso gli aiuti principali che
sono le gambe, le mani e
il peso del corpo, il cavaliere trasmette la sua
volontà al cavallo, creando un binomio
quanto
più possibile pronto all’ obbedienza, sottomesso, ma rilassato.
Il lavoro in piano paga, può sembrare noioso, ma è indispensabile per
chi vuole diventare
un cavaliere a tutti gli effetti in qualsiasi
disciplina agonistica o dilettantistica, il lavoro in
piano è la base, è il filo conduttore fra un
salto e l’ altro, è un insieme di emozioni e
sensazioni che faranno la differenza fra un
cavaliere con tatto equestre e un cavaliere
mediocre.
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