Ho fatto parte della Giuria del Concorso di Dressage presso il Centro
Ippico Hirpinia Hippos l'8 maggio di quest'anno.
Alcuni degli allievi partecipanti, al termine delle prove, mi hanno
chiesto delle spiegazioni in merito alle "note" che avevano
letto sulla propria scheda, il significato delle quali non sempre gli era
chiaro.
Ho apprezzato molto questi allievi.
Contemporaneamente ho pensato che potesse essere utile a tutti coloro
che si cimentano in queste prove non solo conoscere il significato puro e
semplice delle stesse, ma anche sapere come e perché esse si formano nel
giudizio del giudice.
Questo sito WEB mi dà l'opportunità di farlo e, nel caso ve ne fosse
l'interesse, di trasformare le poche e, spero, semplici cose che dirò in
una rubrica.
Cominciamo dall'inizio
Dal primo movimento, uguale per tutte le "riprese"
del livello E(elementari):
1. Entrare al trotto di lavoro- in X Alt. Immobilità.
Saluto - Partire al trotto di lavoro - in C pista a mano destra
(o sinistra).
Diciamo subito, come consiglio, che non è indifferente per
tutti i cavalli entrare a mano sinistra o a mano destra,
soprattutto perché nella maggioranza dei campi gara lo spazio
davanti al lato corto in "A" è spesso limitato. Il
vostro istruttore vi indicherà la mano migliore, tenendo conto
delle caratteristiche del cavallo e del vostro impiego degli
aiuti.
Prima di continuare facciamo però un artifizio, scomponiamo
il movimento in tre parti;
- prima parte: ingresso in A e trotto verso X;
- seconda parte: l'Alt ed il saluto;
- terza parte: partire al trotto di lavoro, pista a mano
destra (o sinistra).
Daremo quindi un giudizio su ciascuna parte, ciò che non
avviene nella realtà, in modo da rendersi conto di come si
forma il giudizio finale su tutto il movimento.
Ho scritto: non avviene nella realtà: Non è esatto. Non
avviene praticamente ma in realtà è proprio ciò che accade
velocemente nella testa del giudice.
(Evitiamo la scontata battuta: perché i giudici hanno una
testa?)
Bene. Siete entrati e muovete verso "X". (Prima
parte che giudicheremo come fosse un movimento completo.)
Al termine della gara potreste leggere sulla scheda una o più
di queste parole o proposizioni: "poca direzione",
"sbanda", "ondeggia", "avanza
poco", "più impulso".
Ciascuna di esse rimanda ad un unico difetto: la mancanza
d'impulso.
Eppure, nonostante sia unico il difetto, il voto (di uno
stesso giudice) sulla scheda dell'allievo "A" è
diverso da quello dell'allievo "B".
In una scheda si legge: "poco impulso", voto 6; in
un'altra: "sbanda", voto 5.
Una precisazione preliminare. I motivi per cui anche ad un
identico commento corrispondono voti diversi sono molteplici: ad
esempio la qualiotà dell'andatura "trotto" di ciascun
cavallo.
Ma ora non vogliamo parlare di quest'argomento, più
complesso, che tratteremo eventualmente un'altra volta. Vogliamo
solo esaminare il caso di due cavalli con qualità molto simili
che, apparentemente, muovono verso "X" con lo stesso
difetto, mancanza d'impulso, e sono giudicati in modo diverso.
Perché? Ebbene perché nelle proposizioni "avanza
poco" o "più impulso" è indicato solo il
difetto, la mancanza d'impulso, senza che null'altro vi si
aggiunga.
Nelle proposizioni "poca direzione",
"sbanda", "ondeggia", quel difetto è
aggravato da qualcosa d'altro.
Per esempio, da un diagonale più attivo dell'altro il quale
fa avanzare il cavallo tendenzialmente verso destra o verso
siniostra rendendo l'andatura, oltre che con poco impulso, poco
regolare.
Oppure da un "contatto" della mano del cavaliere
non pari sulle due redini, non continuo, intermittente
ecc. ecc.
Conseguentemente la leggera "irregolarità" (se
fosse più consistente il voto potrebbe essere ancora più
basso) o il "contatto" non giusto peggiorano il voto
rispetto a quello influenzato solo dalla mancanza d'impulso.
Dovremo ora cominciare a parlare della seconda parte: l'alt
ed il saluto.
Però per non annoiarvi troppo, posso aver dubbi sulla
quantità ma di annoiarvi sono certo, mi sono ripromesso di non
scrivere molto più di una cartella e l'ho già superata.
Per cui vi saluto augurandovi buon lavoro e vi do appuntamento
alla prossima volta.