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Elena Trius:

Tra Elena Petushkova e Hubertus Schmidt ….

 

Un metro e ottantadue di determinazione, solidità, fermezza e compostezza maestosa del dressage della migliore tradizione Russa.

Elena Trius è tanto sofisticata e imperturbabile a cavallo, quanto gentili i suoi occhi; seria, riservata e gradevole con tutti.

L’abbiamo incontrata pochi giorni fa al Centro Ippico Hirpinia Hippos di Avellino, ospite d’onore della manifestazione agonistica I Tappa Trofeo Gid Regione Campania,  splendidamente organizzato e supervisionato dalla Delegata Gid Campania Patrizia Varriale.

 Elena Trius con molta emozione,  imbarazzo e timidezza ha parlato del suo dressage, dei suoi cavalli, della Sua terra d’origine, della sua recente affermazione al Trofeo Alpe Adria -  dal 27 al 29 aprile- occasione che  l’ha vista classificarsi  con Waterloo 180 nel Prix St. George,  in terza posizione grazie alla  notevole percentuale di 66.667.

“ L’incontro con l’essere cavallo avviene nella madre patria Russa per la precisione 33 anni fa. Aveva 11 anni.  Da  subito le idee sono  molto chiare: intraprendere con costanza e continuità la disciplina del dressage. Da allora non ha mai smesso…

Nativa di una città a 1000 km a sud di Mosca, oggi dopo il disfacimento dell’Unione Sovietica, quella stessa città geograficamente è andata a confluire nell’odierna Ucraina. Carpisco dalle parole di Elena la fierezza e l’orgoglio e la nostalgia per la Grande scuola Russa di Dressage, che nel passato ha visto fiorire personalità di grandissima levatura. Gli anni ’80 segnano per Elena Trius la partecipazione alla squadra nazionale di dressage dell’Unione Sovietica in gare internazionali.

Musa ispiratrice di quegli anni, di quel sentire, di quella pagina emotiva e spirituale della giovanissima Elena Trius è Elena Petushkova. “ E’ il mio mito” ammette la nostra Elena” indimenticabile il suo Pepel, la sua classe, la sua sensibilità, la sua capacità di essere per la Russia un faro, una linea guida anche nell’Europa del dressage. Moderna e rivoluzionaria, si pose in antitesi ai colossi del dressage Tedesco e ai loro cavalli imponenti con soggetti più leggeri, brillanti, di temperamento”.

 “Sono i cavalli, prima dei trainer, a insegnare, a guidare a formare la coscienza di un cavaliere”  Questo scriveva la Petushkova nel suo libro e questo sembra condividere pienamente Elena Trius che mi racconta di due cavalli russi  uno chiamato Shval e  dello stallone Bob, con i quali, nel proprio paese, ha preso parte a gare Internazionali di alto livello. “cavalli forti, potenti, di temperamento. Noi lavoriamo molto con gli stalloni… come faceva anche la Petushkova!”.

 

Non è molto semplice la conversazione con Elena. Risulta molto faticoso per Lei lasciarsi andare. Dalla sua voce trapela come molta cautela ed un velo di sottile ed impalpabile ombra tra me e lei. Ma non è gelo, perché cerca di spiegarmi un dressage fatto di sensazioni interiori, personalissime, silenziose e delicate con il proprio cavallo. Solo così trasparirà alla giuria e all’osservatore l’ensamble, la magia del binomio, l’allure del centauro alato che si libera dello schema tecnico per librare leggiadro. Anche la terra di Puglia, all’inizio, l’ha colta impreparata, turbata per la posizione un po’ disagiata del Sud Italia come zona poco attiva ancora nell’ottica del dressage High Level. Un filo diretto lega Elena alla Germania. Molto spesso si reca presso la scuderia di una cara amica che ha partecipato a Tre Olimpiadi e che sarà anche agli Europei di Torino quest’anno, Olga Klimko, originaria dell’Ucraina, istruttrice,preparatrice di cavalli, di massima esperienza e soprattutto di consolidata amicizia. “ porto spesso i miei cavalli da lei e soprattutto lavoriamo insieme, ci confrontiamo, condividiamo insieme il nostro dressage e … non sono da sola!”.

 Il suo cavaliere tedesco preferito? “Hubertus Schmidt” mi risponde senza esitazione e titubanza. “Non c’è forza ma leggerezza, non c’è appoggio ma un contatto classico. Sì, è il concetto della classicità che lo rende assolutamente interessante e fantastico e libero dallo schema rigido del dressage tedesco.”

Parliamo dei suoi cavalli da gara?

“ uno stallone ucraino di 8 anni di nome Apollon.Un cavallo nuovo che ho provato alla Tappa Gid in Campania. Poi un Hannover con il quale parto in riprese Internazionali. Ha ottenuto con lui il terzo posto  al Trofeo alpe Adria. Un cavallo di linea molto importante- da Weltmeyer- ovviamente sauro. Il cavallo si chiama Waterloo 180 ed ha 10 anni. Luciano, il cavallo svedese che ho montato alla Finale Gid di Novembre a Roma, pur rimanendo nella mia scuderia, non lo monto più! E’ troppo pesante di movimenti ma ha un carattere splendido ed è molto buono.”

Quale è più gradevole da montare?

Il cavallo ucraino! Per la sua leggerezza, ha molto impulso, uno splendido carattere, collabora in tutto. L’Hannover ha un carattere molto difficile, molto incostante ma ha una qualità ed un talento condito da molto temperamento! Mi auguro di riuscire a preparare Apollon per la mia svolta in riprese internazionali perché lo trovo e lo sento più affidabile”.

Ci racconta una sua giornata tipo, a cavallo tra il ruolo di amazzone e istruttrice?

“ sveglia alle 5.30 del mattino! Lavoro per prima cosa i miei cavalli e poi in base al planning della giornata organizzo quelli che sono i miei appuntamenti di istruttore. Qualche allievo viene da me oppure vado io presso altre scuderie. Mi fa piacere aiutare tutti, anche i semplici appassionati e amatori del dressage”.

Prossimi appuntamenti agonistici?

“Adesso vado in Germania ad allenarmi. In Luglio sarò a Lipiza con Waterloo. Ad Ottobre come da calendario Gid, è in programma la finale del Trofeo Alpe Adria.”

Lei ha citato la Petushkova e Schmidt come punti di riferimento nella sua formazione agonistica. Uno per il passato, uno per il presente… e del dressage italiano?

“ sicuramente Enzo Truppa. Non abbiamo ancora avuto il modo di lavorare insieme, ma tutta la mia stima, il mio apprezzamento, la mia ammirazione va al suo essere, in primo luogo un amico disponibile e gentile, un grande professionista, giudice competente, sensibile, ineccepibile, grande trainer, autore di un libro preziosissimo, padre e trainer di Valentina Truppa, talento eccezionale, amazzone diligente e di grande determinazione… e  che  dire di piu!”

 

 

 

 

 

 

                        GIULIA IANNONE

 

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