GLI ATTACCHI: UN MONDO
AFFASCINANTE
INTERVISTA A ROBERTO MORGANTE
Gli attacchi sono un mondo ampio
ed affascinante in cui anche la nostra Regione sta muovendo i primi
passi.
Grazie alla passione del
Vicepresidente del Comitato Regionale Fise Campania,Carlo Angrisano,
anche da noi si potranno presto seguire corsi di attacchi ed iniziare a
praticare a livello agonistico questo splendido sport.
Per dare a tutti un’idea e
qualche informazione sugli attacchi sportivi, ci siamo rivolti a Roberto
Morgante, che risponderà alle nostre domande.
Roberto Morgante è istruttore di
equitazione presso il Centro di Coordinamento per i Servizi a Cavallo
della Polizia di Stato che si trova Ladispoli (Roma), un centro con
bellissime strutture e numerosissimi cavalli, dove si formano cavalli e
cavalieri che lavoreranno in tutta Italia. Oltre ad essere poi
cavaliere e driver, è Istruttore FISE di attacchi, Giudice di Attacchi
dal 1994 e Giudice di Tradizione dal 2002.
Un bel curriculum e tanta
esperienza e passione per rispondere alle nostre domande.
E.- Allora, Roberto, un po’ di
storia. Qual è la data ufficiale di nascita dello sport degli attacchi?
R.M.- Dobbiamo tornare indietro,
alla Belle Epoque: è intorno al 1870 che gli attacchi cominciano ad
apparire nella forma di sport; il picco massimo si avrà verso la fine
dell’ottocento fino alla I* guerra Mondiale. In questo periodo l’attacco
è un vero e proprio “status Symbol”, un po’ come l’auto sportiva oggi.
E.- In Italia mi sembra ci sia
una buona tradizione per questo sport: dove è maggiore?
R.M.- In tutta l’Italia sono
presenti attacchi. Quelli che attualmente definiamo attacchi “sportivi”
e che praticano regolarmente attività agonistica sono per il momento più
numerosi in Piemonte, Lombardia, Toscana, Sicilia, Veneto, Emilia
Romagna e Lazio. Anche l’Umbria e la Puglia però stanno incrementando la
loro attività….Stiamo aspettando la Campania!!
E.- Beh, devo dire che anche
nella nostra regione un piccolo movimento si sta avviando; probabilmente
il prossimo ottobre organizzeremo anche un concorso di combinata, e
credo che anche qui troveremo tanti appassionati.
Tornando al nostro discorso, gli
attacchi sportivi “moderni”quando hanno iniziato a loro attività?
R.M.- Il grande impulso agli
attacchi sportivi è venuto all’inizio degli anni 70, quando fu stilato
il Regolamento per i primi Campionati del mondo, cui collaborò anche il
Duca Filippo di Edimburgo; seguirono poi le Pariglie e finalmente nel
1977 anche i Tiri Singoli disputarono il loro Campionato del Mondo.
E.- Allora una volta attaccato,
qual è il risultato di insieme a cui si deve mirare?
R.M.- Per i concorsi di Eleganza,
ciò che conta è l’armonia di insieme tra carrozza, cavallo, guidatore ed
equipaggio; nell’attività agonistica ciò che conta molto è
l’affiatamento tra guidatore e cavallo o cavalli derivante da un
adeguato addestramento ed allenamento.
E.- E come giudice, a cosa dai
più importanza, tecnica o eleganza?
R.M.- Nel caso del concorso di
Tradizione, soprattutto l’eleganza dell’insieme .In quelli sportivi
conta la tecnica e, ovviamente, il risultato!!
E.- Visto dal di fuori attaccare
sembra o molto semplice,o, se per esempio guardiamo una maratona, molto
difficile. In generale, quanto è difficile acquisire una buona
padronanza dell’attacco?
R.M.-Per le passeggiate ed il
tempo libero basta davvero poco; alcuni giorni di lezioni per acquisire
le nozioni fondamentali ed ogni tanto un “ricordo” possono essere
sufficienti per divertirsi in carrozza.
Diverso è per l’agonismo. Qui ci
vuole costanza, allenamento, stages di aggiornamento: quindi tutto un
altro tipo di impegno che però dà grandi soddisfazioni.
E.- Esistono differenze
sostanziali tra Singolo, Pariglia, Tiro a Quattro?
R.M.-Singolo e Pariglia danno
forma all’arte della guida, mentre il Tiro a quattro richiede davvero
molto mestiere. Via via che il numero di cavalli aumenta, anche
l’impegno, i costi, la logistica diventano più complicati.
E.- In Italia quanto è praticato
l’agonismo con gli attacchi?
R.M.- Devo dire che ultimamente
gare, di vario livello, si organizzano un po’ dappertutto. Per darvi
un’idea più precisa citerò un dato per tutti: alla Coppa delle Regioni
2006, l’appuntamento di squadra più importante d’Italia, erano presenti
circa 120 equipaggi, un bel risultato, no?
Quest’anno la Coppa delle Regioni
si disputerà dal 21 al 24 giugno a Punta Ala e credo proprio che i
numeri siano in crescita… magari ci sarà anche qualche rappresentante
della Campania!
E. -Questo lo speriamo tutti;
però, a questo punto, dicci com’è la situazione sportiva nell’Italia del
Sud?
R.M.- Sicilia, Calabria e Puglia
hanno fato grossi passi negli ultimi anni, grazie all’impegno di molti
appassionati; speriamo che presto anche il lavoro che si sta facendo in
Campania possa dare buoni frutti.
E.- Veniamo adesso alle “dolenti
note” che accomunano tutti gli sport equestri: i costi. Gli attacchi
sembrano essere alquanto elitari: lo sono anche le spese?
R.M.- Per la verità io credo che
ormai gli sport elitari siano davvero pochi. Certamente il singolo è il
più abbordabile in senso strettamente economico, ma ricordiamo che la
Pariglia non raddoppia i costi, così come il Tiro a Quattro non li
quadruplica. Poi non dimentichiamo che ci sono anche gli attacchi Pony,
diffusissimi all’estero, e sui cui la stessa Federazione punta molto per
avvicinare a questo sport bambini e ragazzi.
E.- Sì, è vero. Anzi voglio
ricordare che in occasione della Manifestazione sulle diverse abilità
Equestri che inaugurerà quest’anno il Concorso Ippico Internazionale di
Piazza del Plebiscito, è prevista la presenza di attacchi con guidatori
disabili, che sicuramente ci daranno una bella performance!
Allora, per concludere questa
simpatica ed “illuminante” chiacchierata sul mondo degli attacchi, una
tua visione del futuro di questo sport?
R.M.-La Federazione Sport
Equestri ed il suo Dipartimento attacchi si stanno impegnando veramente
tanto, e lo sport delle redini lunghe si sta ampliando e popolarizzando
a vista d’occhio. I risultati interessanti dei nostri guidatori, in
special modo per il Tiro Singolo, in campo internazionale, ci fanno ben
sperare per il futuro così come pure l’apertura di questo sport verso i
più giovani e la loro carica di entusiasmo.
Posso dire che il futuro
dovrebbe, con l’aiuto e l’entusiasmo di tutti, promettere proprio bene!
Si conclude qui la nostra
intervista. Nel ringraziare Roberto Morgante per la sua simpatica
disponibilità ed l’indiscussa competenza, ci auguriamo di incontrarlo
presto nelle sua veste ufficiale di Giudice al I concorso di Attacchi
che si organizzerà nella nostra regione.
a cura di
Stefania Cerino
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