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I Tappa GID CAMPANIA :
“ L’anima di un dressage che è poesia del
dettaglio”!
Se , come penso io e
come pensa una certa parte della Famiglia GID, il dressage è la poesia
impalpabile del dettaglio , allora il 13 maggio 2007, presso il Centro
Ippico Hirpinia Hippos di Monocalzati, abbiamo fatto parte di questa
concettualità, di questa essenza spirituale esprimibile in gara. Dopo
due anni di assenza, L’Hirpinia Hippos ci è apparso come un castello
incantato che ha abbassato il ponte levatoio per accogliere gli ospiti,
per accogliere amici della stessa famiglia provenienti da ogni dove….in
una domenica di maggio in cui il tempo si è fermato!
” Pietre non
ancora ricoperte dalle rose selvatiche” danno presagio di una
ulteriore magnificenza di cui saremo spettatori in avvenire. Una
scultura colorata di palloncini adorna l’ingresso. Una ospitalità, una
atmosfera, uno sfondo di gara che dà calore umano e scenografico. Non
una pura e mera realtà di competizione, è una festa in cui la ricchezza
circostante si ammanta di coralità individuale. Attenzione e
delicatezza, musica di sottofondo, una cerimonia di apertura. Poste ben
allestite per gli atleti cavalli , campo prova e tondino ben idonei,
rettangolo di gara perfetto con una elegantissima cornice e musica
classica , come da migliore tradizione internazionale, accompagna
l’esecuzione del grafico di ripresa. Non premi consueti, ma scelti con
gusto, con cura, con amore, con stile. Coccarde, trofei originali e con
targhe identificative dell’appuntamento agonistico “sfragis” di un
incontro importante. Un pacchetto di mele annurche “saporose” per gli
amici cavalli premiati.
Si capisce che
dietro a tutto ciò il cuore “biondo” – di Patrizia Varriale- e più
cuori hanno lavorato con passione per dare una anima al dettaglio, a
questo dressage che si avvale di tutti i petali, di tutti i sorrisi, di
tante voci. Ognuno è colore e simbolo della competizione. “afferrare le
lettere in rettangolo” non è solo un fatto di tecnica, di aiuti, di
assetto, di contatto, ma significa aver afferrato uno spicchio di
cuore del proprio cavallo e aver dato in prestito una parte di quello
umano per farsi binomio. Dico questo perché in ogni rettangolo ti
accorgi che ognuno esprime la magia di una fiaba che nasce dal lavoro
quotidiano. Qualcuno con più musicalità, con più ritmo, con più
esuberanza, con cautela, con eleganza, con brio. Così avrai la varietà,
la sublime armonia di bellezze diverse. Tante storie, tante espressioni
di carattere, di talenti, di disposizione d’animo. L’armonia pur nella
diversità di stile e di morfologia equina: L’ Andaluso grigio Romero, l’arabetto
“ben temperato” Hazim, la Murgese morella Morena…. Sono solo un esempio-
durante questa occasione agonistica- di questa capacità espressiva che
in dressage abbatte il preconcetto della razza secondo la più recente
linea di pensiero di cui anche Rafael Soto si fa portavoce “ non
conta la razza in dressage, ma il cuore, la sensibilità, il
sentimento…la progressione del training”. I risultati, le
percentuali di questa gara… non li elenco. Sono visibili sulla carta, ma
sono un fatto talmente personale nel dressage e così delicamente vissuti
nell’ambiente di questa disciplina, da scomparire e da costituire un
momento di verifica, una traccia, una indicazione incisiva per raffinare
il lavoro quotidiano. Così va vissuta l’esperienza del dressage: con il
cuore, che ha sempre ragione!
Poi è arrivata
Elena Trius con il suo frac dalle lunghe code morbide danzanti. su
Apolon, soggetto di origine ucraina molto equilibrato e molto
concentrato. La Trius, come davanti ad un pianoforte a coda, ha iniziato
a intonare –per sé, per noi- un canto di dressage sofisticato,
inebriante oltre che tecnico.
E’ stato più dolce
godere di questa grazia, di questa visione, di questo incantesimo
suggestivo ed irreale che scaturisce dal sogno e dall’interiorità
energica e creativa del delegato Gid Patrizia Varriale che dell’arte
equestre ha fatto una missione, uno stile , una ragione di vita.
GIULIA IANNONE
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