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Buonissime notizie per l'ippoterapia e la
"pet Therapy" in generale. Il Comitato di Bioetica si è occupato
di questo tema così sentito ed ha promulgato un documentosul rapporto
"terapeutico" tra uomo e animale, sollecitando di fatto
scienziati, medici ed autorità sanitarie ad impegnarsi a finanziare
ricerche e centri dove si possano sperimentare e vagliare le terapie
assistite con animali.
Se la "Pet Therapy" nella sue
accezione attuale risale agli studi degli psichiatri americani con bambini
autistici (1953), l'ippoterapia era stata invece consigliata quale
rimedio per moltissime malattie fin dal 3000 a.C. (!!!), da Ippocrate, da
Asclepiade e via via in tutte le epoche storiche fino ad oggi, quando, nel
1965 nasce in Francia la prima sistematizzazione della "rieducazione
con il mezzo dell'equitazione".
Le straordinarie esperienze di recupero
neuromotorio e neuropsichico sono state così prese in considerazione e
sottolineate dal Comitato di Bioetica che, assieme alle altre terapie con
gli animali domestici, riconosce l'importanza medica di questo
approccio e sprona ad una ricerca più approfondita sempre nel totale e
pieno rispetto della dignità e dei diritti dell'animale che ne è mezzo
attivo del recupero.
Anche la Federazione Italiana Sport Equestri,
dopo aver istituito un proprio dipartimento di "Riabilitazione
Equestre" si dispone a formare dei tecnici federali di riabilitazione
equestre, sollevando - a quanto si dice- un certo sconcerto nel mondo
accademico (psichiatri, neuropsichiatri infantili, neurologi,
psicologi, fisiatri, fisikinesiterapisti) che da anni opera in questo campo
con le competenze cliniche necessarie. Non si deve dimenticare che la
Riabilitazione Equestre non è una pratica sportiva, ma solo un percorso
riabilitativo in cui complesse relazioni emozionali e conoscenze tecniche si
incrociano e vanno utilizzate e valutate da chi ha l'esperienza e la
formazione adatta per farlo.
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