Vederlo da vicino faceva d'avvero
impressione....il Gran Premio Roma, la prova più importante del
Concorso ippico internazionale di Piazza di Siena. Dopo tanti
ripensamenti, finalmente si è disegnato il tracciato con le relative
difficoltà. Il primo ed il secondo ostacolo non hanno fatto
"vittime" anche se avevano un'altezza di mt.1.50.
La linea 3 / 4 non avrebbe creato problemi se non avesse
preceduto una delle parti più difficili del percorso. Gabbia:
verticale / largo su fosso a seguire spezzata a destra verticale su
fosso alt 1.60 Le difficoltà.: la combinazione posizionata in
trasversale, si affrontava con solo 3/4 tempi di galoppo in linea; la
luce (distanza tra gli elementi della gabbia ) era di mt.7.80
(lunga) ed il largo su fosso la rendeva ancora più lunga. Solo i
cavalli con grandi mezzi e ottima tecnica sono riusciti a
superarla senza errori
Una triplice di 1.60 x 2.10 precedeva
la riviera di mt 4.20 di lunghezza ad una distanza di mt.25.70
Il 9 e 10 erano due salti singoli per
poi affrontare la linea finale.
Verticale da 1.60 a seguire mt. 20.70 doppia gabbia largo/dritto/
largo con tutte barriere da 3 metri di fronte.
La difficoltà consisteva nella linea
verso la doppia dove per forza erano costretti a fare 5 tempi di
galoppo corti; quindi affrontare il largo d'ingresso della doppia chiudendo
la falcata per poi trovarsi il verticale (secondo elemento) ad una
distanza lunga (11.20) e poi ancora un largo in uscita ad una distanza
corta(7.50)
Pochi i cavalli che riuscivano ad
essere reattivi, riunendosi ed allungandosi dopo aver già
saltato 11 ostacoli
Solo due i netti,forse pochi,ma c'è da
dire che il temporale che ci ha costretto all' undicesimo
ingresso in campo a sospendere per circa un' ora, ha contribuito a
rendere il percorso ancora più selettivo, infatti in alcuni punti il
terreno cedeva leggermente e su quelle altezze, per i
cavalli con molto rispetto, il non sentirsi sicuri nella battuta
rappresentava un'ulteriore difficoltà
Infatti con tutti i capo equipe
d'accordo, si trasformava la categoria da "due manche" in
una "mista."affinché saltassero una seconda volta, il minor
numero di cavalli.
Probabilmente questa decisione ha danneggiato
i binomi che avrebbero potuto accedere alla seconda manche anche con
penalità,ma ripeto, al momento tutti i capo equipe erano a conoscenza
della trasformazione
Bruno Riccio
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