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L’equitazione campana è in lutto
In questo momento di oscura “vacatio”, non
possiamo chiederci perché Dio abbia voluto toglierci così crudelmente
Fabiola Di Capua: forse, in questo momento, il Signore aveva bisogno del
suo sorriso.
Fabiola ha lasciato un vuoto incolmabile nella
sfera dei nostri affetti, ma ha trasmesso a ciascuno di noi un
patrimonio di sentimenti e valori ricchissimo, indicando soprattutto ai
giovani il cammino giusto da percorrere e se stessa quale esempio di
serietà e bontà da seguire. Sull’affiorare insistente, sottile e
nostalgico di infiniti ricordi, vivificato dall’ascolto di una specie di
racconto, un filo di storia, intenso, oggi reso disperato dall’agire
quieto e incessante delle grandi leggi di natura, capaci di svelare il
segreto di quell’anima senza tradirla, gettandovi soltanto un raggio di
luce obliqua, scopriamo dentro di noi una nuova, particolare qualità
d’animo, quell’educazione all’Amore che col suo esempio, nella sua piena
e ferace esistenza terrena ci ha donato. Movendo i ricordi, le emozioni
e ritrovandoci in essi, l’erosione del tempo scomparirà, risolvendosi in
un fattivo discorso d’Amore, viatico valido per il nostro futuro.
Rincontreremo Fabiola nello sguardo di ogni bambino che, varcando la
soglia di una scuderia, decida di intraprendere la disciplina
dell’equitazione, lanciandosi col suo nuovo amico cavallo, più sicuro, a
caccia della vita.
Olga Chieffi |