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INTERVISTA A
MASSIMO
arcioni
Massimo arcioni,
presidente dell’associazione ippica sant’elia horses di capranica , in
provincia di Viterbo, e’ uno dei più qualificati drivers italiani. Con
la sua pariglia di giovani bai olandesi, templier e unitas, ha
quest’anno conseguito due brillantissime affermazioni: la medaglia
d’argento al campionato italiano di completo, svoltosi in Piemonte lo
scorso ottobre, e, a capo delle 12 squadre presentate dal lazio, una
prestigiosa affermazione nella coppa delle regioni di attacchi.
Con queste
affermazioni ha posto un altro importante tassello per la partecipazione
al campionato del mondo di pariglie, in programma per l’agosto 2009 in
ungheria.
Ci è sembrato
quindi una delle persone piu’ adatte con cui fare una chiacchierata,
relativamente allo sport degli attacchi, che per quanto apprezzato ed
ammirato da tanti, resta poi un po’ trascurato a livello agonistico.
D.
In Italia, come dicevo, la situazione agonistica non è proprio ottimale.
Quali sono le differenze fondamentali con gli altri paesi europei?
r.
C’è ancora
molta strada da percorrere. Fondamentale è di poter disporre di
programmi a medio termine e soprattutto di tecnici qualificati per
attuarli.
D.
anche negli
attacchi, come nelle altre discipline equestri, il sud è un po’ in
“affanno”: quali prospettive reali vedi?
R.
ritengo che
molto dipenda dalla dirigenza: una buona dirigenza può disegnare una
prospettiva di crescita. La buona volontà può essere un punto di
partenza, ma da sola non basta. Servono investimenti e tecnici in gamba.
D.
lo scopo di
tutti i praticanti è sempre quello di raggiungere dei buoni risultati.
Con gli attacchi, che tipo di impegno è necessario per arrivare a
risultati soddisfacenti?
R.
il lavoro
quotidiano con il cavallo, come nel salto, nel dressage e nel completo;
è il lavoro quello che fa la differenza. Come nel caso del cavallo
montato, anche per il cavallo attaccato è necessario il lavoro in piano,
possibilmente seguiti da qualcuno che dia consigli utili ed evidenzi ed
aiuti a correggere gli errori.
D.
gli attacchi sport per tutti o no? A chi lo consiglieresti?
r.
a tutti quelli che amano il cavallo e gli sport equestri, senza
distinzione di sesso e di età.
D.
indubbiamente quest’anno il lazio, a livello individuale e di squadra,
ha ottenuto ottimi risultati. certamente c’è stato dietro un lungo
lavoro: è un’esperienza “esportabile” anche nelle altre regioni? Mi
riferisco soprattutto a quelle che non hanno grandi numeri di
praticanti.
R.
certamente:
in realtà non abbiamo fatto altro che guardare avanti. Una volta
fissato l’obiettivo abbiamo proseguito verso di esso senza farci
distrarre da nessuno e da nessuna circostanza particolare.
D.
un grande
appuntamento prossimo è quello del 2010 ai pratoni del vivaro, dove l’italia
organizzerà il campionato del mondo di singolo: come ci si arriverà?
R.
su questo appuntamento c’è un po’ di preoccupazione… infatti ho già
parlato con i vertici fise relativamente alla destinazione dell’evento
da parte della fei. Infatti, in occasione dell’ultimo mondiale la
bandiera del paese ospitante non è stata , come di prassi, consegnata
all’italia, e questo non lascia presagire nulla di buono.
Speriamo adesso
che con l’apertura del nuovo quadriennio fise ci si organizzi per una
buona programmazione per la preparazione tecnica dei team che ci
rappresenteranno.
Concludiamo qui
la nostra intervista con massimo arcioni, che speriamo di vedere presto
in gara anche in campania, dove purtroppo quest’anno l’unico concorso
programmato di attacchi ha dovuto essere annullato per una malaugurata
concomitanza con il campionato italiano.
E speriamo che
anche nella nostra regione si cominci a sviluppare un po’ di movimento
attorno a questo settore, che è tra i più belli ed affascinanti delle
discipline equestri.
Stefania
Cerino
per ulteriori
informazioni ed approfondimenti:
www.fise.it
www.santeliahorses.it
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