LA RIABILITAZIONE
EQUESTRE IN CAMPANIA: UNA REALTA’ IN CRESCITA
Un intervista con i Consiglieri del Comitato
Regionale FISE Campania Lionello Leopardi e Carlo Angrisano
Con questa intervista, concessa ad
Equidomizia grazie alla cortese disponibilità del Presidente del
Comitato Regionale FISE Sig.ra Simonetta Cipriano che ringraziamo
cordialmente, ci proponiamo di fornire uno spaccato il più possibile
aderente alla realtà di che cos’è oggi la R.E. nella nostra
regione.
In una assolata
e fresca mattinata di settembre, ci incontriamo presso la sede del
Comitato Regionale Campania con i due Consiglieri Lionello Leopardi
e Carlo Angrisano. Ci disponiamo ad una chiacchierata sul nostro
tema, con Lionello e la sua pipa in perfetto stile gentleman inglese
e Carlo, con il suo aplomb e la folta barba da vichingo.
Equidomizia:
Allora, per iniziare, facciamo un po’ il punto sulla situazione
della R.E. in Campania
Lionello
Leopardi: E’ presto detto: un gran movimento, un grande interesse,
ma molta frammentazione ed una coordinazione non sempre al massimo
tra i vari soggetti che operano in questo campo.
Carlo Angrisano:
In effetti è solo da qualche anno che la FISE ha istituito un
apposito dipartimento per la R.E., ed il divario tra le attività al
Nord ed al Sud è come sempre notevole.
E.: Qualche
cifra?
L.L.: Di circa
100 struttura riabilitative affiliate e riconosciute dalla Fise,
quelle del Sud (Campania, Calabria, Molise, Puglia, Basilicata,
Sicilia, Sardegna) sono solo 35!
C.A.: In
particolare in Campania i centri affiliati FISE sono solo 3, di cui
uno a Napoli, l’Equestrian di Agnano che ha iniziato quest’anno la
sua attività, e gli altri 2 il Keles ed il MacRanch in provincia di
Salerno. Le patenti A.R., quelle specificamente rilasciate per
questa attività sportivo-riabilitativa, nel 2006, sono state 21. Gli
istruttori federali con la qualifica di tecnico della R.E. sono 2.
E.:Sembrerebbe
una situazione un po’ “scarna”!
L.L.: Invece
non è affatto così! Perché al di fuori dei centri riconosciuti dalla
Federazione ci sono numerose strutture, anche residenziali, che fra
le varie attività riabilitative hanno l’ippoterapia e la R.E I loro
pazienti atleti sono tesserati presso il Comitato Paralimpico e
svolgono regolare attività sia riabilitativa che agonistica.
E.: in accordo
con il protocollo d’intesa che esiste tra FISE e CIP?
C.A.: Sì. In
effetti questo protocollo prevede che i tesserati CIP possano essere
anche tesserati FISE (offrendo anche una riduzione sui costi di
questo secondo tesseramento), però non ha affrontato il problema dei
centri riabilitativi che non sono strutture equestri, in pratica non
sono centri ippici secondo i canoni previsti dalla FISE. Questi
ultimi così possono avere atleti tesserati FISE ma non possono
chiedere il riconoscimento della Federazione come C.R.E.
E.: In effetti
una situazione un po’ paradossale, perché lascia che cavalli,
maneggi , grooming, misure di sicurezza siano al di fuori del
controllo federale, di quanti cioè, istituzionalmente, gestiscono il
variegato “pianeta” cavallo.
C.A.: Infatti,
il nostro comitato sta mettendo in programma una serie di iniziative
proprio per cercare di creare una sorta di rete di collegamento e
coordinamento, che potrebbe essere anche interregionale, ed in
ultima analisi, utile a tutti coloro i quali operano in questo
settore.
E:.Ed allora
soffermiamoci un po’ di più su queste iniziative.
L.L.: Già
quest’anno, grazie all’impegno del nostro delegato regionale per la
R.E. Alfonso Beatrice, è stata organizzata all’ippodromo una
manifestazione in cui i giovani atleti disabili si sono cimentati,
con molto successo, nella non facile disciplina del volteggio.
Ancora, lo scorso giugno presso il C.I.C. di Giovanni e Nicola
Petrone si è tenuto un concorso interregionale con percorsi di
gimkana, che ha riscosso un grandissimo successo di pubblico e
grande attenzione mediatica. A metà ottobre un’altra gara è in
programma presso la struttura Villa Silvia, che non è riconosciuta
FISE per i motivi suddetti, ma si svolge con il patrocinio FISE e la
presenza di giudici federali di dressage.
E.:Quindi già
tante cose realizzate…ma, in cantiere?
L.L.. In
cantiere c’è un’iniziativa molto importante del nostro Presidente,
che ha scelto per l’anno prossimo una vetrina di tutto rispetto per
la R.E.: il prestigioso CSI **** di Piazza del Plebiscito!
E.: Ed in cosa
consisterà concretamente questa manifestazione?
C.A.: Negli
intenti della Sig.ra Cipriano e del Comitato Organizzatore del
Concorso c’è la volontà di offrire agli atleti disabili la
possibilità di uscire dalla situazione “protetta” delle gare a loro
esclusivamente riservata, e di dar loro la possibilità di dimostrare
le loro capacità sportive nell’ ambito di un grande concorso
internazionale, a stretto contatto con cavalieri, pubblico, giudici,
in una situazione allo stesso tempo emozionante e gratificante.
E.:Questo ci
porta a riflettere sul fatto che la disabilità non è un qualcosa da
proteggere e da occultare ma da “svelare” quotidianamente per
stabilire una relazione continua e proficua.
L.L.: Infatti è
proprio quello che ci si propone di fare, con una dimostrazione di
R.E. a cui invitiamo fin d’ora a partecipare tutti gli operatori di
questo settore.
In più, si è in
attesa del placet delle autorità regionali, per organizzare a
margine di questa manifestazione una tavola rotonda sugli aspetti
clinici e scientifici della R.E., in cui invitare esperti del
settore.
E.: Quindi il
divario con il Nord è in ampio recupero!
C.A.: Noi, come
comitato, cerchiamo di attivarci al massimo. Non dimentichiamo che
le maggiori attività in questo settore nel Nord Italia hanno avuto
storicamente due grossi punti di riferimento clinico nell’Ospedale
Riguarda a Milano e nell’Istituto di Neuropsichiatria infantile
della Facoltà di Medicina dell’Università di Firenze, mentre da noi
è sempre stato tutto affidato alla buona volontà dei singoli.
L.L.: Però
adesso, grazie anche all’attenzione che FISE e Comitati Regionali
stanno riservando alla R.E, ci si sta avviando verso la creazione di
una attività di raccordo regionale più ampia dove speriamo che anche
le istituzioni, scientifiche e politiche, possano supportarci.
E.: In
conclusione: numeri apparentemente piccoli nella nostra regione, ma
a dispetto di questo realtà già attive e consolidate e programmi di
ampio respiro.
C.A.: Da parte
nostra, e soprattutto del nostro Presidente, la volontà e la
disponibilità c’è ed è tanta: speriamo anche nella collaborazioni
esterne, perché cose da fare ce ne sono e ce ne saranno sempre, e ci
sembra giusto che gli atleti disabili, con il supporto FISE e CIP
possano trovarsi le loro strade nell’agonismo od anche semplicemente
nell’attività ludico-sportiva, ma soprattutto che lo sport possa
servire a cancellare quelle barriere, a volte più mentali che
fisiche, che troppo spesso ci tengono lontani dagli “altri”.
E allora da parte nostra e di tutti i lettori : IN BOCCA AL
LUPO!!
Dott.ssa Stefania Cerino
Specialista in Psichiatria
Terapista R.E.
Un
ringraziamento alla preziosa Titti, segretaria del Comitato
Regionale che ci ha fornito in tempo reale tutti i dati aggiornati
della R.E. in Campania |