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IL MANEGGIO COME SPAZIO
TERAPEUTICO DELL’INCONTRO
La riabilitazione equestre, dei cui aspetti generali
abbiamo discusso nei precedenti articoli,ha un ruolo fondamentale – a mio
avviso – nel percorso riabilitativo legato alle disabilità psichiche
Sono diverse le indicazioni terapeutiche all’ippoterapia
in campo psichiatrico in particolare:
Autismo
Sindrome di Down
Sindromi da deficit dell’attenzione e/o
dell’apprendimento
Esiti psichiatrici di cerebropatie infantili
In tutti questi casi l’intervento
ludico-riabilitativo con il mezzo del cavallo permette di stimolare il
soggetto a più livelli (motorio, psichico,intellettivo, sociale) e proprio
perché tutti questi stimoli “agiscono” tramite un altro essere vivente,
il cavallo, anch’esso dotato di una “testa” ma soprattutto di un
“cuore” si arriva a stabilire con il paziente una relazione
terapeutico-riabilitativa pregnante, complessa e ricca di significato.
Tutto questo avviene all’interno di uno spazio fisico
(definito abitualmente in psicoterapia come “setting”) capace di
contenere e far circolare sia le emozioni che gli scambi relazionali –
verbali e non – tra paziente e terapeuta.
Il “setting” dell’ippoterapia è il maneggio.
Anche se la riabilitazione equestre non è una forma di
psicoterapia, ma solo un possibile approccio alla disabilità psichica, il
fatto di svolgersi in un luogo particolare come il maneggio e di prevedere
una serie anche di esercizi fisici veri e propri
che si attuano grazie alla fondamentale partecipazione del
cavallo,fa sì che le interazioni che si stabiliscono tra paziente cavallo e
terapeuta definiscano un particolare spazio di incontro emozionale ,
definito anche fisicamente, che è appunto il senso stretto il maneggio ed
in senso più ampio tutto il centro sportivo al cui interno si pratica la
riabilitazione.
Il “superamento” della disabilità si può dire
soddisfacente quando il paziente riesce a recuperare una sua indipendenza
(fisica e psichica), raggiunge un discreto livello di autosufficienza,
migliora i suoi rapporti e la sua integrazione nel sociale.
L’intervento dell’ippoterapia consente appunto al
paziente di sentire e sperimentare il suo “essere nel mondo” in uno
spazio particolare, quello del maneggio, dove l’individualità del singolo
è messa in gioco nella dialettica tra paziente terapeuta e cavallo, dove il
confine fisico con cui confrontarsi non è più il bianco muro di un
ambulatorio, ma una siepe verde, alberi e fiori, e colori
del cielo e vento tra le foglie, e odori delle scuderie e nitriti dei
cavalli o abbaiare di cani, e voci e presenze di altri.
Il rapporto con il proprio corpo e con il corpo del
cavallo, con il suo movimento, il suo calore, il suo odore diventa quindi un
fondamentale strumento di comunicazione con l’Altro, con l’ambiente
tutto che è intorno ed allo stesso tempo è un mezzo di espressione di
bisogni ed emozioni che si incontrano – e spesso anche si scontrano –
all’interno di questo setting particolare e formidabile che diventa il
maneggio.
Dott.Stefania Cerino
Specialista in Psichiatria
Terapista della Riabilitazione
Equestre
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