Il
Comune di Civitanova teme un ampliamento PORTO
POTENZA - Violazioni di legge, eccesso di potere per errori di valutazione, sviamento
di potere. Sono questi i motivi per i quali il Comune di Civitanova ha presentato
un ricorso al Tar delle Marche contro una delibera del Comune di Potenza Picena
che, di fatto, darebbe il via libera all'ampliamento della contestata discarica
dell'Asola. Una posizione contraria presa dall'inizio della vicenda e portata
ora avanti dal sindaco facente funzione Marzetti. Oltre al Comune limitrofo, il
ricorso e nei confronti della Provincia, della Regione, del Consmari, del Mimstero
dei beni e delle attivita culturali, del Ministero dell'ambiente. La delibera
in questione prevede anche "il miglioramento delle condizioni paesistico
ambientali del sito con recupero volumetrico compatibile, il progetto definitivo
di bonifica con misure di sicurezza e l' approvazione del terzo lotto"(l'area
della discarica è stata infatti divisa in tre lotti distinti). Secondo
l'amministrazione comunale civitanovese, rappresentata dall'avvocato Giancarlo
Fazi, il recupero volumetrico "non è un intervento previsto dalla
legge che invece (legge regionale 28/1999) prevede il divieto di nuovi abbancamenti
e solo la bonifica dell'area". In pratica la formula e un escamotage per
eludere tale divieto (in questo consiste secondo i ricorrenti la violazione e
lo sviamento di potere). Non si tratterebbe dell'unica violazione denunciata. Nel
ricorso emerge il mancato rispetto del D.M. 471/99 in materia di campionamenti
del sito. " I1 decreto dispone - si legge - che i campionamenti devono -essere
effettuati a monte del sito (nel tratto mediano) e a valle in modo da definire
gli effetti dovuti all'inquinamento dell'area. Invece i tecnici the hanno redatto
il piano di caratterizzazione chimica e ambientale hanno omesso le indagini nella
parte mediana del 3° lotto. Erroneamente hanno poi sostenuto che la concentrazione
di manganese e ferro nelle acque sotterranee sarebbero dovute alla presenza naturale
nel terreno di tali metalli, non riscontrata, invece, a monte della discarica"
(da qui deriverebbe l'eccesso di potere per errore nei presupposti di fatto). Contestata
anche la scelta del Comune di Potenze Picena di dividere la discarica in tre lotti
"altro chiaro espediente diretto all'elusione della normativa the impone
la bonifica del sito e non 1'ampliamento". Infine viene segnalata un'anomalia
nella delibera in cui si premetteche il piano di caratterizzazione e stato approvato
in data 1 marzo 2001 nel rispetto delle indicazioni fornite dalla Conferenza dei
sindaci, riunitasi, pero, solo due giorni dopo. Per questi motivi viene chiesto
1'annullamento della delibera. E ora, a distanza di alcuni mesi di "stasi"
nella lunga battaglia contro la discarica, i toni tornano a farsi accesi. In passato
non sono mancati anche scontri abbastanza forti fra sostenitori del progetto e
contrari e anche dissidi evidenti fra le amministrazioni guidate da Marinelli
e Morgoni. |

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