Il culto in Italia sembra avere avuto origine a Torino nel Medio Evo. Dal XVII secolo S.Espedito ha goduto di una diffusa popolarità in Sicilia e dal XIX secolo anche in Campania. Si trovano comunque testimonianze del culto in molte regioni italiane: Abruzzo, Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana, Veneto. Di seguito sono riportate le testimonianze del culto raggruppate secondo regione.

 

 

ABRUZZO

 

Nella chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie situata a Roccacaramanico (Sant'Eufemia a Maiella - Pescara) si trova una pittura raffigurante il santo.

 

 

CALABRIA

 

A Bagnara Calabra (Reggio Calabria), nella frazione di Marinella e precisamente nella chiesa parrocchiale di Santa Maria di Porto Salvo, è conservata una statua di S.Espedito risalente ai primi anni del Novecento.

 

A Pedivigliano (Cosenza) si trova una via che porta il nome del santo; inoltre, l'ultimo sabato e l'ultima domenica di maggio si tiene la festa di S.Espedito.

 

A Polistena (Reggio Calabria), nella chiesa della SS. Immacolata, si trova una statua del santo.

 

 

CAMPANIA

 

Il culto si è sviluppato a Napoli nel XIX secolo. In Piazza Banchi Nuovi 5 sorgeva, circa un secolo fa, una chiesa dove si venerava il santo. Le fonti parlano inoltre dell’esistenza di un quadro appartenuto a mons. Gargiulo, vescovo di Sansevero, e di un libretto “pubblicato per devozione d’una monaca domenicana del monastero di S.Giovanni di via Costantinopoli” (Sul culto di S.Espedito martire, Napoli, 1905, p. 100). Viene anche citata un’incisione in pietra del Cattaneo, nella quale il santo è rappresentato con lo sguardo rivolto verso il simbolo della SS.Trinità, mentre trafigge con la spada il corvo che ha sotto il piede (Intorno al culto di S.Espedito Martire, Nota, cit., p. 574) .  

 

A Castellammare di Stabia (Napoli), nella chiesa di Santa Maria della Pace (secondo altare a sinistra entrando in chiesa) vi è una statua lignea del santo, realizzata da Raffaele Della Campa nel 1902. Il culto fu introdotto da don Francesco Paolo Del Gaudio e, il 19 aprile 1904, la statua di S.Espedito fu ornata con finimenti d’argento; i riti onore di Sant’Espedito si conclusero con un panegirico tenuto da Padre Guglielmo Celoro.

 

A Marigliano (Napoli) la chiesa di Santa Maria del Suffragio, conosciuta come Chiesa del Purgatorio, ospita un altare dedicato a S.Espedito nel 1909 (a sinistra nella navata).

 

A Torre Annunziata (Napoli) esisteva la chiesa di S.Espedito "Trinità", poi demolita per l'apertura di via Italo Balbo (oggi via Gino Alfani).

 

Ad Atripalda (Avellino) è conservato, nella chiesa parrocchiale di Sant'Ippolisto Martire (cripta, cappella di San Sabino), un dipinto raffigurante la Madonna Addolorata, S.Romolo e probabilmente S.Espedito. Il dipinto (cm 127 x cm 90), realizzato su olio a lavagna, è da considerarsi opera di artigiani locali del XIX secolo.

 

Nella borgata Pietre di Tramonti (Salerno) sorge la chiesa di S.Felice: a lato dell'abside, una nicchia conserva la statua di S.Espedito.

 

 

EMILIA-ROMAGNA

 

Nella parrocchia di Badagnano (comune di Carpaneto, in provincia di Piacenza), si tiene una consueta festa in onore del santo (nel mese di maggio) e nella chiesa parrocchiale è conservata una sua immagine circondata da ex voto.

 

Nella chiesa di S.Isaia profeta a Bologna è conservata una statua ottocentesca del santo. Attualmente la statua è posta all'inizio della navata destra ed è ancora molto venerata. La devozione verso Sant'Espedito a Bologna nacque verso la fine del XIX secolo, ma solo nel 1902 il parroco di Sant'Isaia, Mons. Francesco Comastri, collocò, in una cappella laterale appositamente predisposta, una statua in cartapesta del Santo, venendo a soddisfare le numerose richieste dei fedeli. Il 19 aprile 1903 veniva celebrata per la prima volta in città la festa del Santo nella chiesa parrocchiale di Sant'Isaia con un grande concorso di popolo, una Santa Messa cantata in onore del Santo e, nel pomeriggio, il solenne panegirico pronunciato dallo stesso Mons. Comastri, che lo diede poi alle stampe col titolo "Opportunità del culto di S.Espedito ai nostri giorni", opuscolo che si vendeva ancora fino alla fine degli anni '50 del XX secolo in chiesa. Il 20 luglio 1903, poi, il Cardinale Domenico Svampa, arcivescovo di Bologna, erigeva, sempre presso la Chiesa parrocchiale di Sant'Isaia, la Pia unione dei devoti di Sant'Espedito, alla quale erano iscritti più di cinquecento fedeli. Fino alla metà degli anni Ottanta si continuò a celebrare la funzione in onore del Santo ogni giovedì e la festa il 19 aprile. Purtroppo, verso il 1990 la statua del Santo venne tolta dalla sua cappella (ove al suo posto c'è una statua del Sacro Cuore) e relegata prima in un angolo nascosto della Chiesa, poi, grazie all'attuale parroco ed ai molti devoti di Sant'Espedito, all'attuale posizione, in attesa di una migliore e più consona sistemazione. Molti devoti quotidianamente vengono a pregare il Santo, specialmente fedeli di origine ispanica e latino-americana, ma anche tanti bolognesi, memori di una devozione ultracentenaria. Dal 2008 sono riprese le celebrazioni in occasione della festa di S.Espedito.

 

Nella parrocchia di Grassano (comune di San Polo d'Enza, in provincia di Reggio Emilia), all'interno del Santuario di S.Antonio di Padova, è esposto dal 1989 un quadro (risalente al 1920 circa), donato dalla Sig.ra Luigia Freschi.

 

Nella chiesa di S.Domenico a Imola (Bologna) esiste una statua di S.Espedito.

 

A Terenzo (Parma), nella canonica della piccola chiesa parrocchiale di S.Stefano è conservata una statua di S.Espedito, che in passato veniva pregato dalle donne che non trovavano marito.

 

 

LAZIO

 

Il culto di S.Espedito non poteva ovviamente mancare nella capitale: a Roma la chiesa di S.Maria di Loreto (vicino alla Colonna Traiana) ospita una statua del santo, in prossimità dell'ingresso, a destra. Sempre a Roma, un'immaginetta della fine del XIX secolo testimonia un culto del santo nella parrocchia di S.Vitale.

 

 

LIGURIA

 

A Genova, nella chiesa di Santa Zita (Corso Buenos Aires), è conservata una statua di S.Espedito, posta in una nicchia in alto a destra rispetto all'entrata della chiesa.

 

A Vobbia (Genova) una statua di S.Venanzio si ruppe nel corso di una processione (1921).  Poiché non esistevano fotografie, lo scultore Obleter di Ortisei, incaricato della realizzazione della nuova statua, inviò a Vobbia alcune immagini di santi: la figura di S.Espedito fu ritenuta la più simile e si decise così di realizzare una sua statua per sostituire quella di S.Venanzio.

 

 

LOMBARDIA

 

A Milano esiste una statua del santo, che si trova nella chiesa di S.Nicolao, nei pressi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Un'altra statua è situata nella chiesa del Carmine, in zona Brera. Esistono inoltre un'immaginetta del 1897 ed una più recente immaginetta della Ed.GMi (che presentano S.Espedito come il santo dell’undicesima ora).  

 

A Codevilla (Pavia) il Santuario della Natività di Maria, risalente al X–XI secolo e situato nel villaggio di Pontasso (di competenza della Parrocchia di Torrazza Coste), conserva una statua di S.Espedito.

 

A Legnano (Milano) sorge la "Cappella del borgo" o "dei Melegazzi", una cappelletta di tipo settecentesco, posta sull'angolo di piazza Achilli Raoul, tra via Buozzi e via Madonna delle Grazie. La cappelletta faceva parte di una casa agricola appartenuta ai marchesi Cornaggia-Medici, situata lungo la via Madonna delle Grazie e abbattuta nel 1933. All'interno della cappella, sul lato destro, sono dipinti San Giovanni e Sant'Espedito. Non si conosce la data di costruzione, ma pare che la cappella sia stata voluta dal marchese Cornaggia. Negli anni Cinquanta del XX secolo fu ridipinta dal pittore Pagani; non si sa se anche le antiche pareti erano affrescate.

 

A Mortara (Pavia) esistono una via ed una cascina, poi trasformata in villa, dedicate al santo. Villa S.Espedito sorge al n.660 della Strada per Ceretto ed ospita un ristorante; in una nicchia del muro esterno è conservata una piccola statua proveniente da Casale Monferrato (Alessandria).

 

A Tromello (Pavia), nella chiesa succursale di S.Rocco è presente un quadro, raffigurante S.Espedito, erroneamente scambiato per S.Martino in veste di soldato.

 

A Voghera (Pavia), nella chiesa rinascimentale del Carmine, presso l'altare del Bambino di Praga, è presente una statua di S.Espedito del XX secolo e circondata da quadretti, ex voto e foglietti devozionali.

 

 

PIEMONTE

 

Si ritiene solitamente che il culto abbia avuto origine in Germania e in Sicilia, ma le tracce più antiche si trovano invece a Torino
Da "La Guida Archeologica di Torino", a cura del Gruppo Archeologico Torinese:
"Di fronte a Palazzo Madama si apre Via Garibaldi: l'antico Decumanus Maximus che si sviluppava dalla Porta Decumana fino all'incrocio con via della Consolata, dove si usciva dalla città transitando sotto la Porta Prætoria. Durante il Medioevo, la strada, ridotta a poco più di quattro metri di larghezza, si era fatta tortuosa; nonostante ciò, la via, fortemente connotata dal punto di vista commerciale, non perse la sua importanza. Nel tempo assunse nomi diversi e venne detta Strata Civitatis Taurini, Strata Magna e, più tardi, anche contrada di Sant'Espedito (patrono dei commercianti) poiché era il percorso che forzatamente facevano i mercanti che transitavano per la città e che dovevano passare per la porta Segusina per pagare il dazio. Infine assunse il nome di contrada di Doragrossa, quando si prese ad usare il rio che vi scorreva in mezzo per nettare la strada".
Dal momento che già nel 1437 veniva utilizzato il nome Doragrossa, la "contrada di Sant'Espedito" risale ad un'epoca precedente. Nel Medio Evo esisteva  perciò un culto già ben radicato in questa città: tali tracce lasciano supporre quindi che la devozione a S.Espedito  sia molto più antica di quanto si pensasse; purtroppo, però, l'origine del culto rimane, così come la vita del santo, avvolta nel mistero.
Tutt'oggi, comunque, una statua marmorea di S.Espedito, opera dello scultore torinese Cattaneo, si trova in una nicchia della facciata della chiesa di S.Rocco, in via san Francesco d'Assisi 1, vicino a via Garibaldi (la collocazione della statua risale al 1924). Un'altra statua è all'interno della chiesa.

Nella chiesa di S.Alfonso (1896), inoltre, è presente una cappella incompleta dedicata al santo; un'immaginetta di fine '800 testimonia questo luogo di culto ed un'altra immaginetta ricorda l'erezione dell'altare in onore del santo.

 

Nell'antica chiesa della Confraternita di S.Nicola da Tolentino, situata a Biella nel quartiere Vernato, esiste un altare dedicato a S.Espedito, con un dipinto su tela raffigurante il santo e realizzato da autore ignoto.

 

A Bibiana (Torino) esiste la località S.Espedito.

 

A Cambiano (Torino), si trova un pilone dedicato alla Madonna Assunta, a S.Carlo ed a S.Espedito; fu costruito nel 1908-1909, forse in rifacimento di una costruzione preesistente, e venne dedicato dal sig. Edoardo Musso a S.Espedito per ottenere la guarigione da una grave malattia, in quanto in quell'epoca il culto per il santo era molto vivo a Cambiano. Negli anni Trenta, durante tutto il mese di maggio, si pregava al pilone che, per l'occasione, era illuminato con una lucina interna. Attualmente la statua della Madonna non è presente, perché è stata rubata nel gennaio 2003, mentre le altre due statue di S. Carlo e S.Espedito, danneggiate durante il furto stesso, sono state ricollocate in occasione della recita del S. Rosario nel maggio 2004. Il pilone consiste in un'edicola in pietra addossata al muro e divisa in due piccole nicchie semicircolari ed una grande esedra centrale, terminante con una croce. Le nicchie interne sono suddivise da pilastrini sopra i quali, un tempo, erano collocati degli angioletti. Un tempo il pilone era chiuso da un vetro bianco, con cinque croci laterali e quella centrale di colore blu (oggi, rimangono le sagome delle croci, mentre il vetro è mancante ed è stato sostituito da una semplice grata). Nella nicchia di sinistra vi è la statua di S. Espedito, con la corazza e il vestito da soldato, il mantello rosso, la spada nel fodero e la palma nella mano destra; ai suoi piedi si trova il corvo ed un cartiglio con una scritta (presumibilmente "cras"), ormai non più leggibile. 

 

A Moncalvo (Asti), nella chiesa di S.Maria delle Peschiere, in frazione Santa Maria, è conservata una statua in gesso di S.Espedito.

 

A Pont Canavese (Torino), nella Cappella delle Roggie, vi è una statua di S. Espedito; la chiesa in cui è conservata la statua sorge in fondo alla via che fu per secoli la via Maestra, lungo la quale si svolgeva principalmente l'attività commerciale.

 

A Vignole Borbera (Alessandria), in località Chioccale, sorge il santuario dedicato a N.S. delle Grazie, sulla cui facciata fu posta nel 1936 una statua di S.Espedito.

 

 

PUGLIA

 

Nella cattedrale di Ascoli Satriano (Foggia) e precisamente a sinistra dell'altare della cappella di S.Potito, vi è un busto-reliquiario di S.Espedito, risalente al sec. XVIII - XIX e realizzato da un ignoto artista locale. Il busto riproduce il santo avente un'espressione estatica, adorno di vesti dorate e la palma del martirio in mano; sul capo regge una corona in legno dorato, mentre reca sul petto la teca con la reliquia interna. E' realizzato in legno dipinto e rifinito con stucco superficiale, che ha fatto perdere alla statua la sua originaria raffigurazione.

 

A Melendugno (Lecce), si trova una piccola cappella dedicata a S.Espedito, con la raffigurazione del santo.

 

Nella chiesa di S.Teresa a Nardò (Lecce) si trova una statua del santo.

 

A Polignano a Mare (Bari) viene organizzata una processione con le statue dei santi Cosimo, Damiano ed Espedito.

 

A Ruffano (Lecce), nell'Istituto Suore Missionarie della Consolata (piazza Libertà 15), è conservato un quadro del santo.

 

Nella Rettoria di San Giorgio, nel borgo antico della città di San Nicandro Garganico (Foggia), è conservata una statua di S.Espedito. Il culto del Santo, di antica presenza a Sannicandro, è talmente sentito che il 19 aprile nella rettoria si celebrano due Sante Messe: una alla mattina e l'altra, solenne, pomeridiana, con l'assistenza della confraternita "Maria SS. di Costantinopoli", la cui immagine è pure venerata nella stessa rettoria.

 

Nella sagrestia della chiesa di S.Nicola a San Severo (Foggia) è conservata una statua di S.Espedito.

 

 

SARDEGNA

 

A Cagliari, nel presbiterio della Basilica di Santa Croce, è collocata una statua di S.Espedito.

 

Nella chiesa parrocchiale di S.Giuseppe a Sassari si può ammirare una statua lignea del santo, realizzata da Giuseppe Sartorio e risalente ad un periodo compreso tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900.

 

Nella chiesa parrocchiale di Pozzomaggiore (Sassari), dedicata a S.Giorgio, si trova, di fronte alla porta che conduce al campanile, la nicchia di S.Espedito.

 

A Villacidro (Cagliari), nella chiesa campestre dedicata a San Sisinnio, è conservata una statua lignea del santo, alta circa 1,20 m.

 

 

SICILIA

 

Probabilmente il culto in questa regione nacque a Messina nel XVII secolo, estendendosi poi ad Acireale (Catania) nel secolo successivo.

All'inizio del Novecento, il canonico Vincenzo Raciti, Capo bibliotecario della Zelantea di Acireale, così si esprimeva: "Il culto di questo santo protettore dei mercanti fu importato in Acireale da Messina nella prima metà del XVIII secolo, in occasione del celebre mercato franco, che da epoca antichissima si celebrava in Aci quindici giorni prima della festa di S.Venera, vergine e martire, cittadina e patrona primaria della città (12 luglio-26 luglio). Questo mercato prima del 1819 era il più celebre della Sicilia; vi accorrevano mercanti in gran numero da tutte le città dell'isola, dall'Italia, da Malta, dalla Grecia e dalla Turchia" (Intorno al culto di S.Espedito Martire, Seconda Nota, cit., p. 719); "si ritiene, per tradizione, che il culto di S.Espedito, introdotto in Acireale dai mercanti messinesi, sia stato propagato nello scorcio del secolo XVII e nel principio del secolo XVIII da un sacerdote acese exgesuita che ufficiava la chiesa di Gesù e Maria di questa città" (Intorno al culto di S.Espedito Martire, Seconda Nota, cit., p. 722).

Il giorno 18 aprile 1781, con decreto del vescovo di Catania Corrado Deodati, S.Espedito fu proclamato patrono secondario della città di Acireale ("Nos D. Corradus M.a Deodati de Moncada [...] ad infrascriptam provisionem devenimus: quod sit Patronus, sive Compatronus et Protector minus principalis dictae Civitatis Acis Regalis Divus Expeditus Martyr et expediatur privilegium in forma").

Il canonico Vincenzo Raciti ricorda che nei primi anni dell'Ottocento "la festa di S.Espedito veniva celebrata con pompe esterne di luminarie e di artifici pirotecnici; precedeva la esposizione del Divinissimo in forma delle Quarantore con un triduo di predicazione. Il 19 aprile veniva recitato nella messa solenne il panegirico e parecchi di tali panegirici furono pubblicati" (Intorno al culto di S.Espedito Martire, Seconda Nota, cit., p. 719).

S.Espedito era venerato nella chiesa di Gesù e Maria e, a testimonianza del culto, si possono anche citare un quadro, una statua realizzata da Ignazio Castorina (1737-1822) e tre acqueforti (le prime due sono probabilmente anteriori al 1781, in quanto non presentano il santo quale patrono di Acireale).

Nella prima (18x13 cm; campo inciso: stesse dimensioni) il santo è presentato quale negotiorum et expeditionum patronus. Calpesta con un piede una Medusa dalla chioma di serpi, simbolo dell'astuzia e dell'inganno, e con l'altro piede il corvo, recante in bocca la scritta cras cras (domani), simbolo delle dilazioni ingiustificate. Il santo impugna la spada, all'elsa della quale è intrecciata la palma del martirio, e guarda verso l’emblema della SS.Trinità, recato da un angelo. In alto si legge: "Peregrinare in terra eroque tecum et benedicam tibi" (Gen. XXVI, 3) e "In pinguetudine terrae et in rore coeli desuper erit benedictio tua" (Gen. XXVII, 39, 40). Ai piedi sono poi rappresentate navi in partenza ed in arrivo, la pesca, due pellegrini che si mettono in viaggio, la buona cacciagione e le ricche messi. In basso, fuori del campo figurato, si legge: "A.M.D.G. // V.F.G.A. // S. EXPEDITUS M. negotiorum et expeditionum Patronus Qui Melitine in Armenia una cum aliis coronatus Nunc sub die 19 aprilis colitur V Marty Rom. Bolland.". Lo stato di conservazione dell'acquaforte è caratterizzato da ampie macchie di umidità e bordi danneggiati.

Nella seconda (16x10,5 cm; dimensioni campo inciso: 12,5x7cm) il santo calpesta il corvo ed è presente l'emblema della SS. Trinità. In basso si può leggere: "Dalla gloria in cui siedi accanto al Nume C'impetri il sangue tuo santo il costume. Si venera nella Chiesa di Gesù e Maria di Aci R.le".

La terza (24x15 cm; dimensioni campo inciso: 16,5x11,5 cm) raffigura la statua scolpita da Castorina e reca scritto, in basso, fuori dal campo inciso: "S. ESPEDITO MARTIRE - Protettore dei Negozi dei Litigi e delle spedizioni, e per privilegio dell'anno 1791 Padrone della Città di Aci Reale. Si venera nella Chiesa di Gesù e Maria / Presso Francesco Scafa". In basso è aggiunto a penna (con la grafia del Can. Vincenzo Raciti): «Incisione in rame della statua scolpita dal Castorina in Acireale». Lo stato di conservazione è discreto; vi è una piegatura del foglio al di sopra dell'incisione.

 

A Palermo il culto si diffuse nella seconda metà del XIX secolo e venne approvato dal Card. Michele Ceresia con un rescritto del 29 dicembre 1899, ma già nel convento delle Religiose Basiliane del SS. Salvatore si trovavano delle immaginette del santo. Nel 1935 venne costruita una chiesa (in via Nicolò Garzilli) in suo onore, poiché esisteva già in loco una cappella a lui dedicata. In questa parrocchia sono conservate una statua ed una una reliquia, la cui attendibilità storica non è verificata.  

 

Ad Agira (Enna), nella chiesa di S.Margherita si trova una statua del santo.

 

A Canicattì (Agrigento), S.Espedito era venerato nella chiesa del Purgatorio, come testimoniato da un'immagine del 1903 (l'immagine è tratta dal Fondo Di Benedetto, esistente presso la Biblioteca Comunale di Palermo).

 

A Castelbuono (Palermo), nella chiesa di S.Francesco, la domenica tra il 17 ed il 23 novembre si celebra la festa di S.Espedito.

 

A Cefalù (Palermo), nella chiesa di Maria SS. della Catena (1780), è conservata una statua del santo.

 

A Giarre (Catania), nella chiesa dell'oratorio di S.Filippo Neri è conservata una statua di S.Espedito ed ogni anno il 19 aprile si celebra una Messa solenne con una breve processione, a cura del comitato dei festeggiamenti. Nella frazione di Macchia, una statua di S.Espedito è conservata all'interno della chiesa di S.Vito.

 

A Milazzo (Messina), il terzo altare rivolto verso est nella chiesa di S.Maria Maggiore (XVII secolo) è dedicato a S.Espedito e contiene una statua policroma. 

 

Nella parte sinistra della chiesa di S.Nicolò a Novara di Sicilia (Messina) si trova un altare con la statua del santo. 

 

A Pozzallo (Ragusa), una chiesa costruita negli anni Venti doveva essere inizialmente dedicata a S.Espedito per volontà di Cecilia Vasquez, ma il Vescovo di Noto Mons. Giuseppe Vizzini decise di intitolarla a S. Giovanni della Vittoria, considerando la particolare devozione degli abitanti nei confronti del precursore di Cristo.

 

 

TOSCANA

 

A Pistoia, nella chiesa di S.Paolo, è conservata un'immagine del santo.

 

A S. Miniato (provincia di Pisa) si trova il tabernacolo-ossario di S.Espedito.

 

 

VENETO

 

A Povegliano Veronese (Verona) esistono un'edicola votiva ed una via dedicate a S.Espedito. La cappelletta contiene una statua ed è stata costruita nel luogo dove sorgeva il muro che delimitava la proprietà della villa dei conti Algarotto e su cui un soldato meridionale aveva dipinto nel 1848 la figura del santo.

 

A Schio (Vicenza), nella chiesa dell'Incoronata (in via Pasubio), è conservata una tela raffigurante S.Espedito, realizzata nel 1953 da Vittorio Pupin: sullo sfondo della Roma pagana e cristiana (simboleggiati dal Colosseo e dalla basilica di San Pietro), spicca la figura del santo nell'atto di reggere con la destra la Croce e con la sinistra la palma del martirio; ai suoi piedi si trovano sono un gladio, l'elmo ed il corvo con accanto la parola CRAS.

 

 

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