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(...)segue un
lungo periodo di pausa fino quando viene organizzata la mostra“Carlo Scarpa: il
progetto per S. Caterina” (Treviso
26 maggio-14 luglio 1984).
E’ il 1984, riprende la
riflessione e con l’occasione interpello Bruno Zevi, gia conosciuto in
precedenza nel 79 per alcuni scritti
sulla rivista l’ “Espresso” di cui ne sono stato il diretto interlocutore.
Resta traccia, del suo interesse
sul caso, pure nelle lettere a me indirizzate.
Una, è divertente ed
emblematica, ma nel suo stile, mi scriveva “(…)appoggio la sua idea. Credo che
Lei, sulla base di una duplice esperienza scarpiana, potrebbe portare in
porto il lavoro con piena soddisfazione di tutti. Questa è la mia opinione, che
Lei è autorizzato a rendere pubblica come e quando lo ritenga opportuno.”,
era l’otto giugno 1984.
In precedenza, nel ottobre 1977,
pure Carlo Scarpa mi suggeriva altre
elaborazioni: “voglio vedere come risolverai il vano scala”.
Nel 2007, ho rielaborato il
progetto “S.Caterina-2007” risolvendo anche questo, nell'equilibrio fra
espressionismo e scomposizione "De Stijl"
Il progetto resta dunque, una
consapevolezza essenzialmente privata.
Nel passato era l’idea che informava la prassi. Oggi, il principio
è l’azione…
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