Da "Il Gazzettino-cronache di Rovigo" del 2 Luglio 2002: <<PORTO TOLLE. Ma i ritardi dipendono dalla Bonifica Lavori nelle lagune: Comune contro Parco>>
Colta con le mani nella marmellata, cioè a tentare di ottenere una serie di finanziamenti europei anche ricorrendo al Parco del Delta del Po che ufficialmente non riconosce, l'amministrazione Broggio ha reagito tornando a sventolare la bandiera antiparco. Una mossa tutta rivolta ai propri elettori ma, dopo aver coscientemente smorzato i toni in questi due anni, purtroppo l'esercizio si è rivelato più complicato del previsto e quello che doveva essere un duro affondo nei confronti dell'Ente Parco, si sta rivelando un autentico boomerang. Secondo un comunicato diramato nella giornata di ieri e firmato dalla giunta comunale, infatti, il Parco avrebbe bloccato i lavori di manutenzione nella laguna del Barbamarco. "Fermare i lavori di vivificazione - scrivono Broggio e i suoi assessori - oltre che esautorare gli enti pubblici delle loro competenze fino ad ora svolte, significa lasciare morire le lagune del Delta". Scorrendo il testo, si scopre che quello che ha rinfrancato nelle proprie convinzioni la giunta portotollese non è neppure di un episodio recentissimo visto che risale all'11 giugno scorso: nel corso di una conferenza dei servizi convocata con urgenza dalla Regione Veneto presso il Consorzio di bonifica Delta Po Adige per risolvere il problema relativo ai lavori di manutenzione e, in particolare, l'adeguamento della bocca nord della laguna del Barbamarco, "è accaduto un fatto eclatante: un'unica voce contraria, quella dell'Ente Parco del Delta del Po che si è riservata la decisione dopo aver esaminato i progetti nel rispetto dei vincoli previsti dalla legge istitutiva del Parco Regionale, inoltrando la richiesta di ritenere indispensabile per l'approvazione del progetto il parere di incidenza ambientale".
Ma davvero la contestazione del Parco ha avuto il potere di bloccare la draga che si trovava già sul posto? Antonio Dimer Manzolli, presidente dell'Ente Parco, liquida tutto con una battuta: "E perchè allora non hanno approvato il progetto a maggioranza dando il via agli interventi? La verità è che il nostro tecnico si è solo accorto che mancava la valutazione d'incidenza ambientale, una relazione obbligatoria ai sensi del Dpr 297/97 per i Sic (siti d'importanza comunitaria). Si tratta di una dimenticanza del progettista (il Consorzio di bonifica Delta Po Adige, ndr) e non si può perciò accusare il Parco di ostacolare i lavori di manutenzione nelle lagune". Infatti, i venti giorni di silenzio fanno pensare che la mossa sia stata architettata per uscire dal momento di difficoltà dovuto alla scoperta dei flirt con l'Ente Parco per i finanziamenti comunitari. E se Manzolli rifiuta la polemica, è impossibile non vedere il tentativo della giunta Broggio di strumentalizzare un episodio - che se fosse vero sarebbe il primo in cinque anni - per dimostrare che il Parco arreca danni all'economia locale e alla pesca in particolare. "Con questo comunicato - spiega infatti la giunta - intendiamo porre in evidenza le difficoltà che sta creando l'istituzione del Parco anche nel settore della pesca e della sicurezza idraulica, come abbiamo più volte rimarcato, il Delta del Po non ha bisogno di leggi vincolistiche macchinose, burocratiche, con pareri che si sommano ad altri pareri prima d'intervenire, ma abbisogna di provvedimenti snelli e veloci nella loro applicazione". "Qui possiamo essere d'accordo - chiosa diplomaticamente Manzolli - ma è anche vero che le leggi vanno rispettate".