Da "Il Gazzettino-cronache di Rovigo" del 5 Giugno 2002: <<PORTO TOLLE. Polesine Camerini ha ospitato due giorni di meeting del vertice manageriale Enel, Orimulsion o chiusura. I massimi dirigenti confermano che non ci sarà alternativa al loro piano>>
- Rinviato a settembre, o forse ancora un po' più in là, l'annunciato convegno internazionale che doveva occuparsi dell'Orimulsion.
Nella sala congressi del Centro Informazioni della centrale Enel di Polesine Camerini è proseguito ieri il meeting che aveva per protagonisti l'amministratore delegato Antonino Craparotta e tutto il top management di Enel Produzione.
Nei due giorni di riunione, i principali dirigenti della società elettrica si sono confrontati sulla necessità di modificare le strategie industriali in relazione alle trasformazioni del mercato, e le ricette più gettonate sembrano essere quelle di rendere gli impianti più competitivi, di orientare sempre più in un'ottica di mercato le attività operative, in particolare agendo sulla diversificazione dei combustibili e sulla modalità di funzionamento degli stessi impianti.
Estremamente calzante, da questo punto di vista, la scelta di Polesine Camerini come sede del meeting: fin qui la centrale è stata strategica visto che ha coperto circa il 10\% della produzione elettrica nazionale (il 50\% di quella veneta), ma con la liberalizzazione del mercato la sua competitività è a rischio.
"L'Enel continua a credere in questo impianto - dicono i dirigenti - ed è proprio per questo che ha presentato un progetto di conversione ad Orimulsion che non ne allungherebbe solo la vita produttiva, ma ne farebbe con Civitavecchia uno dei cardini delle strategie aziendali".
Il progetto di ambientalizzazione, attualmente sottoposto alle procedure del Via (Valutazione d'impatto ambientale), ha fin qui raccolto il pieno sostegno da parte del comune di Porto Tolle e della Provincia, ma ha pure trovato l'ostilità da parte della Regione (che si trincera dietro l'obbligo di utilizzare metano o combustibili dalle pari o minori emissioni previsto dalla normativa del Parco) e di un po' tutti i partiti del centrodestra, oltre naturalmente agli ambientalisti e al locale Comitato Cittadini Liberi.
"In questi mesi sono state dette molte cose inesatte o vere e proprie mistificazioni - continuano i manager Enel - e ci riserviamo perciò di iniziare quanto prima a ribattere colpo su colpo affermazioni che disorientano i cittadini e mettono persino in dubbio gli ottimi risultati che abbiamo ottenuto nell'impianto "gemello" di Brindisi".
L'Enel, insomma, è fiduciosa nel responso del Via e conta pure di vincere le resistenze di quanti temono, vista la situazione attuale, un peggioramento dal punto di vista ambientale: "Gli investimenti per la conversione ad Orimulsion garantiranno la tutela degli attuali livelli occupazionali e, per i quattro anni circa di lavori, centinaia di posti di lavoro. Quanto alle emissioni, saranno ridotte dell'80\%, su valori molto al sotto dei limiti di legge che entreranno in vigore da gennaio. Se non passa questa soluzione, l'unica alternativa è la chiusura perchè con il mercato a regime, utilizzare olio combustibile (da gennaio chiuderanno due gruppi e gli altri due funzioneranno a Stz -ndr) non sarà più economicamente sostenibile".