(7)"stragi"

Ho parlato con vecchi  “servitori di valle” che mi hanno raccontato cose incredibili, che io mi sono limitato a riferire. Del resto, in diversi bar di Porto Tolle vi sono delle foto che attestano l’abbattimento di  “montagne” di anatre nelle giornate particolarmente favorevoli  per la caccia!

carretto pieno di Palmipedi abbattuti (foto presente nel Ristorante "Da Melita") visualizza foto
distesa di anatre abbattute e cane da caccia (foto presente nel Ristorante "Da Melita") visualizza foto

Antonella Tomasin, nel libro “L’ipotesi di Parco del Delta del Po – Materiali di Analisi – Quaderni della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo” , parla, a pagina 168 della grande quantità di abbattimenti che si effettuano in valle. Ibidem: <<…il problema principale delle aziende faunistico venatorie (vallive del Delta, n.d.r.) è rappresentato dal numero eccessivo di capi abbattuti, data la possibilità di eludere sistematicamente il controllo dei carniere massimo individuale… (Regione Veneto, 1985, p. 304)…>>.

A pagina 902 del libro di Ettore Arrigoni Degli Oddi, "Ornitologia Italiana" - Ulrico Hoepli Editore, è scritto, ibidem,: <<...ricordo anche la...<<caccia di valle>>...Tale caccia è molto remunerativa potendo un solo cacciatore uccidere in una giornata di caccia fortunata, cento, duecento e anche più selvatici...>>. A pagina 903, scrive, ibidem,: <<...(a proposito della caccia in valle, n.d.r.)...In 828 giornate di caccia...ho ucciso 51.303 capi, con un massimo in una giornata di 374 capi!...>>.

Parlare di "stragi", a proposito degli abbattimenti di uccelli che si effettuano nel Delta, è cosa "normale". A tal proposito, il cronista de "Il Gazzettino" di Rovigo, nell'articolo pubblicato il 26 febbraio 2000 (nel quale fa il bilancio della stagione venatoria '99/2000), scrive, ibidem,: <<Ambiente. Wwf: molte ombre, qualche speranza. Nel Delta continua la strage dei volatili>>.

Per quanto riguarda "l'equazione": difficili condizioni climatiche (freddo)=facilità nel "fare carniere": Da "Il Gazzettino-cronache di Rovigo" del 19 Dicembre 2001:<<CACCIA. Multe salate a chi spara nonostante neve e ghiaccio>>. Le multe si moltiplicano. Gli uffici dell'assessorato provinciale alla Caccia stanno infatti registrano un incremento pressoché costante delle sanzioni inflitte in questi ultimi giorni ai cacciatori che continuano ad esercitare l'attività venatoria nonostante la presenza della neve nelle campagne e sulle valli praticamente ghiacciate. «In queste circostanze - spiega il dirigente dell'assessorato alla Caccia Vanni Bellonzi - la selvaggina non si può riparare e per questo motivo abbiamo intensificato i controlli su tutto il territorio, sia nelle campagna che nelle valli da pesca». In questa particolare situazione selvaggina e fauna selvatica non sono in grado di proteggersi e quindi scatta il provvedimento dell'amministrazione provinciale. «Non c'è una ordinanza specifica - spiega il dirigente - ma semplicemente applichiamo i principi collegati ad una norma generale». Si tratta, quindi, di un provvedimento resosi necessario negli ultimi giorni. Le multe inflitte in questi giorni, a quanto pare, sono molte numerose e anche particolarmente salate visto che per ogni infrazione viene fissata una sanzione di 400 mila lire.

Da "Il Gazzettino-cronache di Rovigo" del 21 Dicembre 2001: <<FAUNA SELVATICA. Lac: «Galan fermi la strage di uccelli>>. La Lac del Veneto vuole l'immediata sospensione della caccia su tutto il territorio regionale a causa delle temperature polari che mettono in serio rischio la sopravvivenza della fauna selvatica delle campagne, delle lagune e del Delta. Nei giorni scorsi è stata presentata un'istanza formale alla giunta Galan per richiedere lo stop alle doppiette per almeno 20 giorni in modo che le specie selvatiche riescano a superare senza ulteriori insidie le avverse condizioni meteorologiche. Per la precisione vengono considerate in particolare rischio le popolazioni di fauna selvatica comprese nell'articolo 18 delle legge 157 del 1992. L'attività venatoria in questo periodo, soprattutto negli specchi d'acqua del Delta, oltre ad essere vietata per la presenza del ghiaccio, si trasforma in fattore di ulteriore turbativa sulle possibilità di sopravvivenza dei volatili acquatici, stremati dal poco cibo reperibile, in ragione delle valli ghiacciate, nelle poche ore di luce durante il giorno. Gli uccelli sono poi costretti a continui spostamenti per il disturbo provocato anche indirettamente dagli spari, facendo loro sprecare di fatto le poche energie di cui dispongono in questo periodo.

Da "Il Gazzettino-cronache di Rovigo" del 20 Gennaio 2002: <<Strage di anatre>>. Centomila uccelli acquatici nel delta del Po rischiano «una decimazione senza precedenti». È quanto si profila nel Delta del Po a seguito della decisione del presidente della Giunta regionale Giancarlo Galan di riaprire la caccia. Freddo, gelo, addirittura la galaverna da quaranta giorni fa ad oggi stanno imperversano, ma per la caccia è come se nulla fosse avvenuto...(omissis)