Da "Il Gazzettino-cronache di Rovigo" del 25.3.01: <<PORTO TOLLE. Inattesa convergenza. Consiglio unanime: aboliamo il parco.La richiesta sarà inoltrata alla Regione>>
Con una decisione a sorpresa, il consiglio comunale ha chiesto all'unanimità alla Regione Veneto di abrogare la legge istitutiva del Parco e nello tempo ha invitato i sindaci degli altri comuni del Delta ad abbandonare l'Ente Parco.
È proprio l'unità d'intenti dei gruppi di maggioranza e minoranza l'aspetto più interessante di un documento che, nella prima versione, era parso contraddittorio. Nella presentazione fatta dal sindaco Paola Broggio, infatti, alla denuncia dei "gravissimi problemi che provocherà l'attuazione del Piano del Parco del Delta del Po" e la preoccupazione per "la futura adozione del regolamento del Parco" secondo i dettami della legge 394/91, passando attraverso la riconferma del ricorso presentato al Tar e dell'alternativa che va sotto il nome di "Aree wilderness", la maggioranza arrivava a chiedere una semplice revisione della legge regionale 36/97.
Insomma, dietro i pugni battuti sulla tavola per accontentare la popolazione, c'era la sensazione che l'Amministrazione intendesse andare a discutere modifiche mirate. Non a caso, nel primo intervento Camillo Bruschi, il consigliere dissociato dalla maggioranza, ha posto il fatale quesito: "Non siamo più contrari al Parco? Perché se si cerca di migliorare la legge significa che la si accetta". La replica è venuta nel lungo intervento (il sindaco ha concesso ben 45': evidentemente tra norme e leggi non riconosciute c'è pure il regolamento del consiglio comunale che ne prevede soli 15') del capogruppo di maggioranza Lorenzo Carnacina che ha strappato applausi al pubblico riproponendo il solito intervento sui rischi e pericoli dell'applicazione nel Delta della 394/91, l'inadeguatezza di questo tipo di Parco e la validità "perché viene dal basso" delle Aree Wilderness.
Incassato l'appoggio di Renzo Mirimin (Lega Nord), Nuova Frontiera con il capogruppo Lorenzo Gibin ha cercato di spiegare come "quello che ci divide è che proprio per i problemi che tutti denunciamo riteniamo sia necessario entrare nell'Ente Parco e gestire da dentro tutti i passaggi". Il tutto aggiungendo la nota polemica che la validità della proposta stia nella lunga serie di defezioni dal vecchio Comitato cittadino. Con il gruppo intenzionato a non votare il documento, è stata però accolta la proposta di rivedere il documento che ha sortito l'effetto di rafforzarlo.
Per la maggioranza si tratta di una "capriola" di Nuova Frontiera che non si è limitata ad esternare le sue perplessità sul Parco, ma è arrivata a chiedere l'abrogazione della legge quando la maggioranza si stava accontentando di chiederne una rivisitazione.
(No comment. Nota degli Amici del Parco)