LE SOLITE BUGIE SUL PARCO. MALAFEDE E CAMPAGNA ELETTORALE

Siamo in campagna elettorale. Porto Tolle, tra le sue varie contraddizioni, presenta anche quella di essere “l’apax legomenon” della politica. Il “centro sinistra” ha la maggioranza, ma un altro “centro sinistra” è all’opposizione. Manca il “centro destra”. Entrambi i “centri-sinistra” rappresentano solo sé stessi: il centro sinistra provinciale, infatti, così come quello degli altri Comuni del Parco e quello regionale, è per il Parco. Il “centro destra”, che ufficialmente manca a Porto Tolle, in Regione (bene o male) ha permesso l’istituzione del Parco, ha la maggioranza in alcuni  altri Comuni del Parco ed è rappresentato anche dal Presidente del Parco stesso. La mancanza di progetti seri dei politici di Porto Tolle, però, vista l’imminente tenzone elettorale, fa cavalcare, per l’ennesima volta, a tutti indistintamente, lo sfiancato “cavallo” (che è ormai ora di chiamare “ronzino”) denominato “antiparco”, rispolverando le ammuffite “aree wilderness”, nella speranza di elemosinare qualche voto.Ciò è ridicolo anche perché, quando chiedono il consenso agli altri Comuni del Delta ed alla Regione al loro progetto di abolire la legge che ha istituito il Parco, tali signori si rivolgono ad interlocutori politici che, come detto in premessa, non hanno nulla a che spartire con Porto Tolle che è e rimane, la sola apax legomenon in mezzo alla “normalità” istituzionale. A dare manforte a siffatte aberrazioni scendono in campo anche le organizzazioni di categoria, ultima delle quali tale “Assoagricoltura”. In linea con la più bieca disinformazione strumentale, dietro la quale si nasconde la difesa degli interessi di pochi (cacciatori? Politici locali?) ai danni della collettività (ritenuta, evidentemente, culturalmente impreparata visto che dovrebbe “bere” senza fiatare le solite idiozie), si sentono in questi giorni  gli usuali discorsi demagogici: il Parco porterà ulteriori restrizioni, non saremo più padroni in casa nostra, il Parco non porta sviluppo, è a causa del Parco che non si possono eseguire lavori contro l’erosione degli scanni, ecc., ecc. Per l’ennesima volta, perciò, ci vediamo costretti a smentire queste fandonie propagandistiche. Anzitutto il Parco non porta nessun nuovo vincolo (quelli previsti dall’art. 11 della L. 394/91, come il divieto di introduzione armi, prevedono deroghe, basta leggere!) perché il Delta era già sottoposto a vincolo dalla Legge Galasso e dal Piano d’area; l’erosione degli scanni è dovuta a dissennate estrazioni di ghiaia e sabbia ed a lavori di difesa idraulica discutibili, quindi a devastazione del territorio che non avverrebbe se ci fosse un Parco a tutelare l’ambiente; l’associazione degli agricoltori che ha sparato a zero sul Parco è in malafede perché nessun territorio agricolo del Delta fa parte dei confini del Parco stesso (il Parco del Delta è un Parco d’acqua e non di terra), perciò il Piano del Parco non andrà ad intaccare gli interessi degli agricoltori. A proposito di interessi, a questo punto della nostra disamina ci si chiede: ma i politici di Porto Tolle e l’associazione di categoria citata, fanno gli interessi di chi? Nel resto d’Italia si fa a gara per entrare nei Parchi perché i prodotti tipici dei Comuni che ne fanno parte vengono valorizzati enormemente. Porto Tolle, da sempre, ha tradizioni alieutiche ed agricole. Il riso del Parco del Delta, i meloni del Parco del Delta o il miele del Parco del Delta si venderebbe meglio e di più. Lo stesso dicasi per il pesce o le vongole del Parco del Delta. Invece, grazie ai politici (e non solo) di Porto Tolle, si vogliono vendere meloni e riso contaminati con i metalli pesanti della Centrale Enel e vongole alla diossina dell’inceneritore di Cassella. Questo si che è vero sviluppo! Un’ultima considerazione, a proposito delle potenzialità di un Parco: domenica 25 marzo abbiamo invitato nel Delta le sezioni LIPU del nord est. Circa una cinquantina di turisti-ambientalisti hanno fatto visita al Parco. Si sono fermati una giornata scarsa, durante la quale, tra ristorante ed escursione fluviale, hanno “lasciato nel portafoglio” di ristoratori ed imprenditori del turismo fluviale locali due milioncini tondi tondi…Una vera tragedia!

(Comunicato stampa degli Amici del Parco del Delta del 26.3.2001, pubblicato su "Il Resto del Carlino-cronache di Rovigo" del 4.4.2001)

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