TRAGICOMMEDIA PORTOTOLLESE, OVVERO L'IPSE DIXIT DI CARNACINA.

A volte quello che succede a Porto Tolle sembra già accaduto in qualche esilarante film di Totò, talmente sono paradossali (o meglio tragicomiche) le situazioni che si vengono a creare.

Duole evidenziare, purtroppo, che esse hanno come attori protagonisti (e vittime), ancora una volta, i cacciatori.

Dalla stampa abbiamo appreso che il loro "capo", nonché capogruppo degli Antiparco in consiglio comunale, il sig. Carnacina, ha dichiarato illegittime le autorizzazioni al trasporto di armi nel Parco rilasciate dall'Ente Parco. Perché? Semplice!: il richiederle vorrebbe dire, in pratica, ammettere l'esistenza del tanto odiato Parco e ciò confuterebbe l'assioma che ha fatto sinora la "fortuna politica" di quell'uomo, ossia <<il Parco non esiste>>!

E' ormai un luogo comune, per il resto del Polesine, considerare Porto Tolle una "Repubblica a parte"; questi ultimi fatti, ne sono l'ennesimo riscontro.

Al di qua di Ponte Molo (una sorta di confine per Porto Tolle) tutti sanno, infatti, che dal settembre del 1997 esiste un Parco, con un Direttore, un Presidente, un logo, una sede, ecc., e che il Giudice di Adria ha condannato dei cacciatori trovati ad esercitarvi la caccia o ad introdurvi le armi.

Al di là di Ponte Molo, però, Carnacina continua a dire che <<il Parco non esiste>>. Qualcuno, comunque, non si fida più del suo <<ipse dixit>> e, giustamente, viste le recenti condanne, si "permette" di metterlo in discussione. Gli ultimi articoli di stampa ne sono la prova.

Logica vorrebbe (al di qua di Ponte Molo) che, di fronte all'evidenza di questi fatti, il "capo dei cacciatori" ammettesse lo sbaglio...Invece no!, al di là di Ponte Molo, egli dice "ai suoi" che le autorizzazioni al trasporto di armi sono illegittime, ma, se non bastasse, sempre dalla stampa si apprende di un "blitz" fatto a casa di coloro i quali sono riusciti a farsi dare l'autorizzazione, con lo scopo di requisire il prezioso documento! Questo significa, quindi, che quando qualcuno dei portotollesi per un momento si sveglia dall'allucinazione collettiva (<<il Parco non esiste>>), deve essere ricondotto "alla ragion di Stato"?

In democrazia bisogna rispettare le idee di tutti, per cui se la maggioranza dei cittadini di Porto Tolle ha ritenuto opportuno dare la loro fiducia all'attuale classe politica al potere, buon pro gli faccia. Certo è che, al di qua di Ponte Molo, dove si ragiona con un'altra logica, quella dell'<<accà nissciuno è fess>> (per rimanere in tema con le massime del mitico Totò), ci si chiede: è meglio "abbassarsi" a chiedere il permesso al trasporto di armi nel Parco, o "beccarsi" una denuncia (con sicura condanna) solo per fare contento Carnacina? La risposta è ovvia!

(Comunicato degli Amici del Parco del 17.3.01, pubblicato su "Il Gazzettino-cronache di Rovigo" del 07.4.2001)

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