Da "Il Gazzettino-cronache di Rovigo" del 16 Maggio 2001: <<PORTO TOLLE. Rischio denuncia contro il Wwf. Bracconaggio nel sangue? Fatto storico, non politico.Boschetti: "Nessuna offesa alla popolazione">>

"L'Amministrazione comunale di Porto Tolle si sta dimostrando, una volta di più, succube del partito dei cacciatori e, dopo che più volte l'abbiamo messa alla berlina, non ha trovato di meglio da fare che spendere sette milioni della collettività per annientare l'unica voce libera che si frappone tra i suoi bizzarri progetti (inceneritore, orimulsion, discarica - campeggio, Aree Wilderness, caccia e introduzione di armi nel Parco) e la connivenza con la letargica opposizione comunale che dovrebbe fronteggiarla".

C'è un meraviglia nelle parole di Eddi Boschetti, degli Amici del Parco, nell'apprendere che il sito Internet del coordinamento delle associazioni ambientaliste del Delta potrebbe essere oggetto di una denuncia - querela da parte della giunta portotollese.

"Il sito internet degli Amici del Parco del Delta del Po - spiega Boschetti - spiega quali associazioni ambientaliste ne fanno parte, lo statuto, come aderire, il logo, le notizie sul Delta divise in problemi ambientali generici, ostracismo nei confronti del Parco, le manifestazioni ambientaliste, la caccia ed il bracconaggio, la storia dell'area protetta , la legge regionale 36/97, il turismo ecocompatibile, la caccia e bracconaggio con il corredo delle sentenze ed un dossier del Wwf di Rovigo, pubblicato nell'aprile del 1999, consegnato al Wwf ed alla Lipu nazionali, al Prefetto di Rovigo ed addirittura al Ministro dell'Ambiente".

Da quanto sembra di capire, proprio quest'ultimo sarebbe sotto accusa. Perchè? "Il dossier è strutturato in capitoli integrati da articoli di giornale. Nel capitolo sul bracconaggio nel Delta si citano anzitutto dei dati: nella stagione venatoria 98/99, i cacciatori controllati sono stati 26, quelli contravvenzionati 25. Il rapporto prosegue sostenendo che "da questi dati si comprende immediatamente che il bracconaggio è incorporato nel codice genetico delle genti del Delta". Una frase che, buttata lì, senza leggere il resto del capitolo, ha una valenza ben diversa da quella che ha, invece, nel contesto del capitolo".

Secondo lei, dunque, non c'è oltraggio nei confronti della popolazione portotollese?

"Chi ha scritto quel dossier è un uomo del Delta, una persona che parla con cognizione di causa e non un masochista. Nel libro "Il tuo ambiente: cosa fare per difenderlo" di Maurizio Santolici, Pretore di Terni e Amelia e vicepresidente del Wwf, nel capitolo dedicato alla "Disciplina giuridica della caccia e bracconaggio" sta scritto che "come bracconaggio intendiamo ogni atto di caccia illecita...". La voce Dna, nel vocabolario Zingarelli edizione 1998, viene definita come "matrice ideologica e culturale". I concetti espressi, poi, si trovano già in molti libri che parlano della storia del Delta. E' appurato che, un tempo, nel Delta vi erano miseria, analfabetismo, malaria. Ma nel dossier si spiega poi che ora le cose sono cambiate, che nel Delta c'è benessere, la Centrale Enel, le vongole, il turismo".

Perchè viene messa sotto accusa anche la vigilanza venatoria? "Le difficoltà ed i pericoli ai quali vanno incontro le guardie del Wwf che si avventurano, disarmati e con canoe, nelle nebbie del Delta per sorprendere i bracconieri, armati di tutto punto e in possesso di barche potenti, sono "condite" con la citazione di fatti di cronaca nera, anche in questo caso noti a tutti: si parla dell'omicidio Voltolina, si citano le scaramucce tra marinerie del Delta e quelle limitrofe. Nel sito parliamo di cronaca, di storia, di atti processuali. Non capisco perché cose già scritte a suo tempo debbano dare fastidio ora".

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