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Opusculi distinctio 

Ut ea quae nobis explicanda proponentur, brevi methodo assequamur, hoc nostrum, de Caeli Caracteribus admirandis, Opusculum, in quatuor sectiones distinguimus. 

In quarum Prima nobis praemeditandum proponimus, in quibus Notis nam Stellae Nebulosae ab Occultis, veletiam à Luminosis differant, ut singulae species internoscantur. 

In secunda sectione disquirendum sit, quotnam huiusmodi sint in Caelo eminentissimo Phaenomena, quae Nebulosarum, Occultarum, aut Luminosarum encomio insigniri mereantur, quotve ab Astronomis attendantur. 

In Tertia explicandum venit quidam hae Stellae sint, quae tali specificari nomine mereantur: qualesve sint, ? quaenam illarum Causae. 

In Quarta sectione postremò, stellas quasdam contiguas, seu Geminatas, aut Duplices Indigitabimus, ? Copernicei Mundani systematis implicantiam demonstrabimus. Postmodum Nebulosarum, Luminosarum, ? Occultarum Constellationem exemplaria nonnulla Oculis visenda, ac Mente praemeditanda exponemus.

Sectio Prima 

In qua Differentiae Nota venit indicanda, qua Stellae Nebulosae à Stellis Occultis, et à Luminosis dissideant, atque proinde uniuscuiusque Differentiae Diffinitio tradenda venit. 

Nebulosae Stellae ab Astronomis appellari consuevisse videntur, angusti quidam Coeli Tractus, quos, etiam sub Aetere desaecatissimo, veluti Nebulosos Nodos, vel Globos suboscuros cerneres: sed in eodem Coeli situ, et indelebiliter perseverantes: ita ut perpetuò ab eisdem Stellis fixis aequè distent. 

Harum quamplurimae in Galaxia, vel iuxta Galaxiã attenduntur, praesertim in Australi Hemisphaerio: à via Lactea vero quam paucissimè removentur: neque enim à Lactea zona substanzialiter differire videntur, ut ob id partes Galaxiae ab ea avulsae, censeantur esse, ac reputentur. 

At Stellae, quas Ptolomeus Occultas, Copernices vero ac Recentiores Obscuras appellant, nequaquam Nebulosos tractus dixeris, sed Stellas caecas, nebuloso quodam quasi velamine obductas repraesentant; quatenus huiusmodi Stellas, non aequè transpicuas, et luminis claritate praeditas, sicuti, et reliquas Caeli Stellas excerneres: utrumque obscurum genus at Nebulosum omnibus patulum, et evidentissimum ob insignem magnitudinem: occutum vero valde exiguum, et absconditum, ita ut non nisi vehementi oculorum conatu à caeteris Stellis excerni possit.

Suddivisione dell’opuscolo

Suddividiamo questo nostro Opuscolo sulle Meraviglie del Cielo in quattro parti, in modo da ottenere con un breve procedimento di spiegare quanto ci proponiamo.

Nella prima parte ci proponiamo di considerare per quali caratteristiche, invero, le Nebulose differiscano dalle Occulte, oppure dalle Luminose, in modo che si riconosca la differenza tra le singole specie.

Nella seconda parte va indagato a fondo quanti siano mai nel cielo altissimo i fenomeni di questo genere che meritino di essere insigniti dell'appellativo di Nebulose, Occulte o Luminose e quanti debbano essere osservati dagli astronomi.

Nella terza parte va esposto quali siano queste stelle, che meritino di essere designate con tale nome: di quale natura siano e quali siano mai le leggi fisiche che le governano.

Nella quarta parte, infine, descriveremo alcune stelle contigue, cioè a dire Geminate o Duplici, e dimostreremo la confusione del il sistema del mondo di Copernico. Quindi esponiamo alcuni esempi di posizioni osservabili di Nebulose, Luminose e Occulte, e che la mente ci rifletta su.   

Prima parte

Nella quale vanno individuate le caratteristiche distintive, per cui le Nebulose differiscono dalle Stelle Occulte e dalle Luminose, e pertanto di ciascuna va fornita la definizione della diversità [rispetto alle altre].

A quanto sembra, gli Astronomi hanno abitualmente definito Stelle Nebulose certe limitate regioni del Cielo che si sarebbero potute distinguere, anche sotto un cielo molto vario, come nodi nebulose, o globi sfumati: ma sempre nello stesso punto del cielo, e per sempre lì fissi: così che distino in perpetuo nella stessa misura dalle medesime stelle fisse.

Moltissime di queste giacciono nella Galassia (Via Lattea) o presso di essa, soprattutto nell’emisfero australe: dalla Via Lattea si allontanano il meno possibile; ed infatti sembra che non differiscano sostanzialmente da quella regione, sicchè per tal motivo si crede e si opina che si tratti di porzioni della Galassia distaccate da essa.

Ma le Stelle, che Tolomeo definisce Occulte, mentre Copernico e i più moderni chiamano Oscure, in alcun modo potrebbero essere chiamate estensioni nebulose, ma Stelle cieche, e le rappresentano come coperte quasi da un velo nebuloso; dicono pure fino a qual punto si sarebbero potute distinguere simili stelle, non ugualmente trasparenti e fornite dello splendore della luce, come pure le altre stelle celesti: l’una e l’altra specie, Oscura così come Nebulosa,accessibile a tutti e cospicua per la straordinaria magnitudine: quella occulta, in verità, molto esigua ed evanescente, così da non poter essere distinta dalle altre stelle se non con un grande sforzo visivo.

 

 
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