Leonardo visse per parecchi anni a Milano , la prima volta dal
1482 al 1499 presso la corte ducale sforzesca.
In questo periodo come <
pictor et ingeniarius ducalis > fornì consigli
per le fortificazioni di Pavia, Vigevano e Milano.
In questi anni realizzò anche una mappa di Milano,
città in cui ritornerà nel 1506, con i francesi
nuovi signori del ducato,
arrivando da Firenze.
pianta di Milano
disegnata da Leonardo
Questo soggiorno milanese si prolungherà oltre i tre
mesi previsti e, a fasi alterne, fino al 1513.
Nel 1507 realizzò uno studio per la sistemazione dell'Adda
ed un progetto per dotare Milano di una via d'acqua che la
mettesse in comunicazione con il lago di Como e con i valichi
alpini dello Spluga e dell'Engadina.
Nel 1509 fece degli studi geologici delle valli lombarde.
Essendosi dedicato ad uno studio sulle fortificazioni dello stato
è ipotizzabile che abbia esaminato anche la nostra zona,
pur non essendo, allora, una zona di confine.
Un'altra ipotesi storico-fantastica, sulla presenza di Leonardo
nelle nostre zone, è quella avanzata dal professor Vezzosi,
direttore del "Museo Ideale di Leonardo" a Vinci, che localizza la
zona dei laghi della Lombardia nord-ovest per gli
esperimenti di volo effettuati dal "genio".
Se dubbi possono esserci sulla sua certa presenza, esiste tuttavia
documentazione che attesta che la nostra zona non gli era
sconosciuta.
Scrive infatti nelle <
Facezie >:
" L'arciprete e lo sparviero. Facezia dell'arciprete di Sancta
Maria del Monte, che sta a Varese, che fu mandato legato al Duca
'n iscambio d'uno sparviere."
Allude ad una facezia di Lodovico Carbone (1430-1485) che narra
che il duca di Ferrara aveva chiesto un giorno al podestà
di
Carpaneto (Modena) uno sparviero. La richiesta era stata formulata
in latino: "Capias accipitrem
et mitte nobis ligatum in sacculo
ne aufugiat" (Cattura uno sparviero e mandacelo legato in
un sacco perché non fugga).
Il podestà che non conosceva bene il latino ritenne che
accipitrem significasse "arciprete", arrestò, dunque,
l'arciprete e messolo in un sacco lo portò a Ferrara.
Quali potrebbero essere mai le motivazioni per cui il Sacro Monte
di Varese gli era noto?.
Si possono formulare le seguenti ipotesi:
- che sia venuto in visita
- che abbia appreso la notizia in casa Sforza, notoriamente legata
e devota al Sacro Monte
- che lo abbia appreso da artisti che operavano sia al Sacro Monte
sia a Milano.