Allacciati alla vita
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Allacciati alla vita 2

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Il manifesto 70X100
l'opuscolo

In Italia circa 8000 persone ogni anno perdono la vita e 700.000 rimangono ferite in incidenti stradali.
Non
è una "calamità naturale": nella stragrande maggioranza gli incidenti sono causati dai comportamenti scorretti di chi guida. Anche le conseguenze sono in parte determinate dalla nostra "imprudenza quotidiana". La cintura di sicurezza "trattiene" la vita, ma pochi la usano nonostante l'obbligo di legge; e pensare che, nei paesi in cui l'utilizzo è generalizzato, i morti e i feriti gravi si sono praticamente dimezzati! In Italia, se la cintura fosse usata da tutti, in un anno si salverebbero oltre 2200 vite, decine di migliaia eviterebbero di ferirsi gravemente, e si risparmierebbero oltre 5.000 miliardi in costi socio-sanitari. Allacciamo le cinture, utilizziamo il casco e i seggiolini per i bambini, rendiamo più sicure le strade con dissuasori di velocità e altri interventi strutturali, rispettiamo le distanze di sicurezza, evitiamo di bere alcolici e di viaggiare stanchi, rispettiamo pedoni e ciclisti: tuffi insieme possiamo riportare la civiltà sulle strade e trasformare le strade amare in strade da amare.

Una campagna  all'insegna del sorriso  per indurre tutti gli automobilisti ad usare le cinture di sicurezza:
un manifesto,
una striscia da esporre nel lunotto della vettura,
messaggi radio e video,
Iniziative in collaborazione con le società sportive,
un concorso per gli studenti.

Coinvolte in modo propositivo molte Amministrazioni provinciali e comunali

Ideazione e coordinamento: Centro Antartide via  Rizzoli 3 40124 Bologna tel 051260921 assunver@iperbole.bologna.it )

disegni di Bruno D'Alfonso - grafica di DELINEA

Documentazione sull'argomento

Dalla II RELAZIONE AL PARLAMENTO SULLO STATO DELLA SICUREZZA STRADALE - MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI - ISPETTORATO PER LA SICUREZZA DELLA CIRCOLAZIONE - ANNO 1999
pag. 109 e seguenti

L'USO DEI DISPOSITIVI DI SICUREZZA

Aspetti generali e confronti internazionali

L'uso della cintura di sicurezza e del casco è considerato di prioritaria importanza dalla Commissione europea, dalla CEMT, dagli organi di governo della maggior parte dei Paesi sviluppati.

In Italia l'obbligo dell'uso dei dispositivi di sicurezza è stato introdotto nel 1986 per quanto riguarda il casco e nel 1988 per quanto riguarda la cintura di sicurezza.

La Commissione europea ritiene che un incremento dell'uso della cintura di sicurezza al livello dei Paesi europei più sensibili in questa materia possa portare ad una riduzione del 15% delle morti per incidenti stradali.

Le direttive del Presidente degli USA per l'estensione dell'uso delle cinture di sicurezza indicano come un incremento dell'uso della cintura di sicurezza del 17% possa determinare una riduzione dei morti per incidenti stradali del 22%, con un risparmio atteso di 275 milioni di dollari USA. In entrambi i casi l'uso della cintura di sicurezza e del casco è considerato di importanza cruciale per ridurre gli effetti degli incidenti sulle persone

In Italia il rispetto dell'obbligo all'uso dei dispositivi di sicurezza appare, con tutta evidenza, molto basso. Su tale materia tuttavia manca, nel nostro Paese e in pochi altri, una rilevazione sistematica.

Le poche stime disponibili indicano per l'Italia percentuali d'uso che oscillano tra il10% e il 15%, che collocano l'Italia tra i Paesi con la minore diffusione in assoluto dell'uso sistematico delle cinture di sicurezza.

Inoltre, nel nostro Paese, il confronto fra indice di mobilità e conducenti coinvolti in incidenti, fa emergere profili comportamentali del tutto simili sia in ambiti ad elevata mobilità che a bassa mobilità: in entrambi i casi emerge chiaramente una evasione sistematica all'obbligo della cintura di sicurezza. Conducenti e trasportati non manifestano una adeguata percezione del rischio connesso all'omissione dell'uso delle cinture di sicurezza e, nel caso dei ciclomotori, del casco.

Il fenomeno riguarda, in misura minore, anche l'obbligo all'uso del casco per i motocicli

Effetti dell'uso dei dispositivi di sicurezza in Italia

Per converso i pochi dati sull'incidentalità riguardanti gli effetti degli incidenti con e senza l'uso dei dispositivi di sicurezza evidenziano l'elevata efficacia" della cintura di sicurezza e del casco nella riduzione degli effetti gravi, attraverso una "traslazione" delle conseguenze dell'incidente dal decesso verso il ferimento e dal ferimento verso l'incolumità.

Si evidenzia infatti che:

a) tra conducenti che indossavano la cintura, l'1,5% è deceduto, poco meno del 53% è rimasto ferito ed oltre il 45% è rimasto illeso.

b) al contrario, tra conducenti che non indossavano il dispositivo di sicurezza al momento dell'incidente, il 6,9% è morto, oltre il 58% è rimasto ferito e il 35% è rimasto illeso.

In particolare, l'assenza dell'uso della cintura determina -a parità di altre condizioni -un incremento del tasso di morti per incidente pari a:

3,5 volte in ambito urbano;

poco meno di 5 volte in ambito extraurbano.

Considerazioni analoghe possono essere svolte per quanto concerne i ciclomotori e motocicli, l'incidenza della mortalità tra i conducenti che sicuramente non indossavano il casco, soprattutto in ambito urbano, è doppia rispetto a coloro che lo indossavano. In particolare oltre il 70% dei conducenti deceduti non indossava il casco. Il fattore di incremento della mortalità, a parità di numero di incidenti, risulta pari a 1,8 in ambito urbano e a 1,7 in ambito extraurbano. L'incremento delle condizioni di sicurezza degli utenti è testimoniata soprattutto dall'aumento del tasso di incolumità dei conducenti coinvolti in incidenti (10,5% tra chi indossava il casco contro il 5,7% di quelli che non lo indossava).

In sostanza emerge con chiarezza la necessità di rafforzare l'obbligo all'uso di questi dispositivi di sicurezza sia attraverso campagne di sensibilizzazione (e di convincimento), sia attraverso un più rigoroso ed efficace controllo da parte dei corpi di vigilanza. 76

A tale proposito è necessario rilevare che nelle statistiche ufficiali la violazione all'obbligo di indossare le cinture di sicurezza non compare tra le venticinque sanzioni più diffuse, il dato contrasta in modo straordinario con la bassa diffusione di questo dispositivo di sicurezza e sembrerebbe indicare una sostanziale assenza di controllo da parte dei corpi di polizia; In ogni caso si ribadisce come su tutta la materia manchi nel nostro Paese una qualche forma di conoscenza sistematica.

(Roma 1999)

Nella relazione conclusiva della recente ricerca europea SARTRE (Social Attitudes to Road Traffic Risks in Europe) che si basa su indagini sociologiche e non su dati di incidente, si trovano conclusioni di questo tipo

"Impressionante è la bassissima percentuale di persone che dichiarano di indossare le cinture nelle nostre città: la risposta "mai" arriva al 51% in Italia, a fronte del 15% europeo .

E' stato calcolato che il raggiungimento dei livelli medi europei di utilizzo della cintura, farebbe risparmiare all'Italia qualcosa come 2.000 morti per anno, dei quali la parte più significativa proprio in città.

Morti e feriti in città in Italia rappresentano i tre quarti del totale mentre in Europa la media e del 66% causato proprio dal divario nell'uso della cintura di sicurezza

Per esempio Il 55% degli italiani ritiene erroneamente che le cinture non siano obbligatorie sui sedili posteriori

Meno pronunciato il divario per quanto riguarda le affermazioni sui comportamenti in autostrada: gli italiani che dichiarano di non indossare "mai" le cinture di sicurezza sono l'11%, a fronte di un 4% della media europea.

Le considerazioni di Stradamica esposte nel corso della conferenza stampa del 15 novembre 2000

Applicando ai dati degli incidenti in Provincia di Brescia i possibili esiti positivi dell'uso della cintura di sicurezza, contenuti nella relazione al parlamento sulla sicurezza stradale, si può affermare che

"Se tutte le persone coinvolte in un incidente stradale, lo scorso anno in provincia di Brescia, avessero utilizzato la cintura di sicurezza, avremmo avuto 600 feriti in meno, avremmo dimezzato il numero dei feriti gravi con 150 handicappati gravi in meno, 50 persone sarebbero probabilmente vive.
Il risparmio economico per la comunità bresciana assommerebbe a circa 400 miliardi di lire."

Bambini in auto