Bambini per strada
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SE VOI PENSATE CHE UN BAMBINO REAGISCA COME UNA ADULTO NELLA CIRCOLAZIONE STRADALE , VI SBAGLIATE!
SE VOI PENSATE CHE VEDA E CAPISCA COSI' BENE COME UN ADULTO LE AUTOMOBILI CHE ARRIVANO, VI SBAGLIATE!
IL VOSTRO ERRORE RISCHIA UN GIORNO DI CAUSARE UN GRAVE INCIDENTE.

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·LA VISIONE UN BAMBINO NON VEDE COME UN ADULTO
- Il suo campo visuale è ristretto: vede unicamente davanti a sé, come portasse un paraocchi.
- Per la sua piccola taglia non può vedere al di sopra delle vetture in sosta,
ed è a sua volta nascosto alla vista degli automobilisti.
- Egli non vede per contrasto: impiega circa 4 sec. per distinguere se un'automobile è ferma o in movimento.
- Confonde l'altezza e la lunghezza : un'automobile gli sembra più lunga di un camion.
- Confonde il vedere con l'essere visto.
· L'UDITO: UN BAMBINO NON SENTE COME NOI
- Egli non distingue bene la provenienza dei suoni.
- I rumori della via lo rendono distratto.
-Egli sente solo i rumori che lo interessano ( non i richiami e i comandi ecc.)
· LA RELAZIONE DI CAUSA-EFFETTO: UN BAMBINO NON LA CAPISCE. - Cosi egli non pensa alla distanza di arresto di un veicolo: crede che una vettura si arresti subito, là dove egli la vede, appena il guidatore appoggia il piede sul freno.
· DISTANZA, TEMPI, VELOCITÀ': UN BAMBINO NON E' CAPACE DI VALUTARLI
· LA SINTESI GLOBALE: UN BAMBINO NON SA PENSARE E REAGIRE A PIÙ' FATTI CONTEMPORANEAMENTE.
- Gli è difficile osservare contemporaneamente il passaggio dei pedoni, il verde del semaforo, le automobili.
· LA SODDISFAZIONE DEI BISOGNI: UN BAMBINO CERCA INNANZITUTTO DI SODDISFARE I PROPRI BISOGNI. - Per lui giocare, spostarsi, essere puntuali a scuola o a casa, raggiungere i propri genitori sull'altro lato della strada o prendere la palla sono cose più importanti che tener conto della circolazione; per continuare quello che ha iniziato a fare un bambino è capace di gettarsi contro una vettura, che egli ha visto, ma che ostacola il suo scopo.
· LA MORTE UN BAMBINO NON TEME LA MORTE. - Per lui la morte è un gioco, lui spesso gioca a essere morto e a risvegliarsi e rivivere. Un bambino non ha paura di morire, ma ha più paura di essere sgridato da un adulto se costringerà una vettura a frenare.
· L'AMBIENTE RASSICURANTE: UN BAMBINO HA SPESSO L'IMPRESSIONE DI ESSERE AL SICURO - Per esempio egli pensa che nulla gli può capitare se i suoi genitori o degli adulti sono vicini a lui, se si trova nei pressi della sua casa o della sua scuola.
· LE FALSE "IMMAGINI" DEL BAMBINO: GLI OGGETTI NON HANNO PER LUI LO STESSO SIGNIFICATO CHE HANNO PER NOI - La strada: per lui è un luogo di gioco senza il controllo dei genitori
- l'automobile: egli confida nell'auto, gli sembra umana (fari = occhi ecc.)
- gli attraversamenti cosiddetti protetti, nella sua mente sono luoghi dove nulla di male gli può capitare.
· L'ISTINTO DI IMITAZIONE: IL BAMBINO COPIA SEMPRE L'ADULTO.
-Più ancora di un adulto il bambino imita il gruppo: se qualcuno attraversa anch'egli pensa di passare, senza rendersi conto che in pochi secondi la situazione è cambiata; se si tengono per mano i bambini si confortano a vicenda nell'idea dell'assenza di pericoli.
Prima dei 10-12 anni un bambino ha molte difficoltà a sbrogliarsi nella circolazione, perché

UN BAMBINO NON E' UN ADULTO IN MINIATURA
QUANDO DIVENTERÀ GRANDE CAPIRÀ; NOI POSSIAMO AIUTARLO, DOBBIAMO AIUTARLO, MA IN ATTESA CHE DIVENTI GRANDE:NOI DOBBIAMO ESSERE PRUDENTI! DOBBIAMO NOI MODIFICARE IL NOSTRO COMPORTAMENTO NEI SUOI CONFRONTI:

rallentiamo vedendo bambini

fermiamoci 10 m prima del passaggio pedonale per farli attraversare

GENITORI E INSEGNANTI:
mettete dei vestiti colorati ai bambini - abituiamoli ad attraversare correttamente
- insegnamogli il comportamento nella circolazione

OGNI GIORNO A PIEDI O IN AUTO DIAMO IL BUON ESEMPIO!

il testo in forma di volantino visibile e stampabile  in formato PDF

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Dall’inizio degli anni settanta ad oggi, nell’Unione Europea, il numero delle vittime di incidenti stradali è diminuito, con l’eccezione della Grecia, Spagna e Portogallo e le statistiche ci dicono che anche fra i bambini le vittime d’incidente vanno diminuendo, ma non possiamo dire che le strade sono più sicure per i nostri figli. Dagli studi sulla sicurezza noi sappiamo che ciò che conta è l’esposizione al rischio. In questi anni il numero totale dei bambini è diminuito e la loro presenza sulle strade si è drasticamente ridotto. Il numero de bambini che vanno a scuola a piedi negli ultimi vanti anni è fortemente diminuito. In Gran Bretagna, tra il 1971 e il 1990, la percentuale dei bambini di 7 e 8 anni, a cui è permesso andare a scuola da soli è sceso dall’80% al 9% (Adams, Hillman, Whitelegg 1991). Questo studio documenta una enorme riduzione del numero di bambini esposti al traffico, mentre gli incidenti, che li coinvolgono, non sono purtroppo, diminuiti in misura altrettanto rilevante.

L’aumento generalizzato dei pericoli e del traffico hanno spinto i genitori a ridurre la libertà di movimento dei loro figli, con importanti conseguenze per la loro salute e questo dato ha modificato la vita nelle nostre città.

I genitori che hanno deciso di proteggere i loro bambini togliendoli dai pericoli del traffico hanno capito quanto la psicologa svedese Stina Sandels riassumeva in questa frase:

Il bambino non può essere adattato al traffico

Ricordo alcuni dei risultati emersi dagli studi del gruppo di lavoro della Sandels, che sono fondamentali per capire i problemi di fondo del comportamento dei bambini sulla strada.

L’impulsività

I bambini si lasciano guidare dai loro impulsi in modo diverso dagli adulti, se vedono qualcosa di eccitante sull’altro lato della strada, dimenticano ogni cautela e tutto ciò che sanno del traffico e si dirigono verso l’obiettivo, con totale disattenzione.

Il bisogno di muoversi

I bambini hanno un innato bisogno di correre, saltare, arrampicarsi. Per un bambino camminare con calma e tranquillità è altrettanto strano che per un adulto correre. Questo dato aumenta in modo automatico il rischio di incidente in mezzo ad un traffico in cui è dato per scontato che ogni pedone si muova con abilità, in modo disciplinato e sia motivato a comportarsi così.

Panico e paura

Anche se i bambini fanno attenzione al traffico, spesso non sono in grado di comportarsi correttamente, perché il traffico è così complicato che il bambino si spaventa ed in lui si produce un senso di panico. Un bambino norvegese delle elementari descrive la situazione in questo modo: "Spesso io sono spaventato dai camion che vanno così forte e qualche volta salgono sul marciapiede, così io scappo in strada, ma ci sono auto anche lì"

Un altro bambino dice: "Qualche volta sulle strisce pedonali, loro quasi mi saltano addosso. Loro vanno addosso ai bambini. L’ho visto in un giornale!"

La visione

Il campo di visione di un bambino è ridotto rispetto a quello di un adulto, il risultato è che egli non è in grado di avere la stessa capacità di adattarsi alle condizioni del traffico. Il bambino non è in grado concentrare l’attenzione su più di un oggetto nel medesimo tempo e non può passare dalla visione di un oggetto vicino ad uno lontano, con la stessa facilità degli adulti. Il bambino guarda un primo oggetto, poi un secondo, poi un terzo, ma, al contrario degli adulti, egli non in grado di percepirli subito tutti e tre insieme. L’abilità di dare un’immediata interpretazione a tutto quanto l’occhio vede dipende dalla maturità di una persona, e tale maturità si raggiunge attorno ai 16 anni, in accordo con quanto afferma Piaget.

L’altezza

Anche l’altezza crea difficoltà quando si deve far fronte al traffico. Gli occhi di un bambino europeo di sette anni si trovano ad un’altezza di circa 100 - 125 cm, mentre quelli di un adulto sono circa 50 cm più in alto. In pratica per il bambino è impossibile vedere al sopra del tetto delle auto parcheggiate e spesso non vede al di sopra dei cofani. Un’automobile che sopraggiunge, immediatamente visibile per un adulto, può essere non visibile per un bambino, inoltre il bambino può non essere visibile per l’automobilista.

L’udito

Fra il 3% e il 30% dei bambini di sei anni identificano in modo scorretto la provenienza di un suono, a secondo della direzione da cui si origina. Anche un adulto qualche volta sbaglia, ma è in grado di compensare meglio l’errore. Per il bambino un errore può portare conseguenze pericolose: uno sbaglio può spingerlo facilmente a correre verso un auto che arriva da una direzione inaspettata.

Comprensione del significato delle parole e dei concetti dell’educazione stradale

Bambini dai 6 ai 10 anni, chiamati a spiegare il significato di frasi e parole importanti come "pedone", "stai attento al traffico" e "strada principale", non riuscivano a capire il senso di queste parole. A 7 anni il bambino capisce circa la metà delle parole che sono normalmente usate per l’educazione stradale di bambini di 5 anni.. Di conseguenza si deve fare attenzione alle parole che si usano quando si insegna il comportamento nel traffico ai bambini, ma a volte si devono insegnare cose così complicate, con termini così semplici, che le regole del traffico non vengono lo stesso comprese, anche se il significato delle singole parole è chiaro. Perciò si deve ricordare che il compito dell’educazione stradale è dare informazioni in un modo tale che possano aiutare i bambini a far adeguatamente fronte al traffico.

Comprensione del significato di importanti segnali stradali

Come per le parole, anche per quanto riguarda i segnali stradali, i bambini trovano difficile capirne il significato, i simboli spesso non sono compresi. Metà dei bambini studiati, di sei anni, capiva il senso di 3 cartelli fra gli 11 importanti per la loro sicurezza; circa il 50% dei bambini di otto anni capiva 7 cartelli su 11 e il 50% di quelli di 10 anni ne capiva 10. Secondo quanto afferma Piaget i bambini sviluppano il pensiero astratto quando entrano nell’adolescenza, per cui i risultati descritti non dovrebbero sorprenderci.

Capacità di distinguere la destra dalla sinistra

La capacità di pensare in termini astratti è necessaria per distinguere tra destra e sinistra, i bambini piccoli rimangono spesso confusi per il fatto che un lato della strada a volte è "la destra" e a volte "la sinistra" e viceversa. Una ricerca ha trovato che solo il 58% dei bambini di sei anni sa distinguere tra destra e sinistra, a sette anni la percentuale sale al 72%, a nove anni al 92%.

Capacità di astrazione ed analisi

L’adulto può ascoltare, vedere, attraversare la strada ad un attraversamento pedonale ed allo stesso tempo elaborare tutte le informazioni utili, guardare ed adattare il comportamento rispetto a quanto osservato. Il bambino può fare una sola cosa per volta: per esempio guarda o sente o decide di attraversare la strada. Questo significa che può assorbire solo una parte del flusso di informazioni che si origina dalle automobili in veloce movimento da opposte direzioni, i vari suoni emessi , le varie segnalazioni. Non è sorprendente che una bambina sveglia, che ha seguito corsi di educazione stradale , figlia di genitori intelligenti, dica di attraversare la strada in questo modo "Prima guardo a destra, poi a sinistra e poi di nuovo a destra poi sto lì ferma tremando - poi corro"

Le informazioni presentate possono essere riassunte nella seguente affermazione: - I bambini non sono abbastanza maturi per far fronte al traffico moderno, e l’educazione o l’insegnamento non possono cambiare questo dato.- Un bambino un giorno si comporta da perfetto pedone, ma può esserne totalmente incapace il giorno dopo.

Nessuno si aspetta che un bimbo di sei mesi cammini; noi sappiamo che il suo sistema nervoso, la muscolatura e lo scheletro non sono sufficientemente maturi per farlo, ma sembra che ci aspettiamo che un bambino di 7 anni sia capace di attraversare un strada trafficata non accompagnato.

Vent’anni dopo le conclusioni di Stina Sandels, il traffico e ancor più complesso: i bambini hanno ancora meno esperienza dell’ambiente stradale, divenuti adolescenti conquistano una relativa indipendenza e divengono la categoria più a rischio nel traffico.

Se vogliamo diminuire il rischio per gli studenti, noi dobbiamo predisporre provvedimenti in favore della sicurezza non solo davanti alle scuole, ma anche adottare provvedimenti di moderazione del traffico su intere aree, perché gli incidenti a studenti non accadono solo di fronte alle scuole.

In molti casi l’incidente succede a breve distanza dall’abitazione, lungo il percorso, alla fine delle lezioni, quando l’allarme creato dal grande numero degli studenti e delle auto dei genitori cessa di esercitare la sua funzione di moderatore della velocità e il traffico nella zona torna a scorrere.

Osservando la mappa degli incidenti di Brescia, abbiamo concluso che la maggior parte degli incidenti a studenti non accade di fronte alla scuola, ma sulla strada da e verso la casa, spesso mentre il giovane attraversa la strada nei pressi dell’abitazione o della fermata dell’autobus.

Le amministrazioni comunali e provinciali dovrebbero tener conto del grado di sicurezza del sistema del traffico per

 

  • decidere ove localizzare le nuove scuole;
  • destinare ad altro uso gli edifici scolastici che non garantiscono un sufficiente grado di sicurezza;
  • sistemare gli spazi aperti nei pressi delle scuole;
  • pianificare i percorsi da e per la scuola, per garantire un percorso sicuro per tutti i bambini, in particolare per i portatori di handicap;
  • classificare il grado di sicurezza, accessibilità e qualità degli edifici scolastici e dell’ambiente in cui è inserita la scuola.

In ogni caso dobbiamo ricordare che la componente chiave su cui agire, in tutti gli ambienti urbani, è la velocità dei veicoli.

A 50 km/h il guidatore deve concentrare lo sguardo su un cono d’attenzione ristretto, che è centrato sulla strada ed egli spesso non è in grado di percepire elementi di ridotte dimensioni, come un bambino che si appresta ad attraversare; a 30 Km/h il cono di attenzione è molto più ampio. Per un pedone o un ciclista, la probabilità di morire in un incidente con un veicolo che viaggia alla velocità di 50 km/h è di circa il 50%, mentre a 30 km/h questa probabilità si riduce al 10%.

In Olanda, Scandinavia, Germania, Austria, Gran Bretagna, Francia ed anche in altri stati, ampie zone urbane sono state attrezzate con elementi di riduzione della velocità e sono state attivate moltissime zone 30, secondo i modelli ideati e sperimentati in Olanda. Si può trovare una mole enorme di documentazione sugli effetti positivi ottenuti da questi progetti in termini di sicurezza, per esempio dal programma decennale tedesco di "Verkehrsberuhigung", i cui risultati sono stati verificati tra il 1991 e 1993, oppure dai risultati del programma francese "Ville plus sure quartiers sans accidents".

In Italia abbiamo pochissime esperienze di installazione di strutture per la moderazione del traffico. Il nuovo codice della strada (1992) ha introdotto un solo tipo di dosso rallentatore, che ha il difetto di produrre molto rumore (con le conseguenti proteste di chi abita vicino) ed è utilizzato come una sorta di panacea, più per avere la coscienza tranquilla che per gli effettivi risultati in termini di sicurezza

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Vivere e camminare in città - andare a scuola. Atti del convegno tenutosi a Brescia il 3-4 giugno 1996 stampato a cura dell'

Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle comunità europee
L 2985 Luxemburg

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