| Note
biografiche e bibliografia essenziale a cura di
Marcella Guerrieri
Giampiero Poggiali Berlinghieri nasce a Firenze il 17 Luglio
1936. L’esordio della sua attività artistica è del
1968 e segna il termine di una accelerata fase di ricerca e di formazione
autodidatta, con la prima mostra personale presso la Galleria Inquadrature
di Firenze. Nel 1975 in occasione della XXII edizione del Fiorino,
riceve il premio del-l'Associazione artisti Plastici Jugoslavi, a cui fa
seguito l’invito dello stesso Governo jugoslavo per un soggiorno-studio
nel villaggio artistico di Poçitely. Nello stesso anno è
segnalato nel Catalogo Bolaffi per la pittura da Tommaso Paloscia
e successivamente nell’edizione del 1981 da Umberto Baldini.
Nel 1984 è invitato dalla Fondazione John Wamaker di Filadelfia
alla mostra Contemporary Art Made in Florence, nell'ambito delle mani-festazioni:
«ltaly Renaissance '84». Nel 1985 vince il Premio Camposauro
ed esegue un murales sulla facciata del Municipio di Vitulano (BN);
gli viene conferita la cittadinanza onoraria. Nel 1986 vince il concorso
indetto dal Panatlon Club per un manifesto artistico per la rassegna di
Palazzo Strozzi Arte & Sport e sempre nelI'86 partecipa a «Firenze
per l'Arte Contemporanea», manifestazione curata da Renato Barilli
nella sede del Forte Belvedere. Curata da Nicola Micieli, esce per le edizioni
Pomo d'Oro di Padova la monografia Poggiali- opere 1972-1986 con testi
di Eugenio Miccini, Nicola Micieli, Raffaele Monti, Tommaso Paloscia, Dino
Pasquali, Mario Penelope e Pier Carlo Santini. Fondatore nel 1986 del gruppo
I
romantici dell'immaginario, movimento nell'ambito della Soft-Art, che
si ispira al fantasti-co-favolistico di matrice poetico-concettuale. Per
La Casa Usher, con testi di Rolando Bellini e Nicola Micieli, esce nel-l'ottobre
del 1991 la monogra-fia Poggiali-opere 1987-1991 e nel 1993 per le edizioni
ArteStudio 53 con testo di Michel Pierre e una poesia di Teodolinda Coltellaro
Il sogno progettuale della poesia. Nello stesso anno realizza presso
le officine Poggi di Corsalone (AR) la sua prima grande scultura Ares
in acciaio inox. La sua ricerca e la sua opera finiscono per svilupparsi
per cicli tematici e formali. Sin dagli anni Sessanta, Poggiali nei suoi
primi paesaggi sintetici rivisita il Secondo Futurismo e si immerge
nel clima della Pop Art italiana, esperienze poi risoltesi nel ciclo
Adesivi 1972-75. Ha in seguito affrontato i temi Nuovi racconti 1976-77,
The new space 1978-80, Structural dream 1981-82, Germogli& G. E.R.
MO. G.L.l. 1983-85, Phisis 1985-86, con opere nelle quali era costante
l'attenzione al problema dello spazio. Spazio immaginato e rappresentato
mediante architetture fantastiche e strutture geometriche. Spazio che gioca
come elemento costitutivo della forma astratta. Queste esperienze sono
state documentate nella monografia Poggiali-opere 1982-7986. In seguito,
con Impronte di memoria 1987-88, Eclissi 1988, Orizzonte degli eventi 1989,
Translation 1990-91, Virtuale 1992-93, Complexitiy 1993, Bona Dea 1994,
Simposio 1995, Senza titolo 1996, e Montagne 1998, ha elaborato opere ed
installazioni intese come concezione dello spazio non più solo rappresentato,
ma cercato nella fisicità dell'ambiente. Spazio d'inserimento dell’opera
e luogo dell’azione dell'opera stessa. I volumi Poggiali opere 1987-91
e Il sogno progettuale della poesia documentano una parte di queste fasi,
completandole poi con il volume monografico Poggiali sculture e installazioni
1969-1995. Nel 1997 edito da LoGisma esce l'opera multimediale interattiva
Delfo: una pinacoteca virtuale di oltre 300 immagini di quadri sculture
installazioni e 5 video, accompagnate da musiche elettroniche originali
appositamente composte.
Opere di Poggiali trovano posto in collezioni museali pubbliche e private.
Un suo autoritratto fa parte della raccolta degli autoritratti della Galleria
degli Uffizi di Firenze. Gli anni Ottanta, con l'allestimento di due
importanti esposizioni nell’88 al Palazzo dei Diamanti di Ferrara
e nell’89 a Palazzo Strozzi di Firenze, segnano due momenti antologici
dell’attività dell’artista. Gli anni Novanta con l'installazione
Simposio del 1996 al Museo Marino Marini, con il patrocinio del
Comune di Firenze, e con l’installazione Delfo del 1997, promossa dal Ministero
dei Beni Culturali e Ambientali, alla Biblioteca Nazionale Centrale
di Firenze, segnano l’approdo delle opere di Poggiali in grandi spazi pubblici.
Il 1999 si apre e si conclude con una serie di manifestazioni che l’artista
dedica al Comune di Sesto Fiorentino.Da marzo a maggio Poggiali espone
presso la Villa San Lorenzo al Prato a cui fa seguito l’inaugurazione del
monumento Pegaso in acciaio policromo, alla presenza del Soprintendente
ai Beni Artistici e Storici di Firenze Antonio Paolucci, ed infine
la collocazione della scultura in bronzo e vetro Tom in via
Verdi all'angolo con la piazza Ginori.
Le opere recenti di Poggiali sono il risultato di una ricerca
di confine tra pittura e scultura, design e opera-oggetto nella logica
dell'installazione, nel suo operare si coglie la possibilità di
una ironia sottile ma in fondo gioiosa ed allegra. «La prima impressione
è di giocattoli elementari che viene voglia di toccare, di manipolare,
di riassemblare ... Poi ci accorgiamo che si tratta di forme a lungo e
armoniosamente pensate, forme che si collocano all’esatto punto di equilibrio
fra l’esattezza e la fantasia e sono divertenti perché semplici
e sono semplici perché divertenti». (Antonio Paolucci). Un
gioco che si fissa subito come forma di cultura. Una cultura figurativa
e spaziale tradotta in forma ludica, in cui i caratteri del gioco sono
rappresentati in forme e stati d’animo. Si può concludere che l’indagine
delle forme e l’utilizzo dei materiali così attuali, improbabili,
vistosi, innocenti, tecnologici e squillanti, ci restituisce l’artista
Poggiali inteso come Homo Faber. Il suo gioioso consapevole ottimismo lo
segna con la dignità dell’Homo Ludens di Huizinga. Innocenza,
gioco, consapevolezza e persino sofferenza convivono nella fatica della
ricerca artistica.
|
BIBLIOGRAFIA
EDITORIALE
Bibliografia editoriale
Nuvole e spigolature, cm. 20x16 di 40 pagine, con 18 disegni
b/n, testo di Dino Pasquali, Il Candelaio
edizioni, 1976.
Poggiali - opere 1972-1986, cm. 23x22 con sovraccoperta plastificata
a colori di 150 pagine con 51 riproduzioni a colori e 66 in b/n, testi
di Eugenio Miccini, Nicola
Micieli, Raffaele
Monti, Tommaso
Paloscia, Dino
Pasquali, Mario
Penelope, Pier
Carlo Santini, edizioni Pomo d’Oro, 1986.
Poggiali - opere 1987-1991, cm. 29x22 con copertina rilegata
in tela e sovraccoperta a colori plastificata, di 145 pagine con 37 riproduzioni
a colori e 10 in b/n, testi di Rolando Bellini
e Nicola Micieli, edizioni la casa Usher,
1991.
Il sogno progettuale della poesia, cm. 22,5x11,5 con copertina
rilegata in tela e sovraccoperta a colori, di 60 pagine con 23 riproduzioni
a colori e 21 in b/n, testo di Michel Pierre,
edito da ArteStudio 53, 1994.
Poggiali - sculture e installazioni 1969-1995, cm. 34x23 con
copertina a colori cartonata e plastificata, di 150 pagine con 56 riproduzioni
a colori e 67 in b/n, testo di Pierre Restany,
edito dal Museo Civico di Taverna, 1995.
Giampiero Poggiali Berlinghieri - dipinti sculture installazioni,
cm. 23,5x17 con copertina plastificata a colori, di 40 pagine con 15 riproduzioni
a colori, e 5 in b/n, testo di Stefano De Rosa,
edito dall’Assessorato alle Attività Culturali di Ravenna, 1996.
Giampiero Poggiali Berlinghieri - dipinti sculture installazioni,
cm. 34x21 di 32 pagine con 20 riproduzioni in b/n, testo di Teodolinda
Coltellaro, edito dall’Assessorato Pubblica Istruzione e Cultura,
di Treviglio, 1996.
"DELFO" CD-ROM Giampiero Poggiali Berlinghieri - pittura scultura
installazioni, libro d’artista di cm.20x14 di 32 pagine con 13 riproduzioni
a colori e 19 in b/n, introduzione di John T. Spike.
Il CD_ROM allegato contiene oltre 300 immagini di quadri e sculture, più
5 video. L’insieme come opera autonoma, viene accompagnata da musica elettronica
appositamente composta. LoGisma editore 1997.
Cicli tematici e formali 1968-1999, cm. 30x23 con copertina
plastificata a colori di 130 pagine con 105 riproduzioni a colori 99 in
b/n, testo di Antonio Paolucci con interventi
di Nicola Micieli e Gherardo
Lazzeri, edito da LoGisma 1999.
Monumenti uno, cm. 17x31, con copertina plastificata
a colori di 48 pagine con 18 riproduzioni a colori 11 in b/n, testo di
Rolando Bellini,edito
da ArteStudio53 Firenze, 2000.
Home Page
|